La rilevanza della teoria astratta nella scienza

I concetti fondamentali utilizzabili ai fini di una esplicazione dei fenomeni sociali sono tra loro strettamente interrelati e non può darsi alcuna caratterizzazione strutturale, e quindi scientifica, di questi ultimi prescindendo da un inquadramento entro schemi logici fondati su postulati ad alto livello di astrazione. Pertanto, nel valutare la adeguatezza e la significatività di un qualsiasi sistema teorico, occorre prendere in considerazione due distinti momenti relativi (a) alla coerenza [pag. 154] logica del sistema, consistente nel rigoroso svolgimento delle regole di formazione e deduzione (non contraddittorietà del sistema); nonché (b) alla adeguatezza dei termini primitivi del sistema (predicati e concetti individuali).

Non sempre nel campo delle scienze sociali si tiene conto di questi principi metodologici. Spesso, infatti, accade che coloro che se ne occupano siano portati consciamente o inconsciamente ad estendere ad esse il vecchio pregiudizio, tuttora vivo nel campo della filosofia, secondo cui ogni asserzione di un filosofo è respinta da un qualche altro filosofo.

In un breve commento sulla situazione della filosofia negli Stati Uniti, Carnap afferma che una certa attitudine metodologica nei confronti della storia della filosofia è caratterizzata da un approfondito studio delle fonti e da una accentuazione della esigenza che la dottrina di un filosofo debba essere compresa in modo intrinseco, cioè ponendosi dal suo punto di vista; in quanto una critica svolta dall’esterno non renderebbe giustizia alla peculiarità del filosofo e alla sua posizione nello sviluppo storico. Questa educazione alla precisione e alla neutralità sembra al Carnap utile e adatta agli scopi degli studi storici, ma non sufficiente ai fini di una formazione filosofica. Il compito della storia della filosofia – per Carnap – non è essenzialmente diverso da quello della storia della scienza: lo storico della scienza dà non solo una descrizione delle teorie scientifiche ma anche un giudizio critico sulle stesse dal punto di vista della attuale conoscenza scientifica. «Io penso – conclude Carnap – che la stessa prospettiva debba essere adottata anche per la storia della filosofia. Questo punto di vista è basato sulla convinzione che nella filosofia, in modo non difforme da quanto avviene nella scienza, esiste la possibilità di una conoscenza che si svolga in termini cumulativi e, quindi, di un progresso nella conoscenza»[6].[pag. 155]

Le considerazioni di Carnap possono essere estese al campo della scienza. L’elemento fondamentale che rende possibile il progresso scientifico è costituito dalla considerazione della struttura. Il problema della struttura si riconnette a quello della individuazione dei predicati primitivi e delle costanti individuali del sistema. Analizzare un fenomeno sotto il profilo della struttura, significa inoltre determinare il livello di astrazione del linguaggio che ad esso si riferisce.

Il concetto metodologico di «struttura» e la considerazione delle costanti individuali e dei predicati che lo qualificano risultano estremamente chiari ove il sistema teorico ci si presenti ordinato sulla base di schemi deduttivi (sistema assiomatizzato), ma sono evidenti anche in quei sistemi scientifici che non sono stati ancora assiomatizzati. È importante invece che i sistemi scientifici siano formalizzati, cioè che le strutture fondamentali (predicati primitivi e costanti individuali) siano caratterizzate univocamente. Ciò appare evidente nel caso della fisica (ma lo stesso potrebbe dirsi per tutte le altre scienze naturalistiche), nella quale il discorso è condizionato da alcune fondamentali dimensioni metodologiche considerate come criteri irriducibili di invarianza, cioè come termini fondamentali del discorso fisico e quindi come strutture primarie che caratterizzano il sistema teorico della fisica [7].

