Le esternalità derivanti dall’attività di ricerca e sviluppo

I Parchi scientifici e tecnologici, come espressione di esigenze tipiche di società altamente industrializzate, presuppongono una cultura strettamente compatibile col mercato competitivo, un sistema produttivo dinamico, un’elevata potenzialità innovativa, la presenza di centri di ricerca innovativi e di imprese high-tech, università attive nell’interazione col mondo imprenditoriale, forza lavoro qualificata. Il loro obiettivo primario è quello di massimizzare il tasso di rendimento sociale dell’innovazione, connesso alle attività di ricerca e sviluppo realizzate dal contesto imprenditoriale e allo spillover che ne consegue. Tali attività, infatti, pur determinando economie esterne positive per l’intero contesto socio-economico nel quale le imprese operano, tendono a non adeguarsi al livello socialmente desiderabile, in quanto le imprese innovative commisurano gli investimenti in attività di ricerca e sviluppo al loro tasso di rendimento privato (di mercato), normalmente inferiore al tasso di rendimento sociale.

In questa tipologia di sistemi socio-economici, il Parco deve realizzare strategie di intervento volte a stimolare e sostenere le componenti della ricerca che vengono sottodimensionate dal mercato per la presenza di economie esterne (spillover), in funzione della massimizzazione del tasso di rendimento sociale dell’innovazione.

Investendo in attività di ricerca che hanno un elevato tasso di rendimento sociale, ma che sarebbero inadeguatamente realizzate in assenza di un supporto pubblico, i Parchi scientifici e tecnologici possono essere validi strumenti di politica industriale, volti a favorire l’avanzamento delle frontiere tecnologiche e ad incrementare la dinamica tecnologica nell’ambito del mercato globale e delle strategie competitive ad esso connesse, che si fondano tutte sull’innovazione.

L’efficacia degli interventi pubblici volti a correggere le anomalie del mercato che determinano un sottodimensionamento delle attività di ricerca e sviluppo dipende dalla tipologia delle economie esterne (tipologia degli spillover), dalla relazione fra rendimenti privati e rendimenti sociali dell’innovazione e dalla relazione fra risorse private e risorse pubbliche con riferimento ai possibili effetti di spiazzamento.

Questi elementi sono stati analizzati da A.B. Jaffe (Economic analysis of research spillovers: implications for the advanced technology program, ATP’s Economic Assessment Office, 1996). A tale documento si fa riferimento in questo paragrafo.

Il primo punto messo in evidenza da Jaffe concerne il mercato, esso costituisce lo strumento di creazione del valore sociale dell’attività di ricerca e sviluppo (tasso di rendimento sociale) e opera quale canale di diffusione dei benefici dell’innovazione sulla base di due modalità principali:

  • la creazione di market spillover (spillover di mercato), cioè di esternalità positive a favore dei consumatori (rendita del consumatore);
  • la creazione di knowledge spillover (spillover di conoscenza), cioè di esternalità positive a favore delle imprese che utilizzano l’innovazione prodotta dall’impresa innovativa senza alcun corrispettivo o dietro il pagamento di un corrispettivo inferiore al valore della conoscenza acquisita.

Lo spillover di conoscenza determina una maggiore concorrenza nel mercato e, conseguentemente, maggiori benefici per i consumatori (maggiore spillover di mercato); infatti, più è competitivo il mercato, maggiore è la quota dei benefici [pag. 87] derivanti dall’attività di ricerca e sviluppo che, in base all’operare delle forze di mercato, viene trasferita dall’impresa innovativa ai consumatori. L’aumento dei profitti delle altre imprese derivante dalla commercializzazione dell’innovazione senza un corrispondente costo (e le conseguenti esternalità positive per i consumatori) costituiscono un’ulteriore componente dei benefici dell’innovazione (cioè del suo rendimento sociale) che non vengono acquisiti dall’impresa innovativa; tale aumento dei benefici sociali è solo parzialmente compensato da una riduzione del profitto dell’impresa innovatrice (riduzione del tasso di rendimento privato) e determina un ampliamento del divario fra tasso di rendimento sociale e tasso di rendimento privato e quindi dell’effetto spillover.

