Linguaggio e metodo scientifico

  • Il problema della distinzione tra determinismo fisico e determinismo metodologico

    Con Staff su 2 Luglio 2014
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    È necessario, pertanto, distinguere il problema della causalità, nella interpretazione fisica di azione per contatto, da quello della causalità intesa come predicato metodologico; in quanto la traducibilità degli schemi fattuali in schemi operativi è esclusivamente connessa alla considerazione della causalità a un livello più astratto, cioè alla causalità intesa come predicato metodologico.

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  • La rilevanza della teoria astratta nella scienza

    Con Staff su 4 Luglio 2014
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    I concetti fondamentali utilizzabili ai fini di una esplicazione dei fenomeni sociali sono tra loro strettamente interrelati e non può darsi alcuna caratterizzazione strutturale, e quindi scientifica, di questi ultimi prescindendo da un inquadramento entro schemi logici fondati su postulati ad alto livello di astrazione.

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  • I predicati fondamentali che qualificano il concetto di «struttura dinamica»

    Con Staff su 5 Luglio 2014
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    Riepiloghiamo ora l’analisi svolta sulle strutture dinamiche. a) La prospettiva fondamentale che costituisce il necessario presupposto di ogni tipo di struttura dinamica è quella dell’ordine logico caratterizzato da una relazione asimmetrica transitiva e connessa.

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  • Stato stazionario, irreversibilità e reversibilità

    Con Staff su 6 Luglio 2014
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    L’indeterminatezza rispetto all’ordine degli stati porta a una caratterizzazione indipendente della reversibilità nei confronti della irreversibilità. In relazione a quest’ultima può ipotizzarsi una modificazione degli stati molto prossima a zero o nulla; questo caso descrive lo stato stazionario, il quale non deve essere confuso con la indeterminatezza rispetto alla modificazione degli stati, cioè con la reversibilità.

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  • Reversibilità e irreversibilità come indeterminatezza e determinatezza dell’ordine rispetto alla modificazione nel contenuto degli stati di un sistema

    Con Staff su 7 Luglio 2014
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    Riesaminiamo ora i problemi sopra prospettati partendo da una considerazione dei predicati dinamici reversibilità e irreversibilità che specificano l’ordine logico. Con riferimento a quest’ultimo, al livello di astrazione tipico del discorso logico, non può porsi alcuna differenziazione strutturale tra descrizione nel senso della relazione originaria e descrizione nel senso della relazione inversa.

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  • I predicati primitivi che qualificano il concetto di «struttura dinamica»

    Con Staff su 8 Luglio 2014
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    La esplicazione della dinamica in termini strutturali poggia, a un livello massimo di astrazione, sulla considerazione dell’ordine logico, cioè delle strutture ordinate o serie, definite come relazioni asimmetriche, transitive e connesse. Tramite il concetto di «relazione ordinata» o «serie» si passa quindi dal concetto astratto di «struttura» caratterizzato in termini di predicati primitivi e costanti individuali del sistema, al concetto di «dinamica».

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  • Osservazioni critiche alla teoria di Reichenbach

    Con Staff su 9 Luglio 2014
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    Lo schema di Reichenbach poggia sul concetto fondamentale di «ordine seriale». Questo concetto non è utilizzato da Reichenbach quale presupposto suscettibile di ulteriori specificazioni mediante predicati di livello meno elevato; al contrario esso costituisce una esplicazione diretta del tempo come ordine e quindi delle strutture causali (in quanto l’ordine del tempo è definito in termini causali).

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  • I postulati fondamentali della teoria del tempo di Reichenbach

    Con Staff su 10 Luglio 2014
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    La costruzione di Reichenbach poggia su numerosi postulati che è opportuno riassumere: 1) dire che una linea retta quantunque serialmente ordinata non ha una direzione, significa affermare che non esiste alcun mezzo per distinguere, sotto un profilo strutturale, tra la sinistra e la destra, cioè tra una relazione e la sua inversa.

