Linguaggio-oggetto e metalinguaggio

A questo punto, è necessario che ci soffermiamo brevemente su alcune precisazioni preliminari; base di queste precisazioni è la distinzione tra «segno» e «veicolo segnico». La definizione del primo concetto verrà analizzata nelle pagine seguenti; per quanto riguarda il secondo concetto è sufficiente osservare che veicolo segnico è un particolare evento fisico (suono, grafia, movimento) che funziona come segno.[14] La distinzione, oltre tutto, è importante in ordine al fatto che la osservatività del veicolo segnico, sempre presupposta, non dovrebbe comportare quella del segno. Noi qui, come del resto fa il [pag. 40] Morris, ci riferiremo ai segni osservativi, che cioè si pongono come tali entro un linguaggio, per mezzo di un veicolo segnico per definizione osservativo.

In generale può dirsi che è opportuno distinguere: (a) i suoni, le grafie e i movimenti, dai (b) simboli (segni linguistici o simboli verbali), i quali sono modelli adeguati di grafie o suoni adoperati ai fini della espressione e comunicazione. Questi ultimi, poi, vanno distinti dai (c) segni in senso proprio o espressioni linguistiche, qualificati dalla associazione di un simbolo (o segno linguistico) con un significato fisso e determinato.[15] L’essenziale, per una situazione segnica, è dunque la esistenza di un rapporto tri-latere tra un simbolo, un interpretante e un denotatum; la caratterizzazione dell’interpretante in termini di significazione è connessa alla reiezione di qualsiasi esplicazione causale della relazione semantica e alla individuazione dell’interpretante in termini di disposizione a rispondere o interesse.

Possiamo, pertanto, isolare i seguenti termini o figure semantiche, seguendo lo schema di Lewis:[16]

1) Termini del linguaggio-oggetto;

2) Espressioni linguistiche, appartenenti alla frazione non strettamente metalinguistica del metalinguaggio.

La natura di questa frazione non metalinguistica del metalinguaggio è chiarita da Carnap [17] il quale parla di traduzione (versione) delle espressioni del linguaggio-oggetto entro il metalinguaggio,[18] nel senso che tali espressioni hanno un denotatum extra-linguistico e non semantico, poiché sono segni che non denotano altri segni (come avviene nel metalinguaggio per i nomi dei segni del linguaggio-oggetto) bensì elementi extralinguistici, pur appartenendo in senso lato al metalinguaggio che, per definizione, è un discorso sopra altri segni. Questi termini, pertanto, pur usati entro il metalinguaggio ed [pag. 41] appartenenti a quest’ultimo, non sono essi stessi relativi ad un ulteriore linguaggio-oggetto; essi appartengono alla parte non metalinguistica del metalinguaggio, cioè a quella parte del medesimo entro la quale possono essere tradotti gli enunciati e, in genere, i termini del linguaggio-oggetto.

A tale frazione possono riportarsi anche quelli che Carnap,[19] chiama concetti assoluti (absolute concepts); questi ultimi discendono direttamente dai concetti semantici in senso proprio, i quali, benché si fondino sulle relazioni cui sopra abbiamo accennato, appartengono in via diretta al metalinguaggio in quanto si riferiscono, in ogni caso, ad espressioni o termini del linguaggio-oggetto. Tali sono il concetto semantico di verità e i concetti radicali (radical concepts) definibili per mezzo dello stesso,[20] nonché gli L-concetti.

3) Simboli linguistici, appartenenti anch’essi alla parte non metalinguistica del metalinguaggio e utilizzati nelle regole (convenzionali) di designazione relative al linguaggio oggetto.

Occorre pertanto distinguere tra veicolo segnico, considerato sotto il mero profilo delle caratteristiche fisiche che lo contraddistinguono, simbolo come elemento o oggetto fisicamente individualizzato e usato ai fini della espressione e comunicazione, ed infine segno, come simbolo qualificato da un interpretante e da un denotatum e che quindi possiede un determinato campo di significatività nei confronti di determinati interpreti o entro un particolare sistema linguistico.[21] Tale distinzione non deve confondersi con quella tra segnale e simbolo.[22]

4) Nomi dei simboli linguistici del linguaggio-oggetto entro il metalinguaggio a quello riferentesi.

5) Nome dell’espressione linguistica (segno) nel metalinguaggio.

