16/17«Una élite senza classe fu anche quella che gestì il potere in modo subalterno rispetto alle varie potenze egemoni che nel corso della storia si impadronirono della Sardegna. Questa élite locale subalterna non poteva avere alcuna base di accettazione popolare per lo stesso motivo per cui non l’aveva l’élite rivoluzionaria; la cultura sarda era contraria o indifferente rispetto a qualsiasi tipo di cultura socialmente organizzata. Questo fatto spiega la relativa facilità con cui le potenze egemoni riuscirono di volta in volta ad affermare la propria supremazia sulla Sardegna senza mai realizzare alcuna possibilità di incontro o di dialogo tra la loro cultura e la cultura sarda. L’élite subalterna si reggeva su questo spazio sociale di indifferenza e di incomunicabilità tra cultura esogena e cultura endogena e quindi sulla incapacità della società sarda a esprimere un modello organizzativo statuale da contrapporre ai modelli organizzativi che venivano imposti dall’esterno.»

(G. Bolacchi, Un’autonomia in regime di dipendenza, p. 47)

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