32/33«Nelle aree in via di sviluppo l’esigenza di fornire incentivi pubblici alla formazione risulta ancora più marcata, in quanto l’assenza di un mercato competitivo e innovativi fa sì che non esista neppure una rete di imprese alla quale possa essere ricollegata una domanda di professionalità di elevato livello, dalla quale origini un sistema formativo privato corrispondente. A domanda di professionalità medie o basse non può per definizione corrispondere un’offerta di servizi formativi di alto livello, gestita sul mercato in modo privatistico e collegata alla discriminante del reddito. In questo caso le esternalità positive si produrrebbero entro sistemi socio-economici esogeni rispetto a quello sul quale l’attività formativa fosse localizzata, nel quale la formazione produrrebbe solo benefici privati; i benefici sociali indotti ricadrebbero tutti in aree sviluppate, accrescendo in tal modo il divario formativo (dotazione di capitale umano) tra le due tipologie di sistemi socio-economici.»

(G. Bolacchi, Politiche di sviluppo, innovazione, parchi scientifici e tecnologici, p. 97)

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