Le differenti caratterizzazioni del concetto di «libertà»

Ciò premesso è chiaro come il fenomeno della democrazia debba svolgersi necessariamente entro schemi dinamici; in tal senso sembra anzi che lo stesso non possa prescindere dall’esistenza dell’antagonismo di classe e che la sua giustificazione debba individuarsi nel tentativo di attenuare l’antagonismo, istituzionalizzando in qualche modo le forme mediante le quali esso si esplica. La funzione della democrazia consiste pertanto nell’adeguazione delle strutture sociali istituzionalizzate ai mutamenti nei rapporti di potere, in termini di forza sociale, tra le varie classi esistenti entro un dato ordinamento istituzionalizzato.

Se, infatti, non esistesse in una data società antagonismo di classe e quindi non si manifestasse entro la stessa un qualche tentativo di alterare, in senso positivo o negativo, la dinamica sociale; e se non si avesse in conseguenza uno squilibrio tra valori istituzionalizzati e nuovi valori, fatti propri da due distinti gruppi sociali, non si porrebbe neppure il problema della democrazia, cioè il problema della istituzionalizzazione delle possibilità di acceleramento o di rallentamento dei processi di sviluppo sociale. La democrazia deve quindi essere vista come un metodo tendente ad attenuare le tensioni emergenti dall’antagonismo di classe, mediante la istituzionalizzazione di alcuni processi o aspetti del medesimo, al fine di pervenire a una modificazione delle strutture istituzionalizzate in funzione di nuovi valori comuni, tradotti in valori istituzionalizzati sulla base della maggior forza sociale del potere deviante nei confronti del potere istituzionale.

È necessario, a questo punto, riprendere alcuni concetti che sono stati in precedenza trattati: quelli di «libertà» e di «comunione interrelata». Abbiamo visto come di libertà possa parlarsi sotto tre differenti prospettive. Esiste anzitutto un primo tipo di «libertà» vista come possibilità di soddisfacimento diretto dei propri interessi. Tale libertà risulta strettamente [pag. 215] connessa alla integrazione sociale, cioè alla considerazione della società in termini di interessi comuni e interrelati. In tal senso, può dirsi che quanto più un sistema sociale risulta integrato e organizzato, tanto minore è la libertà come possibilità di auto-soddisfacimento degli interessi. Identificando organizzazione con comunione interrelata si ha, cioè, che a organizzazione massima corrisponde libertà minima, e viceversa.

Un secondo tipo di «libertà» può essere definito come sfera di possibili azioni riconosciute al soggetto nell’ambito di un dato sistema sociale. Il fatto che anche questo secondo concetto di «libertà» venga definito in termini di situazioni sociali, non deve portare a identificarlo col primo; la libertà come possibilità di soddisfare direttamente i propri interessi deve infatti essere intesa come possibilità di esplicazione di determinate funzioni nell’ambito di una data organizzazione sociale. Si tratta, insomma, di un concetto che prescinde dal fatto che le situazioni sociali, in base alle quali i soggetti esplicano la loro sfera di libertà, poggino su rapporti sociali di condizionamento o su rapporti sociali di accettazione. Comunione interrelata, organizzazione e libertà come possibilità di auto-soddisfacimento degli interessi individuano le caratterizzazioni più generali in cui può tradursi una struttura sociale.

Il secondo concetto di «libertà» al contrario, è caratterizzato in modo più specifico, nel senso che le situazioni sulle quali poggia la sfera delle azioni possibili del soggetto, sono qualificate in termini di condizionamento: si tratta, insomma, di situazioni di potere. Si può dire, pertanto, che la libertà così intesa commisura la staticità o meno delle strutture sociali, sia che l’azione ricompresa nell’ambito di possibilità riconosciute  al soggetto si traduca in un potere istituzionale, sia che la stessa si estrinsechi in un potere deviante; in quanto l’acceleramento o il rallentamento della dinamica sociale sono determinati dalla indiretta commisurazione tra questi due tipi di potere.  [pag. 216]

Anche il terzo concetto di «libertà» si traduce in una specificazione del primo, in quanto si fonda su una caratterizzazione in termini di azione di accettazione. La libertà intesa in questo senso consiste nella adeguazione degli interessi comuni agli interessi dei singoli consociati. Ovviamente, questa adeguazione sarà tanto maggiore quanto più elevato risulterà il grado di interiorizzazione degli interessi comuni, nell’ambito di una data struttura sociale.

Se ora riconsideriamo, alla luce delle formalizzazioni di cui sopra, i concetti di «libertà» cui si riferisce la corrente dottrina sulla democrazia, cioè la «libertà negativa» (libertà dallo stato o garantismo) e la «libertà positiva» (libertà per mezzo dello stato), vediamo subito come il primo concetto possa tradursi in quello di libertà come sfera di possibili azioni di condizionamento, mentre il secondo debba riportarsi alla libertà come adeguazione degli interessi comuni agli interessi dei singoli. Può dirsi, cioè, che il garantismo o libertà dallo stato è tanto maggiore, quanto minore è l’incidenza del potere istituzionale nei confronti del potere deviante, cioè quanto più ampio è l’ambito di esplicazione di quest’ultimo entro un dato contesto sociale: la sfera delle possibilità di condizionamento deviante, appartenente a un soggetto, commisura il suo grado di libertà dallo stato; cioè il grado della ingerenza di quest’ultimo, in termini di potere istituzionale, nei confronti del comportamento del singolo.

Anche tra libertà per mezzo dello stato e libertà come adeguamento degli interessi comuni agli interessi individuali esiste uno specifico rapporto; per cui, tanto maggiore è la libertà positiva, quanto più grande è il grado di adeguazione degli interessi comuni agli interessi dei singoli.

