Le regole di verità del sistema

Una esplicazione del concetto di «sistema» deve tener conto, oltre che delle regole di formazione [8] e di designazione per le costanti non logiche (predicati ed espressioni individuali), di ulteriori regole semantiche che determinano i significati delle frasi nel sistema con particolare riguardo ai concetti di «verità» o di «falsità», ai concetti logici di «implicazione», «equivalenza», «designazione» ed «esclusione» e infine al concetto di «grado di conferma», ove il sistema contenga strutture logico-induttive.

In particolare è opportuno distinguere tra:

1) Regole di verità, intese come condizioni di adeguatezza della definizione di «vero nel sistema».

2) Regole delle descrizioni di stato e degli ambiti di significatività delle frasi (state descriptions e ranges) che consentono di caratterizzare: a) i concetti di «verità logica» o (L-verità) e «verità fattuale» (F-verità); b) i concetti logici (L-concetti) di «implicazione», «equivalenza», «disgiunzione», «esclusione» (L-implicazione, L-equivalenza, L-disgiunzione, L-esclusione).

3) Regole relative al concetto di «grado di conferma» che sta alla base delle strutture logico-induttive (logica della probabilità).[9]

Le regole di verità determinano le condizioni necessarie e sufficienti per la verità delle frasi in un sistema; ad esse appartiene il concetto semantico di verità il quale più che una definizione di «verità» è uno schema mediante il quale può essere stabilito se una definizione di «verità» è adeguata. Secondo l’esplicazione di Carnap, se una qualche frase i è data, allora le regole di verità stabiliscono sotto quali condizioni la frase i è vera; tuttavia, in generale, la definizione di «vero in S» da sola non è sufficiente a stabilire se la condizione è soddisfatta o meno. Non si può stabilire se la frase i è vera oppure no.[10] Secondo [pag. 95] Carnap per stabilire quest’ultimo punto occorre, in generale, una conoscenza di fatti rilevanti in aggiunta alle regole di verità. Il concetto semantico di verità è tale che la asserzione «la frase i è vera in S» nel metalinguaggio contiene la stessa (quantità di) informazione fattuale posseduta dalla frase i che appartiene al linguaggio-oggetto.[11]

Le regole di verità possono essere regole dirette per le frasi semplici o regole indirette per le frasi composte e le classi di frasi. Questa distinzione si ritrova similmente anche nell’ambito delle regole di formazione e, sotto certi aspetti, in quello delle regole di designazione.[12] In conseguenza può essere formulata una definizione ricorsiva di «vero in S» in stretta analogia con la definizione di «frase in S».[13] Infatti, se le frasi del sistema considerato fossero tutte frasi semplici,[14] in particolare se fossero tutte frasi atomiche,[15] non occorrerebbe che le regole di verità (e quelle di formazione) fossero date in forma ricorsiva; tale forma è richiesta invece in relazione alla esistenza di frasi composte.[16]

Una regola di verità per le frasi atomiche è data dalla considerazione che una frase atomica in S, consistente in un predicato seguito da una costante individuale, è vera se e solo se l’individuo al quale la costante individuale si riferisce possiede la proprietà alla quale il predicato si riferisce.[17] Questa definizione individua quello che potrebbe dirsi il concetto semantico di verità in senso stretto.

Nel caso di frasi composte, le regole di formazione del sistema (e quindi anche le regole di verità) possono essere formulate stabilendo anzitutto la forma o le forme delle frasi atomiche nel sistema e, in secondo luogo, descrivendo le operazioni per mezzo delle quali le frasi composte del sistema possono essere costruite partendo dalle frasi (e spesso da altre espressioni) di forma atomica.[18] In tal modo la definizione di «frase in S» non è una definizione esplicita, ma una definizione ricorsiva. Il termine definito ricorre anche nel definiens senza che questo fatto renda la definizione circolare. «Se desideriamo determinare se una data espressione Ak è una frase, la definizione ci riporta indietro al problema se un’altra espressione Ai è una frase. Ciò avviene in modo tale che Ai è una parte propria di Ak. Quindi dopo un numero finito di applicazioni della seconda parte della definizione ricorsiva si giunge a una espressione di forma atomica e quindi a una soluzione con l’aiuto della prima parte della definizione».[19] In questo senso le regole di verità prese tutte assieme nel loro complesso costituiscono [pag. 96] una definizione ricorsiva di «vero in S»,[20] in quanto determinano, in combinazione con le regole di designazione, per ogni frase in S, una condizione necessaria e sufficiente della sua verità. Quindi allo stesso modo in cui le tavole di verità stabiliscono una condizione di verità per le frasi molecolari, così per ogni data frase i di S le regole di verità determinano una condizione di verità, quantunque in generale esse non determinino il valore di verità di i. Adoperare il termine «vero» per asserire che una frase è vera significa asserire la frase medesima. Quest’uso del termine «vero» non è esso stesso una definizione della «verità»; è piuttosto uno standard mediante il quale noi giudichiamo se una definizione della «verità» è adeguata.[21] La stessa considerazione vale anche per le regole di designazione [22] e per le regole di formazione.

