Il concetto di «sistema»

Le strutture caratterizzate in termini di predicati primitivi (proprietà e relazioni) e di costanti individuali si traducono, entro il discorso scientifico, in un insieme di fattori [pag. 93] connessi e interdipendenti, cioè si presentano correlate in sistema.[4] Il sistema può essere pertanto definito come un insieme di strutture basilari (predicati primitivi e costanti individuali) tra loro interconnesse.

Una esplicazione del concetto di «sistema» poggia, sul piano semantico, sulle regole di formazione, di designazione e di verità che determinano rispettivamente la forma delle frasi ammesse entro un sistema (frase in S), le costanti descrittive del sistema (designazione in S) e le condizioni di verità per le frasi del sistema (verità in S).

La definizione del concetto di «vero in S» costituisce il fulcro dell’intero sistema, non già in funzione della determinazione dei valori di verità delle frasi nel sistema, determinazione che viene attuata mediante una serie di regole semantiche di diverso tipo; bensì in relazione alla determinazione delle condizioni di verità delle frasi nel sistema. In tal senso le regole di formazione e le regole di designazione costituiscono una caratterizzazione preparatoria rispetto alle regole di verità, mentre sulla base di questi tre tipi di regole, e in particolare delle ultime, possono essere definiti nuovi concetti semantici.

Le regole di designazione sulle quali poggia, sotto un profilo semantico, il concetto di «sistema», formulano mere convenzioni sotto forma di una definizione della «designazione in S», mediante la enumerazione dei casi per i quali vale la relazione di designazione.[5] Il termine «designazione» può anche essere usato per espressioni composte e per frasi, nel qual caso le regole di designazione definiscono per enumerazione il termine preliminare «designazione diretta»; mediante quest’ultimo viene quindi definito in modo ricorsivo il termine più generale «designazione».[6]

Le regole di designazione sono relative in particolare alle costanti non logiche che determinano quali attributi (proprietà [pag. 94] e relazioni) sono designati dai predicati e quali individui sono designati dalle espressioni individuali.[7] Queste regole di designazione si traducono: a) nella interpretazione dei predicati e quindi nella determinazione del livello di astrazione degli stessi; b) nella scelta e specificazione dei gradi (numero degli argomenti) dei predicati primitivi; c) nella interpretazione delle espressioni individuali (intese come costanti individuali).[pag. 95]

Note

[4] Sul punto cfr. L. Von Bertalanffy, An Outline of General System Theory, p. 143 e L. Von Bertalanffy, Problems of Life, p. 199, il quale definisce il «sistema» come un complesso di elementi in interazione e T. Parsons, An Outline of the Social System, p. 36, il quale afferma che quando un insieme di fenomeni interdipendenti mostra un modello sufficientemente definito e stabile nel tempo, allora esso ha una struttura ed è utile considerarlo come un sistema.

