13/28«L’esplicazione scientifica dei fenomeni consiste nell’individuazione di un insieme di variabili e delle relazioni che sussistono tra queste variabili. Il perché certe variabili vengano assunte come variabili tipiche non costituisce un problema all’interno del linguaggio della scienza in quanto resta sempre aperto il campo all’individuazione di nuove variabili aventi un livello di astrazione meno elevato (predicati limitativi) o un livello di astrazione più elevato dei predicati fondamentali che a un dato tempo caratterizzano il discorso scientifico.

L’unica condizione posta all’introduzione di nuovi predicati è data dal fatto che i predicati introdotti debbono essere sempre tra loro collegati secondo le regole che caratterizzano la struttura del linguaggio della scienza. Questa struttura è data dalla relazione funzionale tra tre tipi di variabili (dipendente, indipendente e parametri) che si ritrova tanto al livello dei predicati sperimentali quanto al livello dei predicati più astratti: Rf (x, y; p1, p2, …, pn).

Il linguaggio della scienza risulta pertanto caratterizzato: (1) dalla relazione strutturale fondamentale Rf (x, y; p1, p2, …, pn); (2) dalla possibilità di introdurre in esso nuovi predicati purché tra loro compatibili in base alla relazione fondamentale; (3) dal diverso livello di astrazione dei predicati che porta a distinguere tra predicati sperimentali, predicati limitativi e predicati fondamentali.»

(G. Bolacchi, Il problema del metodo nella sociologia, p. 24)

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