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La struttura del discorso scientifico: la relazione funzionale
Con Staff su 3 Marzo 20150LeggiIl discorso scientifico ha un senso nella misura in cui esso può essere costruito come discorso intersoggettivo, cioè come discorso la cui significatività non possa in linea di principio essere contestata, in quanto fondata su predicati sperimentali caratterizzati dal predicato metodologico della ripetibilità e tra loro connessi mediante la relazione funzionale R(Vi, Vd, Vv).
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Il livello dei predicati. Relazioni tra predicati di diverso livello
Con Staff su 2 Marzo 2015LeggiLa nostra indagine ha fin qui mostrato come una analisi scientifica del comportamento di scelta presupponga la chiarificazione di numerosi problemi metodologici. Soprattutto il problema concernente il significato dei termini teorici presenta per noi la maggiore rilevanza è necessario pertanto, al fine di formularne una compiuta esplicazione, riprendere brevemente in esame un esempio discusso in precedenza.
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Le regole di corrispondenza
Con Staff su 1 Marzo 2015LeggiQueste considerazioni mostrano come il problema dal quale viene tratta la necessità di postulare regole di corrispondenza sia un problema metodologicamente mal posto. Esso infatti si fonda sul concetto metafisico di osservabilità in senso percettivo-sensoriale. Da questo concetto metafisico e dall’altra ipotesi altrettanto metafisica secondo cui le teorie non avrebbero la proprietà della osservatività viene derivato un terzo concetto, anch’esso metafisico: quello delle regole di corrispondenza.
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La spiegazione causale
Con Staff su 8 Gennaio 2015LeggiUn altro punto che occorre qui sottolineare è dato dal fatto che l’interpretazione tradizionale della scienza accettata da Weber ha un carattere filosofico. Questa concezione metafisica della scienza implica una considerazione della spiegazione causale con riferimento a un dato fenomeno come individuazione della totalità dei fattori determinanti l’accadere di questo fenomeno. In tal modo la causalità come rapporto necessario tra i fenomeni viene intesa come possibilità di risalire alla totalità dei fattori che hanno contribuito a produrre un dato fenomeno. Ora concepire la spiegazione causale come individuazione della totalità delle cause che determinano un dato fenomeno significa appunto considerare la causalità in termini metafisici.
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Osservazioni sulla struttura del linguaggio scientifico
Con Staff su 6 Gennaio 2015LeggiL’esplicazione scientifica dei fenomeni consiste nell’individuazione di un insieme di variabili e delle relazioni che sussistono tra queste variabili. Il perché certe variabili vengano assunte come variabili tipiche non costituisce un problema all’interno della scienza, in quanto resta sempre aperto il campo all’individuazione di nuove variabili aventi un livello di astrazione meno elevato (predicati limitativi) o un livello di astrazione più elevato dei predicati fondamentali che a un dato tempo caratterizzano il discorso scientifico.
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Relazione funzionale e ordine seriale: analisi dinamica e analisi statica
Con Staff su 5 Gennaio 2015LeggiLe analisi scientifiche formulate dal punto di vista della statica o dal punto di vista della dinamica si fondano, quindi, entrambe sulla relazione funzionale che in un caso è vista solo come pura e semplice relazione asimmetrica esprimente una interdipendenza tra i fattori che si considerano e dalla quale non è ricavabile un ordine (temporale) degli stati; mentre nell’altro caso, poiché contiene il tempo come variabile indipendente implicita, è vista anche come relazione d’ordine dalla quale si ricava una successione (temporale) degli stati.
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Il tempo come ordine (dinamica strutturale) e il tempo come direzione (dinamica cumulativa)
Con Staff su 4 Gennaio 2015LeggiPossiamo osservare a questo punto che sulla considerazione del tempo come ordine non può fondarsi uno schema esplicativo della storia, cioè della dinamica cumulativa (o evolutiva). Quest’ultima infatti consiste in una successione di stati ordinati serialmente nella quale il tempo è considerato non come ordine ma come direzione. In questo caso gli stati del sistema sono ordinati con riferimento al mutamento nel contenuto degli stati il mutamento è cioè caratterizzato in termini di evoluzione (processo cumulativo).