[5] Sul concetto di «designazione» cfr. R. Carnap, Introduction to Semantics, pp. 24-25, 49 sgg.; R. Carnap, Meaning and Necessity, pp. 4, 6-7, 161 sgg.
Una definizione di adeguatezza per il concetto di «designazione» non è essa stessa una definizione del termine «designazione in S», ma uno schema (standard) col quale confrontare le definizioni proposte; essa è perciò simile alla definizione di adeguatezza per il concetto di «verità» (Carnap intende per «adeguatezza» semplicemente l’accordo con lo scopo connesso all’uso del termine: R. Carnap, Introduction to Semantics, p. 53. Per una definizione formalizzata di adeguatezza per il concetto di «verità» e per quello di «designazione», cfr. R. Carnap, Introduction to semantics, pp. 27-28, 53-54).[pag. 141] Una definizione di «adeguatezza» che stabilisca se un predicato di secondo grado nel metalinguaggio M sia un predicato adeguato per la designazione in un linguaggio-oggetto S lascia aperta, secondo Carnap, la questione circa i tipi di argomenti ammessi per il predicato, cioè determina solo come un predicato per la designazione deve essere usato per certi tipi di argomenti se noi scegliamo di usarlo per questi tipi; quindi noi possiamo, ad esempio, restringere il suo uso alle espressioni individuali e ai predicati, oppure ampliarne l’uso in relazione a tutti i tipi per i quali esistono variabili nel metalinguaggio. La giustificazione pratica di una tale definizione di adeguatezza ampliata può essere fondata sul fatto che la stessa offre una regola generale per i differenti tipi di argomenti in modo semplice e sembra possa accordarsi con l’uso del termine «designazione» nel linguaggio comune (R. Carnap, Introduction to Semantics, pp. 53-54). In effetti, la definizione di adeguatezza ampliata poggia direttamente non tanto sulle giustificazioni sopra accennate, quanto sulla stretta analogia esistente tra le definizioni di «frase in S», «designazione in S» e «vero in S». Le regole di formazione, di designazione e di verità sono strutturalmente simili (sulla analogia tra regole di formazione e regole di verità, nonché tra queste ultime e le regole di designazione, cfr. R. Carnap, Introduction to Semantics, pp. 31-32, 49-50, 53 e gli esempi a pp. 32-33, 45 46, 50-51; R. Carnap, Logical Foundations of Probability, pp. 66, 69-70).
Possiamo pertanto parlare di condizione di adeguatezza per la designazione e di condizioni di adeguatezza per la verità (R. Carnap, Introduction to Semantics, pp. 26 27, 53). E siccome le regole di formazione e le regole di designazione sono poste in funzione delle regole di verità che definiscono il termine «vero in S» (R. Carnap, Introduction to Semantics, p. 24), possiamo in sostanza parlare, con riferimento alle regole di verità, di condizioni di verità distinte dai valori di verità (R. Carnap, Introduction to Semantics, p. 32).
In tal modo entro un sistema semantico risulta stabilita una condizione di verità per ogni frase del linguaggio-oggetto alla quale il sistema semantico formulato nel metalinguaggio si riferisce. Le frasi risultano quindi interpretate in funzione delle condizioni che ne determinano la verità entro il sistema. Le regole non ci danno, pertanto, il valore di verità delle frasi, ma soltanto la loro condizione di verità. Conoscere la condizione di verità di una frase, fa osservare Carnap (R. Carnap, Introduction to Semantics, p. 22), significa nella maggior parte dei casi conoscere molto meno che il suo valore di verità, ma è il punto di partenza necessario per determinare il suo valore di verità. In questo senso bisogna tener distinti i concetti di «frase in S», «designazione in S» e «vero in S» dai concetti logici o L-concetti (R. Carnap, Introduction to Semantics, pp. 35, 60; R. Carnap, Meaning and Necessity, pp. 5-6; R. Carnap, Formalization of Logic, pp. 47-48) che si fondano su regole di diverso tipo e stabiliscono, per Carnap, non condizioni di verità, ma valori di verità.

