Il Parco come infrastruttura puntuale con obiettivi di sviluppo

L’esplicazione del concetto di Parco scientifico e tecnologico con riferimento al rafforzamento della dinamica dell’innovazione in funzione dello sviluppo e della crescita economica consente di individuare l’appartenenza del Parco all’insieme più generale di fenomeni connotati dal concetto di capitale fisso sociale.

Il capitale fisso sociale consiste in infrastrutture territoriali, organizzate in reti, che hanno il carattere della presenza continua nel contesto ambientale (trasporti, comunicazioni, condotte) e in infrastrutture (o attrezzature) puntuali.

Le infrastrutture puntuali possono avere molteplici obiettivi, tutti qualificabili come obiettivi di servizio, che si suddividono in due insiemi:

  • il primo insieme è caratterizzato dal fatto che il servizio soddisfa interessi connessi allo stato attuale del contesto socio-economico; in questo caso il servizio si inquadra entro lo schema strutturale dei bisogni sociali e non è strettamente orientato allo sviluppo socio-economico;
  • il secondo insieme è caratterizzato dal fatto che il servizio soddisfa interessi connessi allo stato futuro del contesto socio-economico ed è strettamente orientato allo sviluppo; in questo caso il servizio segna il passaggio da uno stato attuale a uno stato futuro e si inquadra entro uno schema evolutivo dei bisogni sociali; inoltre, determina forme di spillover (esternalità positive) che incidono in modo diretto, tramite il mercato o incrementando la cultura del mercato e dell’innovazione, sui processi di sviluppo e di crescita economica.

Al primo insieme appartiene la maggior parte delle infrastrutture puntuali; i servizi di tipo ripetitivo e strutturale sono infatti quelli più diffusi. Essi concernono, ad esempio, le scuole e gli enti di formazione, gli ospedali, i centri di ricerca, le [pag. 85] università, le istituzioni preposte al funzionamento e al controllo dei mercati, al controllo della qualità della vita e dell’ambiente; in sostanza, tutte le tipologie di infrastrutture che, non rientrando nelle infrastrutture territoriali, regolano i normali processi di gestione del contesto socio-economico. Al secondo insieme appartengono tutte le istituzioni pubbliche che prestano servizi orientati allo sviluppo e alla crescita economica; tra queste, principalmente, i Parchi scientifici e tecnologici e molte istituzioni che realizzano interventi nel campo sociale ed educativo per la modificazione degli atteggiamenti e dei comportamenti sociali.

Questa suddivisione, tuttavia, non implica necessariamente che i due insiemi siano disgiunti. Può darsi, infatti, che la stessa infrastruttura puntuale possa appartenere a entrambi gli insiemi, se vengono prestati servizi orientati e servizi non orientati direttamente allo sviluppo e alla crescita economica; una intersezione di questo tipo altera comunque e rende più o meno gravemente anomala la struttura dell’organizzazione, che deve essere fondata sulla stretta coerenza tra tutti i ruoli e tutti i comportamenti organizzativi, in funzione degli obiettivi non contraddittori da perseguire.

La definizione del Parco come infrastruttura puntuale caratterizzata da obiettivi di sviluppo (i quali debbono necessariamente tradursi in obiettivi di attivazione e diffusione del ciclo dell’innovazione, come componente tipica del contesto socio-economico di riferimento) ne mette in evidenza le specifiche caratteristiche, che consentono di differenziare il Parco come strumento di politica economica dalle altre possibili forme di intervento pubblico sul mercato. In questo senso, il Parco non può essere concepito come un mero contenitore di istituti e centri di ricerca, che appartengono all’insieme delle infrastrutture puntuali caratterizzate da obiettivi di servizio; né può farsi unicamente o prioritariamente portatore, in modo diretto o indiretto, di servizi alle imprese (pure importanti) che non possono esprimere una logica di sviluppo; in quanto questa tipologia di servizi è volta primariamente al sostegno delle imprese esistenti e quindi alla permanenza dello status quo, e prescinde normalmente dal tasso di innovatività delle imprese e ancor più dalla modificazione della cultura di impresa (che nelle aree in via di sviluppo è prevalentemente stazionaria) e, conseguentemente, dalla diffusione dell’innovazione in funzione dello sviluppo.

Il fatto che il Parco possa essere definito come infrastruttura puntuale caratterizzata da obiettivi di sviluppo, focalizza la sua attività su due fattori sociali strettamente connessi allo sviluppo e alla crescita economica:

  • il fattore tecnologico, inteso come produzione endogena di innovazione tecnologica (suscettibile di trasformazione in capitale fisico e in corrispondente capitale umano) e conseguente diffusione delle tecnologie innovative realizzate;
  • il fattore culturale, inteso come produzione endogena di cultura innovativa e cultura di mercato (suscettibile di trasformazione in capitale umano di tipo organizzativo e imprenditoriale riferito a tutti i possibili ruoli sociali) e conseguente diffusione della cultura innovativa di mercato mediante la generalizzazione (all’intero gruppo sociale) di atteggiamenti (e comportamenti) positivi (socialmente condivisi) verso l’innovazione, il mercato competitivo e l’imprenditorialità attiva.