La presenza di spillover pone per l’impresa innovativa un problema di appropriabilità dei benefici del suo investimento in attività di ricerca e sviluppo: lo spillover (quota di benefici derivanti dall’innovazione che non si traduce in profitto per l’impresa che sostiene i costi dell’innovazione) è maggiore quando i meccanismi di appropriazione dei rendimenti connessi alle attività di ricerca e sviluppo (tutela della proprietà intellettuale, copyright, contratti di lavoro con patti di non concorrenza, regime di segreto aziendale) non sono disponibili, oppure non sono efficaci. In alcuni casi, tuttavia, anche se non è possibile precludere ad altre imprese l’uso della conoscenza prodotta nell’ambito delle proprie attività di ricerca e sviluppo, l’impresa innovativa può comunque mantenere un vantaggio competitivo nel caso in cui riesca a fidelizzare il cliente o a ridurre i costi di produzione in relazione alla maggiore esperienza di produzione rispetto alle imprese concorrenti.

Jaffe individua anche una terza tipologia di spillover, connessa alla presenza di esternalità di network. Quando il valore commerciale o economico di una nuova tecnologia è strettamente dipendente dallo sviluppo di un insieme di tecnologie collegate, ogni impresa crea una esternalità positiva per le altre imprese, in quanto aumenta la probabilità che venga raggiunta la massa critica dalla quale dipende sia il tasso di rendimento privato, sia il tasso di rendimento sociale dell’innovazione. Questa situazione pone un problema di coordinamento delle attività di ricerca e sviluppo, che costituisce un’altra possibile anomalia del mercato e che richiede un intervento pubblico di sostegno.

Un’ulteriore considerazione concerne l’esistenza di esternalità negative. L’introduzione di una innovazione, infatti, rende spesso obsoleti gli investimenti in ricerca e sviluppo già realizzati, determinando una sottrazione di profitto per i precedenti leader tecnologici. Questa esternalità negativa (al pari delle esternalità positive) non viene presa in considerazione nelle decisioni di investimento della singola impresa, ma deve essere attentamente valutata in relazione al tasso di rendimento sociale dell’innovazione. In linea di principio, infatti, è possibile che questo effetto negativo prevalga su quelli positivi, determinando un tasso di rendimento sociale inferiore al tasso di rendimento privato e, conseguentemente, un’allocazione di risorse in ricerca e sviluppo (realizzata nel mercato) troppo elevata rispetto alla massimizzazione del rendimento sociale dell’innovazione, piuttosto che troppo bassa. Nella maggioranza dei casi, l’effetto netto tra esternalità positive e esternalità negative è positivo; tuttavia, la presenza di esternalità negative individua aree di ricerca nelle quali non è opportuno intervenire con finanziamenti pubblici, in quanto caratterizzate da minor spillover (benefici sociali netti) o da spillover negativo.[pag. 88]

Indice della pubblicazione

Politiche di sviluppo, innovazione, parchi scientifici e tecnologici

G. Bolacchi


Premessa online

Parte prima. I problemi dello sviluppo: variabili economiche e variabili sociali.

  1. Alcune problematiche dello sviluppo in ambito economico. online
  2. Il progresso tecnologico e l’innovazione. online
  3. L’innovazione e le pre-condizioni dello sviluppo. online
  4. Anomalie economiche e sociali del mercato e squilibri nella dinamica dell’innovazione. online

Parte seconda. L’esplicazione del Parco scientifico e tecnologico nell’ambito degli interventi pubblici orientati alla gestione del processo di innovazione.

  1. Le definizioni descrittive del concetto di Parco.
  2. Il Parco come infrastruttura puntuale con obiettivi di sviluppo. online

Parte terza. Il ruolo del Parco nei sistemi di mercato sviluppati e industrializzati.

  1. Le esternalità derivanti dall’attività di ricerca e sviluppo. online
  2. L’effetto di spiazzamento e il rendimento sociale delle risorse pubbliche. online
  3. L’intervento pubblico in materia di ricerca e sviluppo e la salvaguardia delle regole del mercato.

Parte quarta. Il ruolo del Parco nei sistemi socio-economici in via di sviluppo.

  1. L’attivazione delle pre-condizioni dello sviluppo. online
  2. L’investimento in capitale umano innovativo in funzione dello sviluppo.
  3. La formazione di capitale umano e la cultura dell’innovazione. online
  4. Le esternalità derivanti dall’attività formativa e il rendimento sociale della spesa pubblica. online
  5. Tipologie di Parco con effetti indotti negativi nelle aree in via di sviluppo. online

Appendice. Il ruolo del Parco nell’ambito del Programma Operativo Regionale della Sardegna.

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