8/33«Rosenberg (Le vie della tecnologia; Dentro la scatola nera: tecnologia e economia) mostra come l’attività di ricerca tecnologica e con essa l’innovazione si manifestino in tutte le fasi della produzione industriale, superando il punto di vista schumpeteriano dell’innovazione intesa come atto unico e irripetibile, il quale risente di una visione del progresso scientifico che privilegia il momento delle grandi sistematizzazioni teoriche o delle grandi scoperte ad esso connesse, rispetto ai successivi momenti di lenta e continua espansione della tecnologia attraverso il progressivo allargamento dei propri confini a campi sempre più specifici e applicativi.

La grande innovazione ha un carattere di generalità che ne mette in ombra, per definizione, i molteplici contenuti analitici, i quali debbono essere progressivamente recuperati mediante un continuo allargamento della ricerca più astratta verso campi sperimentali di tipo operativo. La progressiva analiticità dei campi di applicazione della scienza e della tecnologia individua il confine, flessibile, tra una parte della ricerca più astratta, che potrebbe essere definita come scienza pura, e una parte della ricerca molto più analitica, specifica e settorializzata, che potrebbe essere definita come scienza applicata o tecnologia e che è suscettibile di inserimento operativo nella combinazione produttiva.»

(G. Bolacchi, Politiche di sviluppo, innovazione, parchi scientifici e tecnologici, pp. 78-79)

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