Le ragioni del mancato sviluppo delle province della Sardegna

4. Il grado di monopolio delle imprese operanti nell’area sviluppata

Perché l’efficienza delle combinazioni di fattori produttivi nell’area sottosviluppata dipende dal volume della produzione delle imprese operanti nell’area sviluppata, essa dipende dal grado di monopolio di queste ultime. Se il grado di monopolio delle imprese operanti nell’area sviluppata è molto elevato, la quota di mercato alla quale le imprese operanti nell’area sottosviluppata possono potenzialmente accedere è molto ristretta ed è corrispondentemente molto elevato il livello di indivisibilità tecnologica dei beni strumentali che vincola le imprese dell’area sottosviluppata.

Il grado di monopolio delle imprese operanti nell’area sviluppata si configura quindi come variabile di base che ostacola il processo di accumulazione endogena nell’area sottosviluppata in cui si abbia assenza di innovazione e di forza di contrattazione politica.

Il grado di monopolio specifico produce nell’area sottosviluppata effetti negativi specifici concernenti i tipi di combinazioni produttive attivate dai flussi di capitali esterni.[pag. 23]

Le funzioni economiche dei flussi di capitali esterni, operanti nell’ambito del sistema di mercato, si presentano infatti come funzioni di investimento concernenti l’insediamento nell’area sottosviluppata di attività di produzione inserite in un continuum economico-tecnologico, cioè in una specifica struttura economica verticalizzata.

La verticalizzazione esprime una relazione tra imprese caratterizzate dall’utilizzazione dei beni prodotti da un’impresa nella combinazione produttiva di un’altra impresa, cioè dal fatto che il prodotto di una delle due imprese viene utilizzato come fattore di produzione nell’altra impresa.

La verticalizzazione si distingue in due specie, con riferimento ai parametri della predeterminazione o meno del mercato delle combinazioni produttive verticalizzate da parte della combinazione produttiva terminale o iniziale nel continuum.

Nel secondo caso si ha un’attività di produzione di un bene intermedio (combinazione pluriproduttiva o combinazione iniziale) correlata a un insieme di domande espresse dalle attività produttive che utilizzano il bene intermedio come fattore da trasformare (verticalizzazione pluriproduttiva). Nel primo caso si ha un insieme di attività di produzione di beni intermedi differenziate, correlate a una domanda composta espressa da un’attività produttiva (combinazione monoproduttiva o combinazione terminale) che utilizza l’insieme dei beni intermedi come fattori da trasformare (verticalizzazione monoproduttiva).

In una logica di mercato, i flussi di capitali esterni non possono dar luogo a funzioni di investimento concernenti la localizzazione nell’area sottosviluppata di combinazioni monoproduttive terminali. Ciò in quanto le funzioni di investimento all’interno dell’area sottosviluppata debbono essere compatibili con le funzioni economiche degli operatori esterni, le quali determinano la produttività globale dei flussi di capitali verso l’area sottosviluppata. Se questa compatibilità non fosse assicurata, i parametri di produttività degli investimenti, fissati dagli operatori esterni che finanziano i flussi di capitali, verrebbero alterati e questo fatto potrebbe determinare l’attivazione di un processo di accumulazione endogena, che per gli operatori esterni deve essere evitato.

La localizzazione di una combinazione monoproduttiva nell’area sottosviluppata determinerebbe il sorgere di un continuum economico-tecnologico indotto, costituito da imprese strumentali rispetto alla combinazione produttiva terminale del continuum; quest’ultima esercitereb-[pag. 24]be in tal modo una funzione trainante e provocherebbe il venir meno dell’antinomia della funzione della tecnica nell’area sottosviluppata in cui fosse in grado di predeterminare una funzione di domanda delle imprese verticalizzate all’indietro corrispondente al livello di indivisibilità tecnologica tipico dello stesso tipo di imprese operanti nell’area sottosviluppata e fosse essa stessa caratterizzata dal livello di indivisibilità tecnologica relativo allo stesso tipo di impresa operante nell’area sottosviluppata. Per questi motivi essa può essere definita anche come combinazione produttiva a orientamento endogeno.

Al contrario, la localizzazione nell’area sottosviluppata di combinazioni pluriproduttive condiziona negativamente l’allargamento e l’approfondimento capitalistico di quest’area, impedendo il sorgere di una struttura di interdipendenze generalizzate. Per questi motivi le combinazioni pluriproduttive possono essere definite anche come combinazioni produttive a orientamento esogeno.[pag. 25]

Indice della pubblicazione

Le ragioni del mancato sviluppo delle province della Sardegna

Giulio Bolacchi


1. Produttività dei capitali esterni e dipendenza tecnologica online

2. L’antinomia della funzione della tecnica online

3. Politiche di sviluppo e flussi di capitali esterni online

4. Il grado di monopolio delle imprese operanti nell’area sviluppata online

5. Processo di verticalizzazione e combinazioni produttive online

6. Combinazioni pluriproduttive e combinazioni monoproduttive online

7. Flussi di capitali esterni e accumulazione endogena online

8. La funzione di investimento di tipo endogeno online

9. Passaggio dal sottosviluppo allo sviluppo e teoria neoclassica online

10. Modificazione dell’antinomia della funzione della tecnica online

11. Flussi di capitali esterni e barriere oligopolistiche online

12. Le precondizioni dello sviluppo online

13. Formalizzazione della struttura dinamica di un sistema economico sottosviluppato online

(Le 13 parti nelle quali è suddiviso il testo sono state titolate per questo sito.)

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