La stretta corrispondenza tra i due fattori sociali e il processo di sviluppo e di crescita implica che entrambi sono necessari per ottenere elevati gradi di innovazione generalizzata e, corrispondentemente, bassi gradi di inerzia nei processi di accumulazione tecnologica. In sintesi, ad ogni valore dello sviluppo debbono essere associati almeno due valori: quello della tecnologia e l’altro della cultura innovativa diffusa. Lo sviluppo è funzione non solo del capitale tecnologico (e umano corrispondente), ma anche della interiorizzazione generalizzata (nel gruppo sociale) della cultura innovativa di impresa.

La specificità della funzione implica alcuni vincoli concernenti gli obiettivi del Parco, che specificano le sequenze operative basilari in relazione alla tipologia del contesto socio-economico nel quale il Parco opera e alla tipologia delle anomalie (economiche e/o sociali) del mercato, che limitano o impediscono la diffusione dell’innovazione. In particolare il Parco, come strumento delle politiche (pubbliche) di sviluppo, opera con riferimento a due situazioni paradigmatiche:

  • quando esiste un mercato competitivo e innovativo (che presuppone livelli elevati di innovazione diffusa, una cultura di mercato largamente interiorizzata nel contesto sociale e modelli di comportamento sociale strettamente compatibili col mercato innovativo), il Parco interviene per correggere le anomalie strutturali del mercato connesse alla presenza di esternalità positive (spillover) che inducono rallentamenti nel progresso tecnologico; questa azione del Parco consiste nel sostenere la ricerca privata, in modo da ampliarne gli effetti diffusivi nel mercato e far sì che i benefici sociali della stessa ne sopravanzino i benefici privati (massimizzazione dei benefici sociali della ricerca e sviluppo);
  • quando esiste un mercato non competitivo e non [pag. 86] innovativo (che presuppone bassi livelli di innovazione diffusa, una cultura del mercato parzialmente interiorizzata nel contesto sociale e modelli di comportamento sociale incompatibili o non del tutto compatibili col mercato innovativo), il Parco interviene prioritariamente per correggere le anomalie di crescita del mercato connesse a bassi livelli di interiorizzazione sociale dell’innovazione (della cultura del mercato innovativo), attivando le pre-condizioni dello sviluppo (generalizzazione di atteggiamenti positivi verso l’innovazione e verso il mercato), in modo da promuovere e agevolare il passaggio da una situazione di arretratezza a una situazione di sviluppo (e quindi di competitività del mercato fondata sull’innovazione).[pag. 87]

Indice della pubblicazione

Politiche di sviluppo, innovazione, parchi scientifici e tecnologici

G. Bolacchi


Premessa online

Parte prima. I problemi dello sviluppo: variabili economiche e variabili sociali.

  1. Alcune problematiche dello sviluppo in ambito economico. online
  2. Il progresso tecnologico e l’innovazione. online
  3. L’innovazione e le pre-condizioni dello sviluppo. online
  4. Anomalie economiche e sociali del mercato e squilibri nella dinamica dell’innovazione. online

Parte seconda. L’esplicazione del Parco scientifico e tecnologico nell’ambito degli interventi pubblici orientati alla gestione del processo di innovazione.

  1. Le definizioni descrittive del concetto di Parco.
  2. Il Parco come infrastruttura puntuale con obiettivi di sviluppo. online

Parte terza. Il ruolo del Parco nei sistemi di mercato sviluppati e industrializzati.

  1. Le esternalità derivanti dall’attività di ricerca e sviluppo. online
  2. L’effetto di spiazzamento e il rendimento sociale delle risorse pubbliche. online
  3. L’intervento pubblico in materia di ricerca e sviluppo e la salvaguardia delle regole del mercato.

Parte quarta. Il ruolo del Parco nei sistemi socio-economici in via di sviluppo.

  1. L’attivazione delle pre-condizioni dello sviluppo. online
  2. L’investimento in capitale umano innovativo in funzione dello sviluppo.
  3. La formazione di capitale umano e la cultura dell’innovazione. online
  4. Le esternalità derivanti dall’attività formativa e il rendimento sociale della spesa pubblica. online
  5. Tipologie di Parco con effetti indotti negativi nelle aree in via di sviluppo. online

Appendice. Il ruolo del Parco nell’ambito del Programma Operativo Regionale della Sardegna.

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