Nel commentare l’utilità e la grande fecondità delle astrazioni, Carnap afferma che «alcuni scienziati e filosofi manifestano una forte avversione contro tutte le astrazioni o schematizzazioni. Essi vorrebbero che ogni analisi metodologica o logica della scienza non perdesse mai di vista il comportamento attuale del ricercatore, sia in laboratorio che a tavolino, mettendo in guardia contro la mancata considerazione di alcuni tra i fattori che un buon scienziato dovrebbe tener presenti nel formulare e provare le sue ipotesi e dando rilievo al fatto [pag. 156] che il giudizio complesso circa la accettabilità di una ipotesi non può essere basato unicamente sulla logica del grado di conferma. Io penso – continua Carnap – che questo punto di vista esprima una idea corretta e importante. Ogniqualvolta noi formuliamo una astrazione, certamente dobbiamo essere pienamente consapevoli di questo fatto e non dobbiamo dimenticare che mettiamo da parte certe caratteristiche dei processi reali e che queste caratteristiche, dalle quali per il momento prescindiamo, non devono essere interamente trascurate ma devono essere inserite al punto giusto entro il contesto totale della scienza. Ma se questo valido requisito viene prospettato come una completa reiezione di tutte le astrazioni e schematizzazioni, attitudine questa che dà origine ad una vera e propria fobia delle astrazioni, allora la scienza viene privata di alcuni dei suoi metodi più fruttuosi»[8].

Il punto decisivo riguarda quindi il fatto che, in vista delle applicazioni pratiche, il metodo più efficiente è quello che utilizza schemi astratti. «Tutto questo mostra – prosegue Carnap – che se noi desideriamo ottenere la conoscenza delle cose e degli eventi dell’ambiente che ci circonda in funzione delle nostre decisioni nella vita pratica, allora il procedimento indiretto che conduce dai fatti a uno schema astratto si rivela, per previsioni a lungo termine, molto migliore del procedimento diretto che non si discosta dai fatti e dalle loro proprietà osservabili»[9].

Stando a queste considerazioni, appare evidente come siano da respingersi i tentativi di coloro che vorrebbero ridurre il metodo delle scienze sociali a una mera rilevazione ed elaborazione di dati statistici. Ciò non significa che i metodi statistici, o comunque quelli direttamente connessi ai predicati osservabili, debbano essere sottovalutati. Al contrario la prospettiva teorica e quella statistica risultano interconnesse, in [pag. 157] quanto il linguaggio osservativo presuppone sempre un inquadramento teorico e, per converso, il linguaggio teorico è tanto più fecondo quanto più può essere specificato e arricchito mediante l’inserzione di postulati limitativi appartenenti a strutture linguistiche con livelli di astrazione sempre meno elevati.

Per quanto concerne le scienze sociali, e in particolare la sociologia, il fatto che questi principi metodologici vengano spesso sottovalutati o ignorati, non significa che gli stessi non possano operare anche nell’ambito delle scienze sociali; infatti, mentre nelle discipline naturalistiche l’applicazione del metodo sperimentale ha agevolato la costruzione di una teoria unitaria, in modo tale che quando si è presa consapevolezza dei presupposti metodologici che condizionano il significato e la coerenza dei sistemi teorici il processo di unificazione delle strutture era già avviato (a causa dell’implicito condizionamento operato in questo senso dalla natura stessa dell’esperimento); nel campo delle scienze sociali, al contrario, l’esigenza relativa alla fondazione sistematica di strutture teoriche unitarie non è stata preceduta da una rivoluzione sperimentale di tipo galileiano, ma è derivata, anche se indirettamente, dal rivolgimento operato nelle basi della scienza dalle indagini sulla natura dei sistemi formali e assiomatizzati, dalla considerazione logica delle strutture semantiche e sintattiche e dall’analisi metodologica dei concetti teorici e delle forme linguistiche astratte. In tal modo, l’esigenza sistematica che sta alla base delle strutture teoriche della scienza si è estesa anche al campo delle scienze sociali, caratterizzandone la scientificità su un piano metodologico, alla stregua degli stessi presupposti che caratterizzano la scientificità delle scienze naturalistiche.

Alla luce di questa prospettiva, nell’ambito delle scienze sociali si sono venuti enucleando alcuni concetti fondamentali o postulati teorici che caratterizzano le strutture sociali. Tali [pag. 158] concetti, che possono essere considerati come predicati primitivi e quindi come strutture fondamentali, sono i concetti di «interesse», «comportamento», «interrelazione congiunta degli interessi», «interrelazione disgiunta degli interessi», «azione di accettazione», «azione di scambio», «azione di condizionamento».

Riassumendo, può dirsi che la arretratezza della metodologia delle scienze sociali deve riportarsi a due principali difficoltà: una d’ordine teorico, l’altra d’ordine pratico. La prima si riferisce a quelle prospettive metodologiche che negano la possibilità di tradurre il linguaggio della scienza in un sistema ad alto livello di astrazione; alle prospettive che ammettono la possibilità di una sistemazione teorica per le scienze naturalistiche, ma non la estendono alle scienze sociali che considerano esclusivamente come scienze stocastiche; e, infine, alle prospettive che negano la possibilità di un progresso cumulativo nella conoscenza scientifica.