I rapporti tra libertà positiva e libertà negativa, formalizzate rispettivamente in termini di possibilità di condizionamento deviante e adeguamento di interessi comuni a interessi singoli, [pag. 217] sono ovviamente caratterizzati da un certo grado di complementarietà; nel senso che una massima libertà negativa presuppone ovviamente una minima libertà positiva, e viceversa. In una società in cui sia massimo l’adeguamento tra interessi singoli e interessi comuni, è anche massimo il grado di interiorizzazione; per cui, in relazione alla stessa, non ha più senso la indipendenza dallo stato o il garantismo nei confronti di quest’ultimo, proprio per via di quella convergenza tra interessi dello stato e interessi dell’individuo, attuata mediante l’interiorizzazione. [pag. 218]

Indice della pubblicazione

Teoria delle classi sociali

Giulio Bolacchi


Capitolo I: Strutture teoriche e scienze sociali

1. Schemi teorici e scienze sociali

2. La prospettiva metodologica delle scienze sociali

3. Le strutture linguistiche astratte

4. Il problema dei concetti teorici

5. Linguaggio osservativo e linguaggio teorico

6. Empirismo, criteri di significatività e termini disposizionali

7. Assiomatizzazione e linguaggio teorico

8. Il concetto di «linguaggio teorico» in Carnap

9. Linguaggio teorico e livelli di astrazione

10. Verificabilità empirica delle strutture astratte; rapporti fra diverse strutture linguistiche

11. Il ruolo della teoria generale nelle scienze sociali

12. Rapporti tra teoria economica e scienza sociale; il problema del sottosviluppo

13. L’integrazione delle scienze sociali e la teoria generale del comportamento sociale

Note del capitolo I

 

Capitolo II: Alcune teorie sulle classi sociali

1. Le principali teorie sulle classi sociali online

2. Classe e situazione di classe in Weber

3. La classificazione dei gruppi e il problema delle classi sociali in Sorokin

4. Il problema dell’ordine e la stabilità dell’interazione sociale in Parsons

5. Sistema di valori e stratificazione sociale in Parsons

6. I limiti fondamentali della teoria generale di Parsons

7. Critiche al «sistema sociale» di Parsons

8. La teoria integrazionista e la teoria coercitiva della società nell’analisi di Dahrendorf

9. Gruppi di conflitto e associazioni coordinate da norme imperative in Dahrendorf

10. Autorità e potere condizionante nella dinamica sociale

11. Il rapporto di autorità e la dinamica reintegratrice o pendolare; l’avvicendamento del personale nelle posizioni di dominio in Dahrendorf

12. I tre stadi di analisi delle strutture sociali: dinamica pendolare, dinamica strutturale-funzionale, dinamica cumulativa

13. Il problema della dinamica nelle teorie di Parsons e Dahrendorf

14. Conclusioni critiche sulle teorie di Parsons e Dahrendorf

Note del capitolo II

 

Capitolo III: Premesse a una teoria generale delle classi sociali

1. Scienza del comportamento e scienza psicologica

2. Le teorie causali del significato

3. La struttura funzionale degli interessi

4. Il campo disposizionale

5. Intermediazione, comunione e mutualità degli interessi negli studi di Perry online

6. Il concetto di «disposizione a rispondere» online

7. Disposizione a rispondere e segno nella semiotica di Morris online

8. Classe sociale e categoria sociale online

9. Il concetto di «interesse comune e interrelato» online

10. L’interesse di classe online

11. L’azione sociale di accettazione e l’azione sociale di condizionamento online

12. Il potere condizionante: potere istituzionale e potere deviante online

13. I concetti di «potere» e «autorità» in alcune teorie sociologiche

14. La dinamica del potere condizionante online

15. Potere deviante e classe sociale online

16. Comunione di interessi, istituzionalizzazione, internalizzazione e potere online

17. Considerazioni conclusive sul concetto di «classe sociale» online

18. Classi sociali e dinamica sociale online

Note del capitolo III

 

Capitolo IV: Democrazia e classi sociali

1. La dottrina classica della democrazia online

2. Indeterminatezza e irrazionalità del comportamento politico; la critica di Schumpeter al concetto di «democrazia» online

3. Democrazia e volontà popolare online

4. La volontà popolare come risultante del processo politico online

5. La democrazia come lotta in concorrenza per il comando politico online

6. Il metodo democratico e la rilevazione degli interessi pubblici online

7. Democrazia come volontà popolare e democrazia come lotta in concorrenza online

8. L’istituto della rappresentanza politica online

9. La forza sociale del potere e il problema della maggioranza online

10. Le differenti caratterizzazioni del concetto di «libertà» online

11. La democrazia come commisurazione istituzionalizzata della forza sociale del potere istituzionale e del potere deviante online

Note del capitolo IV

 

Capitolo V: Un esempio storico: la borghesia

1. La borghesia rivoluzionaria e la polemica di Sieyes contro il privilegio

2. Una interpretazione della Rivoluzione secondo le prospettive di Toynbee

3. Equivoci teorici connessi al concetto di «borghesia» online

4. I valori borghesi e i princípi di perduranza dell’antico regime

5. Il proletariato contemporaneo e la mancata assimilazione dei valori borghesi

6. Il concetto di «borghesia» nel pensiero di Croce

7. Le caratterizzazioni della «borghesia» in termini di ceto medio

8. Gli interessi comuni della borghesia online

9. Classe borghese e potere deviante online

Note del capitolo V

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