La intensione di tale nome è data dalla espressione linguistica cui esso si riferisce considerata nella sua totalità, come [pag. 42] simbolo qualificato da interpretante (e denotatum) che ne determinano il campo di significatività (linguistico, su basi extra-linguistiche), cioè l’intensione (e l’estensione). È data, insomma, dall’insieme di condizioni per cui l’oggetto che le soddisfa è un denotatum di quel nome, cioè nel caso in esame, un segno. La estensione, invece, è data dal segno esistente entro il linguaggio oggetto. Estensione ed intensione hanno entrambe un corrispondente extra-linguistico (denotatum e interpretante), ma anche un corrispondente metalinguistico, costituito dai termini del metalinguaggio che, entro quest’ultimo, si riferiscono ad esse.[23]

Le regole (convenzionali) di designazione entro un dato linguaggio, caratterizzano l’associazione di un simbolo (non del nome di un simbolo) con un significato determinato.[24] Il simbolo, in questo caso, potrebbe dirsi preso in supposizione materiale,[25] ma la dizione non sembra del tutto esatta; infatti, il simbolo come tale non è un’espressione che possa di conseguenza considerarsi in supposizione materiale o formale, o possa essere sostituita con un termine sinonimo. Esso è un mero oggetto fisico adoperato ai fini della enunciazione o comunicazione e che, come tale, può essere portatore, entro uno o più linguaggi, di vari significati, e resta sempre il medesimo simbolo qualsiasi significato abbia la espressione simbolizzata che esso rappresenta.[26] Il nome di un simbolo è invece una espressione che potrebbe a sua volta essere sostituita da un termine sinonimo. Mentre il simbolo appartiene esclusivamente al linguaggio-oggetto, il nome del simbolo appartiene al metalinguaggio che ha ad oggetto termini e simboli del linguaggio-oggetto cui si riferisce.[27] [pag. 43]

Note

[14] C. Morris, Segni, linguaggio e comportamento, p.38; F. Rossi-Landi, Charles Morris, p. 94

[15] C.I. Lewis, An Analysis of Knowledge and Valuation, p. 73 sgg.

[16] C.I. Lewis, id., p. 100 sgg.

[17] R. Carnap, Meaning and Necessity, p. 24 e nota 12, 25, 94, 155; R. Carnap [1], p. 88 sgg.

[18] R. Carnap, Introduction to Semantics, R. Carnap, Meaning and Necessity, pp. 66, 161. Sul denotatum extra-linguistico e non semantico delle espressioni linguistiche appartenenti alla frazione non strettamente metalinguistica del metalinguaggio, cfr. Carnap, Meaning and Necessity, pp. 93, 107.

[19] R. Carnap, Introduction to Semantics, p. 88 sgg.

[20] R. Carnap, Introduction to Semantics, pp. 33 sgg., 237-238.

[21] C. I. Lewis (id., pp. 73, 74, 101) distingue chiaramente tra grafia e suono (veicolo segnico), simbolo (segno linguistico o simbolo verbale), parola o espressione, postulando una ulteriore distinzione tra espressione e significato espresso e definendo la parola come l’espressione elementare di un significato per mezzo di un simbolo (p. 73). Sul punto cfr. anche M. Black, Linguaggio e filosofia, p. 181 sgg.; F. Rossi-Landi, Charles Morris, pp. 71, 94; H. Reichenbach, Elements of Symbolic Logic, p. 9 sgg. [pag. 59]

[22] C. Morris, id., pp. 43 sgg., 75 sgg.

[23] I concetti sopra precisati possono tra loro combinarsi nei seguenti modi:
1) Simbolo-Simbolo: «A» abbreviazione per «B-C»
2) Simbolo-Espressione: «A» simbolizza lo stesso significato di ‘BC’ (in tal caso, «A» denota A; ‘BC’ denota la intensione di A). Non si ha qui una equivalenza ma il fondamentale rapporto semantico.
3) Espressione-Espressione: ‘A’ ha lo stesso significato di ‘BC’.
Su queste tre combinazioni possono ottenersi altre combinazioni, una delle quali è quella che rileva in ordine al concetto semantico di verità; occorre però tener presente che la traduzione di una espressione nel metalinguaggio si riferisce sempre alla intensione della medesima (Lewis, id., pp. 98-99, 100-101; Carnap, Meaning and Necessity, pp. 111-112).