[6] R. Carnap, Introduction to Semantics, p. 25. A quali segni ed espressioni di un sistema semantico S – si domanda Carnap a questo proposito – è possibile e [pag. 142] opportuno applicare la relazione di designazione? Così come noi la abbiamo applicata – egli continua – a costanti individuali e predicati di differenti livelli e gradi, similmente essa può essere applicata ai funtori di qualsiasi tipo che compaiono nel sistema. Ma è possibile allargare il campo di applicazione ed è conveniente farlo per i segni e le espressioni di S in relazione ai quali il metalinguaggio contiene variabili (R. Carnap, id., p. 49). Spesso, come fa notare Carnap, vengono sollevate obiezioni dagli empiristi contro l’uso ampliato della relazione di designazione e specialmente contro l’uso della stessa come una relazione tra frasi e proposizioni. Si dice, infatti, che mentre un oggetto designa una costante individuale e un predicato designa oggetti e proprietà o relazioni, una frase non designa alcunché; essa piuttosto descrive o stabilisce che qualche cosa avviene (R. Carnap, id., p. 52). Secondo Carnap questa obiezione può essere valida tenendo conto dell’uso del termine «designazione» nel linguaggio comune, ma non sembra valida in relazione all’uso allargato del termine entro un linguaggio tecnico, nel qual caso l’unico problema è dato dalla opportunità e convenienza dell’uso del termine entro il linguaggio della scienza. Una volta ammessi i designata delle frasi, il problema è semmai quello di stabilire se essi sono situazioni di fatto (fatti possibili, condizioni) o piuttosto idee (R. Carnap, id., p. 53). In effetti la estensione postulata da Carnap discende necessariamente dall’analogia esistente tra regole di formazione, regole di designazione e regole di verità, e dal fatto che questi tipi di regole determinano esclusivamente le condizioni di verità delle espressioni (frasi) cui si riferiscono o, più in generale, le condizioni di significatività dei termini. In questo senso deve essere pertanto intesa la definizione della adeguatezza per il concetto di «designazione» (R. Carnap, id., pp. 53-54) parallela alla definizione di adeguatezza per il concetto di «verità» (R. Carnap, id., pp. 26-28).

[7] Gli individui, in prima approssimazione, nel senso di Carnap, possono essere definiti come quelle entità che sono assunte quali elementi di un dato sistema linguistico S; in altre parole le entità di livello meno elevato alle quali il sistema linguistico si riferisce senza riguardo a ciò che queste entità sono. A seconda del sistema che si considera gli individui possono essere oggetti fisici, punti spazio-temporali o numeri, eventi, posizioni, esseri umani in generale, esseri umani viventi in un certo tempo (R. Carnap, Logical Foundations of Probability, p. 58; R. Carnap, Introduction to Semantics, p. 44; R. Carnap, Meaning and Necessity, p. 32), soggetti, comportamenti, situazioni. [pag. 143]

Indice della pubblicazione

Metodologia delle scienze sociali

Giulio Bolacchi


Capitolo I: La prospettiva metodologica delle scienze sociali

1. Scienza del comportamento e scienza psicologica

2. Prospettiva psicologica, prospettiva prasseologica, prospettiva semantica

3. Le teorie causali del significato; la corrispondenza biunivoca tra serie causali e serie disposizionali

4. Lo schema mezzo-fine; interessi iniziali, interessi interposti, interessi finali

5. La struttura del campo disposizionale

6. Schemi fattuali e schemi operativi; la traducibilità operativa dei comportamenti

7. Intermediazione, comunione, interrelazione degli interessi

8. Il concetto di «disposizione a rispondere»; stimoli diretti e stimoli preparatori

9. Disposizione a rispondere, sostitutività, sequenza delle risposte

10. L’interazione sociale; comunione di interessi, antagonismo di interessi

11. Dinamica pendolare, dinamica cumulativa, dinamica strutturale-funzionale

12. Dinamica pendolare e dinamica cumulativa in relazione alle tre prospettive del significato

Note del capitolo I

 

Capitolo II: Rapporto semantico e strutture linguistiche

1. Rapporto semantico e linguaggio online

2. Linguaggio-oggetto e metalinguaggio online

3. Le regole semantiche; l’intensione e l’estensione delle espressioni linguistiche online

4. Convenzionalità delle strutture linguistiche e significazione costante dei segni; la considerazione interna e la considerazione esterna del rapporto semantico online

5. Sistemi semantici e sistemi assiomatici; termini logici e termini descrittivi online

6. Le regole di verità e il concetto semantico di verità online

7. Operativismo metodologico e significato delle espressioni linguistiche online

8. Significato operativo dei segni, termini astratti, verificazione e conferma online

Note del capitolo II

 

