38/52«Tutti i problemi sociali del deviamento, nella prospettiva ingenua ma purtroppo generalizzata del senso comune, diventano esclusivamente problemi penali. Di qui il ruolo della magistratura, necessariamente ampio. Molti si stupiscono oggi di questo ruolo tendenzialmente senza confini; ma esso è solo la conseguenza di una premessa quasi da tutti accettata: quella secondo cui i comportamenti possono essere soltanto buoni o cattivi, leciti o illeciti.

L’esperienza più immediata dell’uomo tende infatti a costruire punti di riferimento di facile comprensione. Separare il bene da male è la cosa più essenziale e gratificante, perché consente di mettere ordine in un mondo che appare molto disordinato: e il deviamento è sempre percepito come disordine

(G. Bolacchi, Il sequestro come fatto sociale, pp. 120-121)

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