[24] Anche se ovviamente debbono essere espresse utilizzando il nome del simbolo. È necessario, quindi, distinguere tra regola convenzionale di designazione e rapporto di designazione che qualifica la relazione tra segno e significatum, nel senso che ciascun segno significa il proprio significatum.
Le regole degli ambiti di significatività (R. Carnap, Logical Foundations of Probability, pp. 70 sgg., 78-80) che determinano la estensione dei termini entro un dato linguaggio, presuppongono necessariamente le regole di designazione e quindi la qualificazione intensionale dei segni (sulla intensione, come qualificazione primaria del segno, cfr. R. Carnap, Meaning and Necessity, pp. 108, 112, 157, 203), ma non hanno ad oggetto i simboli linguistici bensì i segni o espressioni in senso stretto, cioè i simboli già qualificati sotto il profilo della intensione.

[25] J. M. Bochenski, A Precis of Mathematical Logic, p. 6.

[26] C. I. Lewis, id., pp. 74, 104.

[27] I nomi dei termini del linguaggio-oggetto possono essere espressi nel metalinguaggio in due modi diversi: o attraverso una appropriata notazione consistente nell’uso di una duplice serie di virgolette (C. I. Lewis, id., p. 100) utilizzando il medesimo simbolo del linguaggio-oggetto (C. I. Lewis, id., p. 104); o mediante la utilizzazione di nuovi termini (espressioni linguistiche) del metalinguaggio aventi come denotata i termini del linguaggio-oggetto. In entrambi i casi è necessario stabilire appropriate regole che, nel secondo caso, saranno vere e proprie regole di designazione. Quest’ultimo è il metodo del Carnap (Carnap, Introduction to Semantics, pp. 19-21, 32-33, 50 sgg.; Carnap, Logical Foundations of Probability, p. 55 sgg.).
La distinzione tra termini del linguaggio-oggetto, presi in supposizione materiale e nomi dei termini del linguaggio-oggetto, è importante perché consente, a parte la definizione del concetto di «verità» degli altri concetti semantici, di distinguere, entro il metalinguaggio, tra frazione propriamente semantica e frazione non semantica (Carnap, Meaning and Necessity, pp. 24, 66, 94, 155, 161); quest’ultima, che si suole indicare come traduzione dei termini del linguaggio-oggetto in termini metalinguistici,[pag. 60] in effetti, a parte il caso dei simboli cui si è accennato, esprime la intensione dei termini del linguaggio-oggetto. Infatti, se tali termini metalinguistici non esprimessero una intensione, ma una traduzione di una frase del linguaggio-oggetto, dovrebbe necessariamente aversi entro il metalinguaggio una frase con la identica intensione ed estensione di quella tradotta. Ma allora la traduzione non potrebbe appartenere al metalinguaggio come tale, né alla parte non semantica dello stesso, ma dovrebbe necessariamente far parte di un altro linguaggio-oggetto e le due espressioni sarebbero sinonime, possedendo entrambe eguale intensione ed estensione (C. I. Lewis, id., p. 101; una diversa caratterizzazione di questi problemi sembra quella data da Tarski, The Semantic Conception of Truth, p. 30). [pag. 61]

Indice della pubblicazione

Metodologia delle scienze sociali

Giulio Bolacchi


Capitolo I: La prospettiva metodologica delle scienze sociali

1. Scienza del comportamento e scienza psicologica

2. Prospettiva psicologica, prospettiva prasseologica, prospettiva semantica

3. Le teorie causali del significato; la corrispondenza biunivoca tra serie causali e serie disposizionali

4. Lo schema mezzo-fine; interessi iniziali, interessi interposti, interessi finali

5. La struttura del campo disposizionale

6. Schemi fattuali e schemi operativi; la traducibilità operativa dei comportamenti

7. Intermediazione, comunione, interrelazione degli interessi

8. Il concetto di «disposizione a rispondere»; stimoli diretti e stimoli preparatori

9. Disposizione a rispondere, sostitutività, sequenza delle risposte

10. L’interazione sociale; comunione di interessi, antagonismo di interessi

11. Dinamica pendolare, dinamica cumulativa, dinamica strutturale-funzionale

12. Dinamica pendolare e dinamica cumulativa in relazione alle tre prospettive del significato

Note del capitolo I

 

Capitolo II: Rapporto semantico e strutture linguistiche

1. Rapporto semantico e linguaggio online

2. Linguaggio-oggetto e metalinguaggio online

3. Le regole semantiche; l’intensione e l’estensione delle espressioni linguistiche online

4. Convenzionalità delle strutture linguistiche e significazione costante dei segni; la considerazione interna e la considerazione esterna del rapporto semantico online

