6/17«La politica in Sardegna, quindi, non si realizzava come momento dialettico di partecipazione e di confronto con le grandi scelte nazionali, che avrebbero sempre dovuto interessare positivamente la regione, ma si realizzava come momento di emarginazione e di convergenza su problematiche locali prive di dimensioni nazionali, cioè totalmente ancorate ai confini geografici e culturali dell’isola.

In questo modo, anziché attuare una propria integrazione nella dimensione nazionale, la Sardegna si è sempre più isolata; ma questo isolamento non ha avuto le caratteristiche della riconquista di un’autonomia culturale, economica e politica sempre negata, ma ha avuto le caratteristiche di una situazione di strumentalità e subordinazione rispetto alle grandi scelte nazionali che hanno considerato la Sardegna come elemento di contorno del tutto ininfluente rispetto alla politica nazionale. È questa appunto la situazione di dipendenza, che individua non già un isolamento autopropulsivo e innovatore, ma un isolamento sterile e subordinato rispetto alla comunità nazionale supinamente e acriticamente accettata sul piano culturale e politico.»

(G. Bolacchi, Un’autonomia in regime di dipendenza, pp. 26-27)

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