Giulio Bolacchi - Estratti brevi: Analisi scientifica del comportamento di scelta Archives

  • L’analisi scientifica del comportamento di scelta (estratto 13)

    Con Staff su 8 Luglio 2014
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    «L’asserzione secondo cui le leggi sperimentali avrebbero una vita propria deriva dal presupposto della osservatività delle leggi sperimentali. Se queste ultime con riferimento alla osservatività sono diverse dalle leggi teoriche, allora il fatto che una legge sperimentale possa essere incorporata in una o in un’altra teoria può apparire come una conferma della diversità dei due tipi di leggi. Eliminato però

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  • L’analisi scientifica del comportamento di scelta (estratto 12)

    Con Staff su 8 Luglio 2014
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    «In psicologia l’utilità esplicativa delle variabili intermedie è negata da Skinner il quale afferma che le condizioni interne (inner conditions) sono inutili per il controllo del comportamento a meno che non le si possa manipolare. Se le variabili intermedie non hanno alcuna funzione esplicativa resta da chiedersi se ciò possa dirsi di tutti i concetti teorici in generale, anche

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  • L’analisi scientifica del comportamento di scelta (estratto 11)

    Con Staff su 8 Luglio 2014
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    «Il problema metafisico del passaggio dai dati sensoriali ai termini teorici, tipico delle posizioni di Hempel, deve pertanto essere sostituito dal problema metodologico dell’individuazione di diversi livelli di generalizzazione (implicanti, sotto il profilo sintattico, l’introduzione di predicati limitativi), nonché di diversi livelli di astrazione dei predicati appartenenti al linguaggio della scienza. Questo discorso può ripetersi a proposito delle regole di

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  • L’analisi scientifica del comportamento di scelta (estratto 10)

    Con Staff su 8 Luglio 2014
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    «L’impostazione del problema scientifico in termini strutturali elimina la problematica metafisica relativa alla convenzionalità dei postulati. Il significato metodologico che può darsi al concetto di convenzionalità dei postulati è dato dalla possibilità di inserire sempre nuovi postulati nel discorso della scienza. Ma questo fatto non compromette, all’interno di tale discorso, la validità dei postulati già esistenti, i quali vengono solo

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  • L’analisi scientifica del comportamento di scelta (estratto 9)

    Con Staff su 8 Luglio 2014
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    «L’analisi del comportamento di scelta è normalmente approfondita con riferimento al concetto di aspettativa. Si afferma, infatti, che la scelta è realizzata sulla base di anticipazioni apprese o aspettative. L’aspettativa, considerata come anticipazione del soddisfacimento di un interesse, costituisce anch’essa una pseudo-esplicazione. Dire che la predizione di un evento viene formulata sulla base della frequenza del manifestarsi di quell’evento

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  • L’analisi scientifica del comportamento di scelta (estratto 8)

    Con Staff su 8 Luglio 2014
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    «Ipotizzando d’altra parte il rapporto tra comportamento alternativo e processo di scelta del soggetto in modo funzionale, cioè come rapporto tra due variabili di cui una dipendente e una indipendente (causalità come dipendenza funzionale), risulta evidente che una relazione di questo tipo non può essere posta tra i due fattori in questione in quanto uno di essi, la scelta, è

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  • L’analisi scientifica del comportamento di scelta (estratto 7)

    Con Staff su 8 Luglio 2014
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    «Dire che l’organismo “focalizza e filtra a un tempo gli stimoli potenziali che gli provengono dall’ambiente esterno” significa formulare una pseudo-esplicazione concernente il fatto che alcuni interessi del soggetto hanno un intensità maggiore di altri interessi. Questa pseudo-esplicazione è determinata dal fatto che partendo da una analisi dei fenomeni che mostrano come un soggetto possa porre in essere comportamenti alternativi

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  • L’analisi scientifica del comportamento di scelta (estratto 6)

    Con Staff su 8 Luglio 2014
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    «Supponiamo ora che l’interessi I1 abbia una intensità molto più elevata di tutti gli altri. In questo caso occorrerà molto più tempo perché l’interessi I1 decresca a un livello inferiore a quello di qualche altro interesse. Perciò mentre nel caso precedente l’alternarsi di serie operative si manifesta immediatamente, nel secondo caso, essendo la differenza di intensità tra I1 e gli

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  • L’analisi scientifica del comportamento di scelta (estratto 5)

    Con Staff su 8 Luglio 2014
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    «Abbiamo definito l’intensità dell’interesse sulla base della compattezza delle serie operative. Quest’ultima può a sua volta essere considerata come una funzione dello stato di deprivazione. Ci si deve aspettare che un soggetto fortemente deprivato ponga sempre in essere una serie operativa (che porta a un certo rinforzatore) escludendo ogni interferenza di altre serie operative.» (G. Bolacchi, L’analisi scientifica del comportamento

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  • L’analisi scientifica del comportamento di scelta (estratto 4)

    Con Staff su 8 Luglio 2014
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    «Ricordiamo ancora che nell’analisi delle leggi del rinforzo l’operazione di deprivazione è sempre presupposta. La relazione tra le modificazioni del comportamento e le contingenze di rinforzo (dato un certo stato di deprivazione) è quindi solo un aspetto del complesso processo di rinforzo. Il secondo aspetto è costituito dalla relazione tra le modificazioni del comportamento e le variazioni nello stato di

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  • L’analisi scientifica del comportamento di scelta (estratto 3)

    Con giurosa su 8 Luglio 2014
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    «In termini operativi il concetto di drive, sulla base delle osservazioni sopra formulate, può essere espresso come il risultato di certe operazioni compiute su un organismo, nella specie operazioni di deprivazione in base alle quali un certo stimolo S diventa un rinforzatore S+. Operazioni appropriate possono essere trovate per ogni rinforzatore primario. In questo modo il termine drive viene definito

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  • L’analisi scientifica del comportamento di scelta (estratto 2)

    Con Staff su 8 Luglio 2014
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    «Il termine “interesse” viene in tal modo introdotto come definizione nominale dell’operazione terminale di una serie operativa e non come concetto esplicativo del comportamento operante. Infatti, se si dicesse che un soggetto pone in essere un dato comportamento in quanto egli ha un certo interesse a effettuare quel comportamento, il concetto di comportamento verrebbe esplicato in termini mentalistici poiché si

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  • L’analisi scientifica del comportamento di scelta (estratto 1)

    Con Staff su 8 Luglio 2014
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    «Dal punto di vista metodologico la psicologia comportamentistica afferma che la differenza tra l’uomo e gli animali non è qualitativa, ma semplicemente una questione di gradi di complessità. Considerare l’uomo qualitativamente diverso significa infatti far ricorso a elementi di valutazione metafisica che devono essere riconosciuti e eliminati dall’ambito dell’analisi scientifica. Una volta ammesso che la differenza è di grado, è

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