3/14«Solitamente si afferma che, in una prima fase, il movimento rivoluzionario è stato nelle mani della borghesia, per poi passare in quelle del popolo e, quindi, ritornare di nuovo in quelle della borghesia. Ora, è indubbio ed ovvio che, nella Francia dell’epoca, esistessero dei ceti sociali inferiori, ma tali strati più bassi della collettività non potrebbero certo dirsi popolari o proletari nel senso in cui oggi vengono adoperati i due termini: essi erano, al contrario, genuinamente borghesi in quanto avevano in comune, anche con coloro che stavano al vertice del Terzo Stato, gli stessi interessi alla eliminazione dell’antico regime se non gli stessi miti e gli stessi valori di democrazia e libertà. Un proletariato che fondasse istanze proprie di rivendicazione sociale era, ripetiamo, inconcepibile in questo periodo.»

(G. Bolacchi, Osservazioni sul concetto di “borghesia”, p. 8)

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