5. Sistemi semantici e sistemi assiomatici; termini logici e termini descrittivi online

6. Le regole di verità e il concetto semantico di verità online

7. Operativismo metodologico e significato delle espressioni linguistiche online

8. Significato operativo dei segni, termini astratti, verificazione e conferma online

Note del capitolo II

 

Capitolo III: Le strutture linguistiche astratte

1. Costruzione e introduzione di nuove strutture semantiche online

2. Il problema dei concetti teorici; la significatività empirica dei termini teorici online

3. Il linguaggio totale della scienza: linguaggio osservativo e linguaggio teorico online

4. Empirismo, criteri di significatività e termini disposizionali; il linguaggio osservativo ampliato online

5. Linguaggio osservativo, linguaggio teorico, assiomatizzazione online

6. Il concetto di «linguaggio teorico» in Carnap; il carattere aperto del linguaggio scientifico online

7. La astrazione come presupposto metodologico del linguaggio teorico; generalizzazione e astrazione; il continuum dei livelli linguistici

8. Verificabilità empirica delle strutture astratte; la significatività dei postulati teorici e la introduzione di postulati limitativi online

Note del capitolo III

 

Capitolo IV: Il concetto di “struttura”

1. Struttura, ambito di significatività dei predicati, livelli di astrazione online

2. Il concetto di «sistema» online

3. Le regole di verità del sistema online

4. Le regole degli ambiti di significatività e delle descrizioni di stato online

5. Valori di verità e condizioni di verità; la significatività delle frasi entro il sistema online

6. Gli elementi basilari della struttura: i predicati e le costanti individuali online

7. L’ordine spazio-temporale

8. Le definizioni coordinative dell’unità di tempo e della congruenza di successivi intervalli di tempo

9. La comparazione di intervalli di tempo paralleli in punti diversi dello spazio: il problema della simultaneità

10. I concetti di «ordine del tempo» e «direzione del tempo» in Reichenbach online

11. Ordine del tempo e ordine causale in Reichenbach

12. Le proprietà topologiche dell’ordine spaziale e dell’ordine temporale

13. I postulati fondamentali della teoria del tempo di Reichenbach online

14. Osservazioni critiche alla teoria di Reichenbach online

15. I predicati primitivi che qualificano il concetto di «struttura dinamica» online

16. La distinzione tra serie chiusa e serie aperta

17. Le esplicazioni del concetto di «causalità» in termini di serie aperta e di irreversibilità

18. Reversibilità e irreversibilità come inderteminatezza e determinatezza dell’ordine rispetto alla modificazione nel contenuto degli stati di un sistema online

19. Stato stazionario, irreversibilità e reversibilità online

20. I predicati fondamentali che qualificano il concetto di «struttura dinamica» online

Note del capitolo IV

 

Capitolo V: Scienze del comportamento e scienze naturali

1. Scienza e metodologia della scienza

2. La rilevanza della teoria astratta nella scienza online

3. La distinzione tra scienze naturali e scienze sociali

4. I postulati della teoria generale della azione di Parsons e la distinzione tra teoria dell’azione e scienze naturali online

5. Il fisicalismo e la negazione della caratterizzazione autonoma delle scienze del comportamento rispetto alle scienze della natura

6. Il problema metodologico della distinzione tra scienze comportamentistiche e scienze naturalistiche

7. Indeterminismo e determinismo nella scienza fisica

8. I tentativi di superamento dell’indeterminismo nella teoria fisica

9. Il problema della distinzione tra determinismo fisico e determinismo metodologico online

10. La considerazione deterministica nelle scienze sociali e la traducibilità operativa dei comportamenti

11. Le condizioni di adeguatezza dei predicati fondamentali delle scienze del comportamento

Note del capitolo V

 

Capitolo VI: I predicati fondamentali delle scienze sociali

1. Statica, evoluzione, stato stazionario nella teoria economica

2. Il problema della dinamica nelle scienze sociali online

3. I problemi dinamici connessi alla considerazione della società come integrazione e della società come conflitto

4. Considerazioni critiche sulla teoria conflittuale della società

5. Dinamica del conflitto di classe e integrazione sociale

6. I predicati fondamentali della sociologia: interesse o disposizione a rispondere, campo disposizionale, interrelazione degli interessi. L’azione di accettazione

7. L’azione di scambio e l’azione di condizionamento (potere)

8. La forza sociale del potere; potere istituzionale e potere deviante

9. Considerazioni conclusive sui problemi metodologici delle scienze sociali

Note del capitolo VI

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