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Predicati sperimentali e predicati teorici. Il livello di astrazione dei predicati
Con Staff su 2 Gennaio 2015LeggiL’errore metodologico di Parsons è di estrema gravità ed è importante approfondirne tutti gli aspetti in quanto la prospettiva che ne deriva ha contribuito a mantenere a un livello pre-scientifico lo studio dei fenomeni sociali. L’errore è analogo a quello che bloccò per circa duemila anni dopo Aristotele il sorgere della scienza fisica; anche il discorso fisico veniva infatti svolto partendo da concetti del senso comune e assumendo questi concetti come predicati fondamentali.
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Significato operativo dei segni, termini astratti, verificazione e conferma
Con Staff su 26 Luglio 2014LeggiL’operativismo metodologico, nel limitare la propria analisi a un particolare tipo di significatum dei segni, dato da una operazione o da una serie di operazioni, esclude dall’ambito del linguaggio scientifico i termini astratti, privi di significatum, che ne costituiscono invece parte integrante. È indubbio, infatti, come un tale linguaggio debba necessariamente utilizzare espressioni ad alto livello di astrazione, non esprimenti un significato operativo, nel senso che le regole semantiche di designazione relative ai simboli che simbolizzano quelle espressioni non stabiliscono alcuna correlazione tra i simboli e un qualche significato operativo corrispondente a operazioni concrete.
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Il linguaggio totale della scienza: linguaggio osservativo e linguaggio teorico
Con Staff su 23 Luglio 2014LeggiQuello che Carnap chiama il linguaggio totale della scienza viene da lui visto in funzione delle due parti fondamentali che lo costituiscono: il linguaggio osservativo e il linguaggio teorico. Distinzione che riflette, in modo più rigoroso, quella fra i due livelli di sistematizzazione scientifica cui si riferisce Hempel, il livello della generalizzazione empirica e quello della formazione delle teorie.
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Il concetto di «linguaggio teorico» in Carnap; il carattere aperto del linguaggio scientifico
Con Staff su 20 Luglio 2014LeggiÈ opportuno a tal punto, onde inquadrare meglio il complesso problema, riepilogare criticamente il pensiero di Carnap. Anzitutto bisogna osservare che in “The Methodological Character of Theoretical Concepts” egli si discosta alquanto dalle opinioni espresse nella sua opera precedente “Testability and Meaning”, soprattutto in relazione alla portata del linguaggio teorico, la cui introduzione consente una più grande libertà nella scelta di forme concettuali e sembra accordarsi meglio con l’uso che gli scienziati fanno dei loro concetti.
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I concetti di «ordine del tempo» e «direzione del tempo» in Reichenbach
Con Staff su 11 Luglio 2014LeggiAnalizziamo ora, al fine di chiarire meglio i problemi sopra prospettati, le considerazioni di Reichenbach sull’ordine del tempo e la direzione del tempo. Egli afferma che una adeguata esplicazione del tempo non può prescindere da una analisi del rapporto di causalità, in quanto esisterebbe una stretta connessione tra l’ordine del tempo e i processi causali; l’ordine temporale sarebbe cioè riducibile all’ordine causale.
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I postulati fondamentali della teoria del tempo di Reichenbach
Con Staff su 10 Luglio 2014LeggiLa costruzione di Reichenbach poggia su numerosi postulati che è opportuno riassumere: 1) dire che una linea retta quantunque serialmente ordinata non ha una direzione, significa affermare che non esiste alcun mezzo per distinguere, sotto un profilo strutturale, tra la sinistra e la destra, cioè tra una relazione e la sua inversa.
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Osservazioni critiche alla teoria di Reichenbach
Con Staff su 9 Luglio 2014LeggiLo schema di Reichenbach poggia sul concetto fondamentale di «ordine seriale». Questo concetto non è utilizzato da Reichenbach quale presupposto suscettibile di ulteriori specificazioni mediante predicati di livello meno elevato; al contrario esso costituisce una esplicazione diretta del tempo come ordine e quindi delle strutture causali (in quanto l’ordine del tempo è definito in termini causali).
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I predicati primitivi che qualificano il concetto di «struttura dinamica»
Con Staff su 8 Luglio 2014LeggiLa esplicazione della dinamica in termini strutturali poggia, a un livello massimo di astrazione, sulla considerazione dell’ordine logico, cioè delle strutture ordinate o serie, definite come relazioni asimmetriche, transitive e connesse. Tramite il concetto di «relazione ordinata» o «serie» si passa quindi dal concetto astratto di «struttura» caratterizzato in termini di predicati primitivi e costanti individuali del sistema, al concetto di «dinamica».
Linguaggio e metodo scientifico
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