32/40«La storia passata, che qui viene presa in considerazione con riferimento alla dinamica strutturale (rispetto alla quale è considerata come parametro) e non alla dinamica evolutiva, è stata caratterizzata non solo dal persistente coinvolgimento negativo tra gli interessi della cultura endogena e quelli delle culture statuali esogene (di potere), ma anche dal contestuale atteggiamento di totale acquiescenza al dominio esterno da parte delle élites locali; e, inoltre, dal fatto che la stessa cultura endogena non è mai riuscita a esprimere in modo innovativo alcun ordinamento normativo di tipo statuale che manifestasse un’autonoma capacità organizzativa del contesto sociale, ma ha espresso solo forme primitive di organizzazione che non sono mai riuscite a superare i ristretti confini della famiglia estesa e del clan.

In questa situazione, caratterizzata tra l’altro da una tendenziale stazionarietà sociale ed economica, la società endogena non poteva che riproporre e tentare di realizzare i propri valori egualitaristici in forme del tutto anomale e nascoste

(G. Bolacchi, Il sequestro come fatto sociale, p. 146)

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