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  • I concetti di «ordine del tempo» e «direzione del tempo» in Reichenbach

    Con Staff su 11 Luglio 2014
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    Analizziamo ora, al fine di chiarire meglio i problemi sopra prospettati, le considerazioni di Reichenbach sull’ordine del tempo e la direzione del tempo. Egli afferma che una adeguata esplicazione del tempo non può prescindere da una analisi del rapporto di causalità, in quanto esisterebbe una stretta connessione tra l’ordine del tempo e i processi causali; l’ordine temporale sarebbe cioè riducibile all’ordine causale.

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  • Il concetto di «linguaggio teorico» in Carnap; il carattere aperto del linguaggio scientifico

    Con Staff su 20 Luglio 2014
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    È opportuno a tal punto, onde inquadrare meglio il complesso problema, riepilogare criticamente il pensiero di Carnap. Anzitutto bisogna osservare che in “The Methodological Character of Theoretical Concepts” egli si discosta alquanto dalle opinioni espresse nella sua opera precedente “Testability and Meaning”, soprattutto in relazione alla portata del linguaggio teorico, la cui introduzione consente una più grande libertà nella scelta di forme concettuali e sembra accordarsi meglio con l’uso che gli scienziati fanno dei loro concetti.

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  • Il linguaggio totale della scienza: linguaggio osservativo e linguaggio teorico

    Con Staff su 23 Luglio 2014
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    Quello che Carnap chiama il linguaggio totale della scienza viene da lui visto in funzione delle due parti fondamentali che lo costituiscono: il linguaggio osservativo e il linguaggio teorico. Distinzione che riflette, in modo più rigoroso, quella fra i due livelli di sistematizzazione scientifica cui si riferisce Hempel, il livello della generalizzazione empirica e quello della formazione delle teorie.

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  • Significato operativo dei segni, termini astratti, verificazione e conferma

    Con Staff su 26 Luglio 2014
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    L’operativismo metodologico, nel limitare la propria analisi a un particolare tipo di significatum dei segni, dato da una operazione o da una serie di operazioni, esclude dall’ambito del linguaggio scientifico i termini astratti, privi di significatum, che ne costituiscono invece parte integrante. È indubbio, infatti, come un tale linguaggio debba necessariamente utilizzare espressioni ad alto livello di astrazione, non esprimenti un significato operativo, nel senso che le regole semantiche di designazione relative ai simboli che simbolizzano quelle espressioni non stabiliscono alcuna correlazione tra i simboli e un qualche significato operativo corrispondente a operazioni concrete.

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  • Predicati sperimentali e predicati teorici. Il livello di astrazione dei predicati

    Con Staff su 2 Gennaio 2015
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    L’errore metodologico di Parsons è di estrema gravità ed è importante approfondirne tutti gli aspetti in quanto la prospettiva che ne deriva ha contribuito a mantenere a un livello pre-scientifico lo studio dei fenomeni sociali. L’errore è analogo a quello che bloccò per circa duemila anni dopo Aristotele il sorgere della scienza fisica; anche il discorso fisico veniva infatti svolto partendo da concetti del senso comune e assumendo questi concetti come predicati fondamentali.

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  • Il tempo come ordine (dinamica strutturale) e il tempo come direzione (dinamica cumulativa)

    Con Staff su 4 Gennaio 2015
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    Possiamo osservare a questo punto che sulla considerazione del tempo come ordine non può fondarsi uno schema esplicativo della storia, cioè della dinamica cumulativa (o evolutiva). Quest’ultima infatti consiste in una successione di stati ordinati serialmente nella quale il tempo è considerato non come ordine ma come direzione. In questo caso gli stati del sistema sono ordinati con riferimento al mutamento nel contenuto degli stati il mutamento è cioè caratterizzato in termini di evoluzione (processo cumulativo).

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  • Relazione funzionale e ordine seriale: analisi dinamica e analisi statica

    Con Staff su 5 Gennaio 2015
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    Le analisi scientifiche formulate dal punto di vista della statica o dal punto di vista della dinamica si fondano, quindi, entrambe sulla relazione funzionale che in un caso è vista solo come pura e semplice relazione asimmetrica esprimente una interdipendenza tra i fattori che si considerano e dalla quale non è ricavabile un ordine (temporale) degli stati; mentre nell’altro caso, poiché contiene il tempo come variabile indipendente implicita, è vista anche come relazione d’ordine dalla quale si ricava una successione (temporale) degli stati.

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