La seconda difficoltà, quella d’ordine pratico, può riportarsi alla mancata formalizzazione dei predicati primitivi e, quindi, alla carenza di una struttura teorica univocamente definita.[pag. 159]

Note

[6] R. Carnap, Intellectual Autobiography, p. 41.

[7] Sul punto cfr. D. Faggiani, La struttura logica della fisica, pp. 109 sgg., 126 sgg., 162 sgg., 228-229.

[8] R. Carnap, Logical Foundations of Probability, pp. 215-216. «La storia della scienza – dice Carnap – è ricca di esempi che illustrano la utilità e la immensa fecondità delle astrazioni. Uno del più significativi è dato dalla geometria costruita mediante un atto di astrazione diretto a isolare le proprietà e le relazioni spaziali fra i corpi, lasciando da parte altre proprietà quali ad esempio il colore, la sostanza e il peso …. Oggi è chiaro che i grandi sviluppi della geometria sarebbero stati impossibili senza quelle astrazioni e che lo sviluppo della fisica non avrebbe potuto aver luogo senza quello della geometria. In tal modo, non solo dal punto di vista matematico, ma anche dal punto di vista fisico, le astrazioni della geometria si sono mostrate di immensa utilità ed appaiono altresì indispensabili ai fini pratici… Allo stesso modo il rifiuto della semantica logica e quindi della logica induttiva e di quella deduttiva a favore di una mera analisi pragmatica del linguaggio della scienza condurrebbe ad un metodo di efficienza molto scarsa, analogo a quello derivante da una geometria ristretta alle sole proprietà spaziali osservabili. Indubbiamente la logica induttiva ha a che fare con schemi, ma essa viene sviluppata non già in funzione di questi schemi, ma al fine di aiutare l’uomo a stabilire in quale modo egli può essere certo che il suo raccolto non verrà distrutto dalla siccità; la compagnia di assicurazione a calcolare l’ammontare del premio di una assicurazione sulla vita in modo che lo stesso sia non troppo alto e allo stesso tempo sufficientemente redditizio; all’ingegnere onde consentirgli di stabilire entro quali limiti può essere certo che il ponte costruito possa sopportare un certo carico; al fisico il quale debba scegliere, tra un insieme di teorie esplicanti lo stesso fenomeno, quale delle stesse è meglio convalidata dai risultati sperimentali di cui dispone» (R. Carnap, id., pp. 216-218).

[9] R. Carnap, id., p. 217

Indice della pubblicazione

Metodologia delle scienze sociali

Giulio Bolacchi


Capitolo I: La prospettiva metodologica delle scienze sociali

1. Scienza del comportamento e scienza psicologica

2. Prospettiva psicologica, prospettiva prasseologica, prospettiva semantica

3. Le teorie causali del significato; la corrispondenza biunivoca tra serie causali e serie disposizionali

4. Lo schema mezzo-fine; interessi iniziali, interessi interposti, interessi finali

5. La struttura del campo disposizionale

6. Schemi fattuali e schemi operativi; la traducibilità operativa dei comportamenti

7. Intermediazione, comunione, interrelazione degli interessi

8. Il concetto di «disposizione a rispondere»; stimoli diretti e stimoli preparatori

9. Disposizione a rispondere, sostitutività, sequenza delle risposte

10. L’interazione sociale; comunione di interessi, antagonismo di interessi

11. Dinamica pendolare, dinamica cumulativa, dinamica strutturale-funzionale

12. Dinamica pendolare e dinamica cumulativa in relazione alle tre prospettive del significato

Note del capitolo I

 

Capitolo II: Rapporto semantico e strutture linguistiche

1. Rapporto semantico e linguaggio online

2. Linguaggio-oggetto e metalinguaggio online

3. Le regole semantiche; l’intensione e l’estensione delle espressioni linguistiche online

4. Convenzionalità delle strutture linguistiche e significazione costante dei segni; la considerazione interna e la considerazione esterna del rapporto semantico online

