G. Bolacchi, Un'autonomia in regime di dipendenza, in: P. Savona (a cura di), Per un'altra Sardegna, Franco Angeli, Milano, 1984

La situazione verificatasi in Sardegna dal 1944 (istituzione della consulta regionale) al 1949 (elezione del primo consiglio regionale) costituisce un esempio storico del modo in cui le élites politiche si comportano nella gestione del potere e del distacco che esiste in ogni sistema sociale tra la classe politica che detiene il potere e la restante parte della collettività che pone in essere puri comportamenti politici di accettazione, di delega e di legittimazione rispetto alla élite del potere. Le classi dirigenti di allora si trovarono nelle migliori condizioni per poter realizzare con riferimento all’idea storica di autonomia quel ruolo pedagogico e trainante che avrebbe consentito al popolo sardo, condizionato negativamente da secoli di asservimento, di acquisire una reale coscienza autonomistica, cioè di porre il principio autonomistico quale principio base di tutta l’azione politica in Sardegna. Due furono i fattori che impedirono alla classe politica di realizzare questa funzione trainante: l’ideologia e la dipendenza.

Per quanto concerne l’ideologia, dopo la liberazione si ebbe anche in Sardegna un rapido processo di democratizzazione formale che portò alla costituzione di una pluralità di partiti politici le cui istanze ideologiche, legate a processi storici e culturali del tutto esogeni rispetto a qualsiasi cultura locale o regionale, presentavano una caratterizzazione in termini di universalità che si storicizzava all’interno di tutto il territorio nazionale e che doveva necessariamente presupporre quella impostazione unitaria dello Stato che era sostanzialmente l’unico elemento della tradizione risorgimentale.

Il problema della dipendenza si presenta anzitutto come dipendenza politica, nei suoi aspetti ideologico-culturale e operativo. Il problema della dipendenza economica è strettamente interconnesso, anche se presenta aspetti e problematiche suscettibili di approfondimenti specifici. La dipendenza politica e la dipendenza economica sono le due forme di subordinazione sociale più rilevanti e più generalizzate. Il rapporto stato-regione, visto in termini asimmetrici di pura e semplice dipendenza, ha prefigurato da un lato l’accettazione di uno stato coinvolgente e totalizzante e dall’altro lato la concessione di uno spazio di gestione amministrativa e politica del tutto ininfluente per lo stato e nei confronti dello stato.

La politica in Sardegna non si è realizzata come momento di partecipazione e di confronto con le grandi scelte nazionali, che avrebbero dovuto sempre interessare positivamente la regione, ma si è realizzata come momento di emarginazione e di convergenza su problematiche locali prive di dimensioni nazionali, come pura e semplice gestione del contingente nell’ambito delle limitate sfere di autonomia in regime di dipendenza.

Autore
Giulio Bolacchi

Titolo


Pubblicazione
Paolo Savona (a cura di), Per un’altra Sardegna

Editore
Franco Angeli, Milano

Anno
1984
  1. La negazione dell’idea storica di autonomia dopo il fascismo.
  2. Le grandi ideologie nazionali in Sardegna dopo il fascismo.
  3. I limiti culturali e politici del sardismo.
  4. Dipendenza e cooptazione nel ruolo del Psd’Az.
  5. Dipendenza politica e autonomia in regime di dipendenza
  6. Rivendicazione e potere deviante nella gestione politica in Sardegna.
  7. La cultura sarda.
  8. La classe dominante sarda.
  9. L’arretratezza sociale sarda.
  10. L’inesistenza di una classe borghese in Sardegna e il distacco tra élite rivoluzionaria e società sarda.
  11. Il «moto de su connottu» e l’incapacità dei sardi a porsi come classe sociale.
  12. Dalla dipendenza feudale alla dipendenza di mercato.
  13. L’impresa pastorale nell’equilibrio di povertà.
  14. Cultura pastorale, élite feudale ed élite rivoluzionaria.
  15. La fine dell’autonomia senza dipendenza.
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