31/33«Inoltre, se la formazione fosse gestita esclusivamente in una logica privatistica di mercato, si realizzerebbe un accesso alla formazione limitato ai soggetti e ai gruppi in possesso di una capacità di spesa che altri soggetti e gruppi potrebbero non avere; conseguentemente, si creerebbero risorse conoscitive non uniformemente diffuse, che a causa della discriminazione in base al reddito altererebbero il principio dei rendimenti marginali crescenti delle nuove conoscenze. Perché si possa avere un mercato privato della formazione, accessibile solo a determinate classi di reddito, è pertanto necessario che esista contestualmente una formazione sostenuta da politiche di intervento pubblico, che renda possibile la trasmissione della conoscenza, dato il merito, a tutte le classi di reddito

(G. Bolacchi, Politiche di sviluppo, innovazione, parchi scientifici e tecnologici, p. 97)

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