La contestazione delle strutture scolastiche

Applichiamo ora le prospettive sopra descritte al caso della scuola. Si afferma che le strutture scolastiche attuali sono autoritarie in quanto esprimono una didattica repressiva; occorrerebbe quindi eliminare tali strutture e sostituirle con altre nelle quali la partecipazione all’esercizio della funzione decisionale didattica venga realizzata tramite il concorso di tutti i soggetti i cui interessi siano direttamente coinvolti in quelli istituzionalizzati nella scuola. Tale partecipazione dovrebbe realizzarsi non sulla base di un consenso di tutti i soggetti su un dato orientamento didattico e quindi su un dato esercizio della funzione didattica (interrelazione congiunta tra studenti e docenti), ma sulla base di una contestazione istituzionalizzata da parte di un certo gruppo di soggetti (gli studenti); questi ultimi parteciperebbero alla formulazione degli orientamenti didattici ponendo in essere un’azione contestativa stabile nei confronti degli orientamenti didattici proposti dai docenti (interrelazione disgiunta tra docenti e studenti).

Ma una partecipazione di questo tipo risulta contraddittoria, in quanto il rapporto tra gli interessi connessi alla capacità di esprimere un orientamento culturale (interessi che qualificano lo status-ruolo di docente) e gli interessi connessi alla capacità di acquisire un orientamento culturale (interessi che qualificano lo status ruolo di discente) è un rapporto di complementarietà e non di conflitto. [pag. 10]

Se si ammette che le strutture scolastiche sono caratterizzate, da un lato dall’interesse a insegnare, e quindi a porre in essere un certo tipo di discorso culturale, e dall’altro lato dall’interesse a imparare, e quindi a porre in essere un certo tipo di comportamento acquisitivo di una data cultura, non ha senso una partecipazione degli studenti all’esercizio delle funzioni didattiche. Né tale partecipazione può essere ottenuta mediante l’azione contestativa da parte degli studenti nei confronti dei docenti, in quanto tale contestazione presuppone sempre l’esistenza dello status-ruolo di docente verso il quale appunto la contestazione dovrebbe esser diretta. Riconoscere lo status-ruolo di docente e contemporaneamente la possibilità di contestazione nei confronti dello stesso da parte dello studente, significa attribuire anche a quest’ultimo uno status-ruolo di docente in conflitto con lo status-ruolo di docente effettivo. In tal modo allo studente verrebbero attribuiti due status-ruoli tra loro incompatibili quello di discente, complementare con lo status-ruolo del docente effettivo, e quello di docente, in conflitto con lo status-ruolo del docente effettivo.

La contraddittorietà tra i due status-ruoli attribuiti allo studente impedirebbe a una tale struttura di funzionare, perché la struttura dovrebbe tradursi in una negazione del rapporto che la presuppone.

Pertanto, o si ammette una complementarietà tra status-ruolo di docente e status-ruolo di discente, e allora le funzioni didattiche vengono esercitate dai docenti e ai discenti resta il solo comportamento acquisitivo ovvero si ammette la possibilità della contestazione delle funzioni del docente da parte del discente e allora vien meno necessariamente la complementarietà tra i due status-ruoli e i discenti partecipano alle strutture scolastiche con lo status-ruolo di docente, perché solo in questo caso possono esercitare un comportamento contestativo nei confronti dei docenti effettivi.

Tale ipotesi, però, è priva di senso sul piano delle strutture didattiche. L’acquisizione dello status-ruolo di docente da parte del discente implica infatti il venir meno del processo di trasmissione e assimilazione cultura che si realizza mediante il rapporto insegnamento-apprendimento.

L’asimmetria della relazione docente-discente è intrinseca alla situazione di apprendimento; si può modificare il contenuto di ciò che viene appreso, ma non si può annullare la differenza di funzioni tra docente e discente. Come vedremo attraverso l’analisi psicologica del rapporto di apprendimento, la funzione del docente è quella di programmare le fasi dell’apprendimento e di rinforzare con opportuni stimoli certi comportamenti del discente.

La contestazione non può essere diretta a eliminare l’asimmetria [pag. 11] della relazione ponendo i discenti sullo stesso piano dei docenti. Perché se vi è qualcuno che deve apprendere qualcosa, vi deve essere anche qualcuno che programma l’insegnamento e che interviene rinforzando certi comportamenti.

È necessario piuttosto precisare che la distinzione tra l’aspetto psicologico-strutturale del rapporto di apprendimento e i contenuti dell’apprendimento è di fondamentale importanza perché, mentre da un lato pone in luce la contraddittorietà dell’azione contestativa volta a eliminare una relazione che ha una base psicologica analizzabile scientificamente, dall’altro lato consente di porre a fuoco il vero nucleo del problema delle strutture scolastiche attuali, cioè il potere deviante dei docenti e il fatto che gli stessi ricoprono all’interno della scuola status-ruoli di tipo politico che si cumulano con gli status-ruoli di tipo didattico e normalmente vengono confusi con questi.

Noi analizzeremo dapprima la struttura psicologica del rapporto di apprendimento e quindi i contenuti culturali che vengono trasmessi al discente nell’attuale sistema scolastico. Questa analisi ci consentirà di attribuire un nuovo senso all’azione contestativa; l’unico senso che tale azione può avere se il rapporto di apprendimento viene analizzato in termini scientifici anziché in termini ideologici.[pag. 12]

Indice della pubblicazione

Processo d’apprendimento e strutture ideologiche

G. Bolacchi


1. La contestazione permanente.

2. Sistemi pluralistici e sistemi collettivistici. online

3. Il mutamento sociale nel pluralismo e nel collettivismo. online

4. La contestazione delle strutture scolastiche. online

5. La struttura psicologica del rapporto di apprendimento.

6. Apprendimento e punizione.

7. Il comportamento discriminante.

8. La relazione di strumentalità tra gli interessi nel rinforzamento secondario. online

9. Esempi della corrispondenza tra rinforzamento secondario e interrelazione degli interessi.

10. La trasmissione delle informazioni e l’esplicazione del concetto di segno come rinforzatore secondario.

11. L’interrelazione congiunta e l’interrelazione disgiunta nel rapporto didattico.

12. Gli effetti disfunzionali della punizione sul processo di apprendimento. online

13. L’istruzione programmata.

14. Il processo di apprendimento nelle strutture sociali di tipo ideologico; interesse ad apprendere e interesse a memorizzare. online

15. L’attività del docente nelle strutture didattiche di tipo ideologico. Il controllo della memorizzazione. online

16. Il significato ideologico della contestazione studentesca.

17. Strutture didattiche e strutture di potere. online

18. Funzione didattica e funzione politica del docente dell’università italiana.

19. È possibile la società non ideologica fondata sulla scienza sociale? online

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