14/17«L’idea storica di una autonomia senza dipendenza è stata affermata in Sardegna da una ristretta élite rivoluzionaria che non ha mai avuto una base di legittimazione popolare. Le cause di questa mancanza di legittimazione, di tipo socio-culturale, consistono nel fatto che la cultura pastorale non esprime alcun tipo di organizzazione sociale; essa è fondata unicamente sullo scambio tra singoli soggetti o famiglie entro il clan e tra singoli clan entro il villaggio.

Il venir meno della legge sociale dello scambio implica la vendetta. La cosiddetta “balentia” è una manifestazione della possibilità o capacità di vendetta che serve a rendere socialmente stabile in termini punitivi il rapporto di scambio sociale.

Sul piano economico, questa società dello scambio esprime 1’impresa pastorale che realizza una combinazione produttiva statica nella quale l’ambiente naturale è assunto come dato non modificabile e la dinamica tecnologica è in linea di principio respinta. Ciò significa che la società pastorale sarda è completamente chiusa a qualsiasi forma di dinamica culturale e non può esprimere per definizione alcun interesse comune istituzionalizzato. Non esistono interessi comuni sui quali si fondi una convergenza di atteggiamenti e di comportamenti tra i soggetti; cioè non esiste l’interrelazione congiunta che è la categoria sociale che sta alla base della organizzazione dei comportamenti di gruppo.»

(G. Bolacchi, Un’autonomia in regime di dipendenza, p. 46)

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