23/60«Questa integrazione, che qualifica strutturalmente i gruppi sociali, è la risultante dei due complessi e interdipendenti fattori della comunione di interessi (per cui gli interessi individuali possono avere oggetti comuni) e della interrelazione degli interessi (per cui questi ultimi possono essere oggetto l’uno dell’altro) e costituisce, pertanto, l’elemento fondamentale di coesione di tutti i gruppi sociali. Da ciò consegue che questi ultimi possono essere differenziati solo in relazione alla maggiore o minore ampiezza di quei fattori, cioè alla maggiore o minore sfera di interessi comuni e interrelati, fatti propri dai membri dei gruppi, la cui organizzazione politico-sociale sarà tanto più comprensiva e completa, quanto più ampia sarà la sfera di interessi comuni e interrelati (come nel caso delle organizzazioni statuali) e viceversa (come nel caso delle classi sociali, che solitamente non abbisognano di specifica organizzazione).»

(G. Bolacchi, Teoria delle classi sociali, p. 123)

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