Capitolo III: Le strutture linguistiche astratte

1. Costruzione e introduzione di nuove strutture semantiche online

2. Il problema dei concetti teorici; la significatività empirica dei termini teorici online

3. Il linguaggio totale della scienza: linguaggio osservativo e linguaggio teorico online

4. Empirismo, criteri di significatività e termini disposizionali; il linguaggio osservativo ampliato online

5. Linguaggio osservativo, linguaggio teorico, assiomatizzazione online

6. Il concetto di «linguaggio teorico» in Carnap; il carattere aperto del linguaggio scientifico online

7. La astrazione come presupposto metodologico del linguaggio teorico; generalizzazione e astrazione; il continuum dei livelli linguistici

8. Verificabilità empirica delle strutture astratte; la significatività dei postulati teorici e la introduzione di postulati limitativi online

Note del capitolo III

 

Capitolo IV: Il concetto di “struttura”

1. Struttura, ambito di significatività dei predicati, livelli di astrazione online

2. Il concetto di «sistema» online

3. Le regole di verità del sistema online

4. Le regole degli ambiti di significatività e delle descrizioni di stato online

5. Valori di verità e condizioni di verità; la significatività delle frasi entro il sistema online

6. Gli elementi basilari della struttura: i predicati e le costanti individuali online

7. L’ordine spazio-temporale

8. Le definizioni coordinative dell’unità di tempo e della congruenza di successivi intervalli di tempo

9. La comparazione di intervalli di tempo paralleli in punti diversi dello spazio: il problema della simultaneità

10. I concetti di «ordine del tempo» e «direzione del tempo» in Reichenbach online

11. Ordine del tempo e ordine causale in Reichenbach

12. Le proprietà topologiche dell’ordine spaziale e dell’ordine temporale

13. I postulati fondamentali della teoria del tempo di Reichenbach online

14. Osservazioni critiche alla teoria di Reichenbach online

15. I predicati primitivi che qualificano il concetto di «struttura dinamica» online

16. La distinzione tra serie chiusa e serie aperta

17. Le esplicazioni del concetto di «causalità» in termini di serie aperta e di irreversibilità

18. Reversibilità e irreversibilità come inderteminatezza e determinatezza dell’ordine rispetto alla modificazione nel contenuto degli stati di un sistema online

19. Stato stazionario, irreversibilità e reversibilità online

20. I predicati fondamentali che qualificano il concetto di «struttura dinamica» online

Note del capitolo IV

 

Capitolo V: Scienze del comportamento e scienze naturali

1. Scienza e metodologia della scienza

2. La rilevanza della teoria astratta nella scienza online

3. La distinzione tra scienze naturali e scienze sociali

4. I postulati della teoria generale della azione di Parsons e la distinzione tra teoria dell’azione e scienze naturali online

5. Il fisicalismo e la negazione della caratterizzazione autonoma delle scienze del comportamento rispetto alle scienze della natura

6. Il problema metodologico della distinzione tra scienze comportamentistiche e scienze naturalistiche

7. Indeterminismo e determinismo nella scienza fisica

8. I tentativi di superamento dell’indeterminismo nella teoria fisica

9. Il problema della distinzione tra determinismo fisico e determinismo metodologico online

10. La considerazione deterministica nelle scienze sociali e la traducibilità operativa dei comportamenti

11. Le condizioni di adeguatezza dei predicati fondamentali delle scienze del comportamento

Note del capitolo V

 

Capitolo VI: I predicati fondamentali delle scienze sociali

1. Statica, evoluzione, stato stazionario nella teoria economica

2. Il problema della dinamica nelle scienze sociali online

3. I problemi dinamici connessi alla considerazione della società come integrazione e della società come conflitto

4. Considerazioni critiche sulla teoria conflittuale della società

5. Dinamica del conflitto di classe e integrazione sociale

6. I predicati fondamentali della sociologia: interesse o disposizione a rispondere, campo disposizionale, interrelazione degli interessi. L’azione di accettazione

7. L’azione di scambio e l’azione di condizionamento (potere)

8. La forza sociale del potere; potere istituzionale e potere deviante

9. Considerazioni conclusive sui problemi metodologici delle scienze sociali

Note del capitolo VI

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