In base a questi presupposti può dirsi che le regole sopra indicate non sono sufficienti a determinare il valore di verità di una frase nel sistema. Per trovare questo valore – afferma Carnap – dobbiamo conoscere certi fatti in aggiunta a quelle regole; il che significa che dobbiamo abbandonare la semantica per la scienza empirica.[23]

In questo modo – stando alle esplicazioni formulate da Carnap – il problema delle condizioni di adeguatezza per i concetti di «frase in S», «designazione in S» e «verità in S» può essere nettamente distinto dal problema relativo alla caratterizzazione semantica dei concetti di «verità logica» e di «verità fattuale». Mentre nel primo caso, infatti, le regole di formazione, di designazione e di verità determinano esclusivamente condizioni di formazione, di designazione e di verità, nel secondo caso ci troveremmo di fronte a regole che determinano valori di verità. In particolare a regole che dovrebbero dirci quando una frase è L-vera, cioè ha un valore di verità universale quando è L-falsa e quando non è L-vera né L-falsa (fattuale o sintetica). Queste regole sono diverse dalle precedenti, anche se possono essere esplicate utilizzando i concetti di «ambito di significatività» (range) e «descrizione di stato» (state-description).[pag. 97]

Note

[8] R. Carnap, Logical Foundations of Probability, p. 65 sgg.

[9] Sul concetto di «grado di conferma», cfr. R. Carnap, id., p. 19 sgg.

[10] R. Carnap, id., pp. 68-69.

[11] R. Carnap, id., p. 69.

[12] Sul punto cfr. R. Carnap, Introduction to Semantics, p. 25.

[13] R. Carnap, Introduction to Semantics, pp. 32, 157.[pag. 143]

[14] Cioè frasi del tipo D17-1 (a, b, c.) o meglio D16-2 (a, b, c): cfr. R. Carnap, Logical Foundations of Probability, pp. 66, 69.

[15] Cioè frasi del tipo D17-1 (a) e D-16-2 (a): cfr. R. Carnap, Logical Foundations of Probability, pp. 66, 69.

[16] Cioè frasi del tipo D17-1 (d, e, f, g) e D16-2 (d, e, f, g):cfr. R. Carnap, Logical Foundations of Probability, pp. 66, 69.

[17] R. Carnap, Meaning and Necessity, p. 5.

[18] R. Carnap, Meaning and Necessity, p. 31.

[19] R. Carnap, Introduction to Semantics, pp. 31-32; cfr. anche p. 157. In tal modo può dirsi che la definizione, nel caso di definizione ricorsiva, avrà la forma di molteplici frasi (R. Carnap, id., p. 157).

[20] R. Carnap, Logical Foundations of Probability, p. 68; R. Carnap, Meaning and Necessity, p. 5.

[21] R. Carnap, Introduction to Semantics, pp. 26-27.

[22] R. Carnap, Introduction to Semantics, pp. 53-54.

[23] R. Carnap, Logical Foundations of Probability, p. 69; R. Carnap, Introduction to Semantics, p. 33.[pag. 144]

Indice della pubblicazione

Metodologia delle scienze sociali

Giulio Bolacchi


Capitolo I: La prospettiva metodologica delle scienze sociali

1. Scienza del comportamento e scienza psicologica

2. Prospettiva psicologica, prospettiva prasseologica, prospettiva semantica

3. Le teorie causali del significato; la corrispondenza biunivoca tra serie causali e serie disposizionali

4. Lo schema mezzo-fine; interessi iniziali, interessi interposti, interessi finali

5. La struttura del campo disposizionale

6. Schemi fattuali e schemi operativi; la traducibilità operativa dei comportamenti

7. Intermediazione, comunione, interrelazione degli interessi

8. Il concetto di «disposizione a rispondere»; stimoli diretti e stimoli preparatori

9. Disposizione a rispondere, sostitutività, sequenza delle risposte

10. L’interazione sociale; comunione di interessi, antagonismo di interessi

11. Dinamica pendolare, dinamica cumulativa, dinamica strutturale-funzionale

12. Dinamica pendolare e dinamica cumulativa in relazione alle tre prospettive del significato

Note del capitolo I

 