5. Sistemi semantici e sistemi assiomatici; termini logici e termini descrittivi online

6. Le regole di verità e il concetto semantico di verità online

7. Operativismo metodologico e significato delle espressioni linguistiche online

8. Significato operativo dei segni, termini astratti, verificazione e conferma online

Note del capitolo II

 

Capitolo III: Le strutture linguistiche astratte

1. Costruzione e introduzione di nuove strutture semantiche online

2. Il problema dei concetti teorici; la significatività empirica dei termini teorici online

3. Il linguaggio totale della scienza: linguaggio osservativo e linguaggio teorico online

4. Empirismo, criteri di significatività e termini disposizionali; il linguaggio osservativo ampliato online

5. Linguaggio osservativo, linguaggio teorico, assiomatizzazione online

6. Il concetto di «linguaggio teorico» in Carnap; il carattere aperto del linguaggio scientifico online

7. La astrazione come presupposto metodologico del linguaggio teorico; generalizzazione e astrazione; il continuum dei livelli linguistici

8. Verificabilità empirica delle strutture astratte; la significatività dei postulati teorici e la introduzione di postulati limitativi online

Note del capitolo III

 

Capitolo IV: Il concetto di “struttura”

1. Struttura, ambito di significatività dei predicati, livelli di astrazione online

2. Il concetto di «sistema» online

3. Le regole di verità del sistema online

4. Le regole degli ambiti di significatività e delle descrizioni di stato online

5. Valori di verità e condizioni di verità; la significatività delle frasi entro il sistema online

6. Gli elementi basilari della struttura: i predicati e le costanti individuali online

7. L’ordine spazio-temporale

8. Le definizioni coordinative dell’unità di tempo e della congruenza di successivi intervalli di tempo

9. La comparazione di intervalli di tempo paralleli in punti diversi dello spazio: il problema della simultaneità

10. I concetti di «ordine del tempo» e «direzione del tempo» in Reichenbach online

11. Ordine del tempo e ordine causale in Reichenbach

12. Le proprietà topologiche dell’ordine spaziale e dell’ordine temporale

13. I postulati fondamentali della teoria del tempo di Reichenbach online

14. Osservazioni critiche alla teoria di Reichenbach online

15. I predicati primitivi che qualificano il concetto di «struttura dinamica» online

16. La distinzione tra serie chiusa e serie aperta

17. Le esplicazioni del concetto di «causalità» in termini di serie aperta e di irreversibilità

18. Reversibilità e irreversibilità come inderteminatezza e determinatezza dell’ordine rispetto alla modificazione nel contenuto degli stati di un sistema online

19. Stato stazionario, irreversibilità e reversibilità online

20. I predicati fondamentali che qualificano il concetto di «struttura dinamica» online

Note del capitolo IV

 

Capitolo V: Scienze del comportamento e scienze naturali

1. Scienza e metodologia della scienza

2. La rilevanza della teoria astratta nella scienza online

3. La distinzione tra scienze naturali e scienze sociali

4. I postulati della teoria generale della azione di Parsons e la distinzione tra teoria dell’azione e scienze naturali online

5. Il fisicalismo e la negazione della caratterizzazione autonoma delle scienze del comportamento rispetto alle scienze della natura

6. Il problema metodologico della distinzione tra scienze comportamentistiche e scienze naturalistiche

7. Indeterminismo e determinismo nella scienza fisica

8. I tentativi di superamento dell’indeterminismo nella teoria fisica

9. Il problema della distinzione tra determinismo fisico e determinismo metodologico online

10. La considerazione deterministica nelle scienze sociali e la traducibilità operativa dei comportamenti

11. Le condizioni di adeguatezza dei predicati fondamentali delle scienze del comportamento

Note del capitolo V

 

Capitolo VI: I predicati fondamentali delle scienze sociali

1. Statica, evoluzione, stato stazionario nella teoria economica

2. Il problema della dinamica nelle scienze sociali online

3. I problemi dinamici connessi alla considerazione della società come integrazione e della società come conflitto

4. Considerazioni critiche sulla teoria conflittuale della società

5. Dinamica del conflitto di classe e integrazione sociale

6. I predicati fondamentali della sociologia: interesse o disposizione a rispondere, campo disposizionale, interrelazione degli interessi. L’azione di accettazione

7. L’azione di scambio e l’azione di condizionamento (potere)

8. La forza sociale del potere; potere istituzionale e potere deviante

9. Considerazioni conclusive sui problemi metodologici delle scienze sociali

Note del capitolo VI

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