G. Bolacchi, Prefazione a B.F. Skinner, La scienza del comportamento ovvero il Behaviorismo, SugarCo, Milano, 1976

Lo studioso che ha maggiormente contribuito allo sviluppo e alla diffusione della prospettiva sperimentale della scienza del comportamento e che maggiormente si è impegnato nel porre in luce (anche a un livello di elevata divulgazione) la vacuità delle esplicazioni metafisiche del comportamento e l’erroneità metodologica del discorso mentalistico è senza alcun dubbio B.F. Skinner. La sua lotta contro la metafisica, iniziata con Walden due e sviluppata in Scienza e comportamento e in Oltre la libertà e la dignità trova in questo libro un epilogo, in quanto investe tutti gli aspetti della riflessione pre-scientifica sulla natura e sulla essenza dell’uomo. Questo libro di Skinner rappresenta, infatti, uno sforzo volto ad analizzare criticamente due tipi di linguaggio radicalmente contrapposti: quello scientifico, caratterizzato dall’intersoggettività perché rigorosamente fondato sull’esperimento controllato, e quello prescientifico, privo di qualsiasi capacità applicativa e per definizione soggettivo, che trova nelle teorizzazioni metafisiche il suo punto di riferimento fondamentale.

Puntualmente e meticolosamente Skinner ci offre una rassegna di tutti gli pseudo-concetti e le pseudo-esplicazioni che la metafisica, la ideologia e il senso comune utilizzano per tentare di spiegare il comportamento individuale e sociale. L’analisi svolta da Skinner in quest’opera è intrisa di riferimenti a quel corpo di conoscenze sperimentali che costituiscono la scienza del comportamento. Una definizione scientifica del concetto di comportamento può essere infatti formulata solo su basi rigorosamente sperimentali.  I concetti individuati nell’ambito dell’analisi sperimentale del comportamento animale costituiscono altrettanti predicati esplicativi del comportamento umano, individuale e sociale. Questo vale ad esempio per le strutture di potere, per il conflitto di classe, per il rapporto didattico, per la concorrenza, per il collettivismo, per il pluralismo, per la competizione. Tutte queste situazioni sociali che il senso comune considera come peculiari e autonome dimensioni del comportamento umano, vengono esplicate unitariamente sul piano della analisi scientifica, utilizzando sempre i concetti sperimentali fondamentali della scienza del comportamento.

Autore
Giulio Bolacchi

Titolo

Prefazione online


Pubblicazione
B.F. Skinner, La scienza del comportamento ovvero il Behaviorismo

Traduzione del testo: B.F. Skinner, About Behaviorism, Knopf, 1974.
Vita e opera dell’autore in The B.F. Skinner Foundation.


Editore
SugarCo Edizioni, Milano

Anno
1976
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