Capitolo II: Rapporto semantico e strutture linguistiche

1. Rapporto semantico e linguaggio online

2. Linguaggio-oggetto e metalinguaggio online

3. Le regole semantiche; l’intensione e l’estensione delle espressioni linguistiche online

4. Convenzionalità delle strutture linguistiche e significazione costante dei segni; la considerazione interna e la considerazione esterna del rapporto semantico online

5. Sistemi semantici e sistemi assiomatici; termini logici e termini descrittivi online

6. Le regole di verità e il concetto semantico di verità online

7. Operativismo metodologico e significato delle espressioni linguistiche online

8. Significato operativo dei segni, termini astratti, verificazione e conferma online

Note del capitolo II

 

Capitolo III: Le strutture linguistiche astratte

1. Costruzione e introduzione di nuove strutture semantiche online

2. Il problema dei concetti teorici; la significatività empirica dei termini teorici online

3. Il linguaggio totale della scienza: linguaggio osservativo e linguaggio teorico online

4. Empirismo, criteri di significatività e termini disposizionali; il linguaggio osservativo ampliato online

5. Linguaggio osservativo, linguaggio teorico, assiomatizzazione online

6. Il concetto di «linguaggio teorico» in Carnap; il carattere aperto del linguaggio scientifico online

7. La astrazione come presupposto metodologico del linguaggio teorico; generalizzazione e astrazione; il continuum dei livelli linguistici

8. Verificabilità empirica delle strutture astratte; la significatività dei postulati teorici e la introduzione di postulati limitativi online

Note del capitolo III

 

Capitolo IV: Il concetto di “struttura”

1. Struttura, ambito di significatività dei predicati, livelli di astrazione online

2. Il concetto di «sistema» online

3. Le regole di verità del sistema online

4. Le regole degli ambiti di significatività e delle descrizioni di stato online

5. Valori di verità e condizioni di verità; la significatività delle frasi entro il sistema online

6. Gli elementi basilari della struttura: i predicati e le costanti individuali online

7. L’ordine spazio-temporale

8. Le definizioni coordinative dell’unità di tempo e della congruenza di successivi intervalli di tempo

9. La comparazione di intervalli di tempo paralleli in punti diversi dello spazio: il problema della simultaneità

10. I concetti di «ordine del tempo» e «direzione del tempo» in Reichenbach online

11. Ordine del tempo e ordine causale in Reichenbach

12. Le proprietà topologiche dell’ordine spaziale e dell’ordine temporale

13. I postulati fondamentali della teoria del tempo di Reichenbach online

14. Osservazioni critiche alla teoria di Reichenbach online

15. I predicati primitivi che qualificano il concetto di «struttura dinamica» online

16. La distinzione tra serie chiusa e serie aperta

17. Le esplicazioni del concetto di «causalità» in termini di serie aperta e di irreversibilità

18. Reversibilità e irreversibilità come inderteminatezza e determinatezza dell’ordine rispetto alla modificazione nel contenuto degli stati di un sistema online

19. Stato stazionario, irreversibilità e reversibilità online

20. I predicati fondamentali che qualificano il concetto di «struttura dinamica» online

Note del capitolo IV

 

Capitolo V: Scienze del comportamento e scienze naturali

1. Scienza e metodologia della scienza

2. La rilevanza della teoria astratta nella scienza online

3. La distinzione tra scienze naturali e scienze sociali

4. I postulati della teoria generale della azione di Parsons e la distinzione tra teoria dell’azione e scienze naturali online

5. Il fisicalismo e la negazione della caratterizzazione autonoma delle scienze del comportamento rispetto alle scienze della natura

6. Il problema metodologico della distinzione tra scienze comportamentistiche e scienze naturalistiche

7. Indeterminismo e determinismo nella scienza fisica

8. I tentativi di superamento dell’indeterminismo nella teoria fisica

9. Il problema della distinzione tra determinismo fisico e determinismo metodologico online

10. La considerazione deterministica nelle scienze sociali e la traducibilità operativa dei comportamenti

11. Le condizioni di adeguatezza dei predicati fondamentali delle scienze del comportamento

Note del capitolo V

 

Capitolo VI: I predicati fondamentali delle scienze sociali

1. Statica, evoluzione, stato stazionario nella teoria economica

2. Il problema della dinamica nelle scienze sociali online

3. I problemi dinamici connessi alla considerazione della società come integrazione e della società come conflitto

4. Considerazioni critiche sulla teoria conflittuale della società

5. Dinamica del conflitto di classe e integrazione sociale

6. I predicati fondamentali della sociologia: interesse o disposizione a rispondere, campo disposizionale, interrelazione degli interessi. L’azione di accettazione

7. L’azione di scambio e l’azione di condizionamento (potere)

8. La forza sociale del potere; potere istituzionale e potere deviante

9. Considerazioni conclusive sui problemi metodologici delle scienze sociali

Note del capitolo VI

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