59/60«A tal fine, è opportuno riandare alle considerazioni sulla borghesia formulate dal Sieyès, il quale servendosi del concetto di “privilegio”, fece rientrare nell’ambito dei ceti privilegiati, genericamente considerati, anche quei ceti borghesi per i quali il privilegio costituiva una situazione sociale di recente acquisizione.

Ma se la considerazione dei borghesi privilegiati non si ferma alla constatazione del fatto che questi ultimi potevano anche osteggiare la Rivoluzione del ’89, c’è da chiedersi se l’azione di costoro non debba piuttosto essere riguardata come espressione tipica dell’esercizio di un potere deviante. Che cos’era, infatti, l’acquisizione di un privilegio al di fuori dei modi istituzionalizzati con cui lo stesso veniva attribuito, se non un’azione esplicantesi in termini di potere deviante, tendente in ultima analisi alla modificazione delle strutture del sistema nel senso di un ampliamento delle fonti e delle ragioni del privilegio?»

(G. Bolacchi, Teoria delle classi sociali, p. 245)

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