Nota sull’istruzione programmata

L’istruzione programmata è una tecnica di insegnamento che consente all’allievo di apprendere nel momento stesso in cui gli si forniscono le informazioni. Essa si differenzia radicalmente dall’insegnamento tradizionale che consiste nella semplice trasmissione orale o scritta di contenuti semantici effettuata dal docente o dal libro di testo. Questo tipo di insegnamento considera l’allievo non come elemento attivo nel processo comunicativo docente-discente o libro-discente, ma come elemento passivo al quale vengono richiesti solo comportamenti di attenzione e comportamenti di memorizzazione successiva alla percezione dei segni linguistici trasmessi. In questo modo il processo di apprendimento risulta scomposto in segmenti arbitrari, la comunicazione del messaggio, l’attenzione, la percezione, la memorizzazione, che tendono a separare l’insegnamento dall’apprendimento (separazione che porta a realizzare l’apprendimento-memorizzazione fuori della scuola, a casa); a ridurre l’insegnamento a semplice comunicazione dei contenuti culturali che vengono imposti in un contesto di tipo punitivo e conflittuale; a trasformare l’apprendimento in pura memorizzazione.

In tal modo l’allievo vede l’insegnante, o il libro, come un elemento esterno, un puro e semplice supporto dei contenuti semantici che deve apprendere. L’apprendimento-memorizzazione è percepito come un fatto puramente personale, con riferimento al quale l’insegnante e il libro sono molto spesso considerati elementi di disturbo e costituiscono per l’allievo fonti di ansietà e di frustrazione.

L’istruzione programmata è una tecnologia dell’insegnamento, l’unica allo stato attuale della ricerca scientifica, che supera il vecchio pedagogismo fondato su tesi ideologiche e sulla psicologia del senso comune; essa è una conseguenza delle leggi sperimentali del comportamento operante. L’analisi sperimentale del comportamento animale, realizzata secondo i rigorosi canoni metodologici della ricerca scientifica, consente di individuare in modo preciso la struttura del processo di apprendimento e consente di separare dall’apprendimento tutti gli elementi spuri quali la punizione, l’ansietà, la frustrazione e la conflittualità, che costituiscono in modo manifesto o latente i fattori che caratterizzano l’insegnamento tradizionale.  [p. XLV]

Perché l’apprendimento possa realizzarsi occorre che l’allievo abbia un interesse ad apprendere, che il docente rinforzi sempre e solo in modo positivo i comportamenti dell’allievo volti alla soluzione di problemi, che il rinforzamento positivo faccia seguito immediatamente alle risposte esatte dell’allievo. Non occorrono quindi punizioni, non occorrono costrizioni, non occorre emulazione nei confronti dei compagni di studio, non occorre conflittualità, non occorre potere disciplinare, non occorre distacco personale tra docente e allievo. L’analisi scientifica mostra inoltre che l’insegnamento deve essere realizzato in modo da tener conto delle attitudini e dei tempi di risposta dell’allievo. L’insegnamento in classe, che si fonda su ritmi standardizzati di apprendimento prefissati dal docente, che quasi mai coincidono con quelli degli allievi, determina gravi difficoltà per gli allievi che abbiano ritmi di apprendimento inferiori a quelli prefissati dal docente e fa ricadere la “colpa” sull’allievo che viene assoggettato a profonde frustrazioni che hanno riflessi negativi sulla personalità, anche al di fuori dell’ambiente scolastico. In realtà le difficoltà di apprendimento dell’allievo sono in questi casi effetti della discrepanza esistente tra ritmi di insegnamento e ritmi di apprendimento.

Da queste analisi alla operativizzazione delle leggi sperimentali dell’apprendimento il passo è breve.

Vengono elaborate le tecniche fondate sulla partecipazione attiva dell’allievo al processo di apprendimento: i contenuti da trasmettere vengono programmati, cioè definiti in sequenze ordinate e logicamente coerenti in cui tutti i passaggi sono isolati e chiariti, mediante la costruzione di un discorso deduttivo che mostra tutte le possibili implicazioni della materia trattata. Si parte dagli elementi più direttamente accessibili all’allievo, dato il suo livello culturale, e mediante questi elementi, attraverso successivi inserimenti di elementi sempre più complessi, ma sempre rigorosamente e chiaramente definiti, si costruiscono tutti i contenuti culturali che si vogliono trasmettere.

Il programma procede mediante schede base di riferimento che contengono quantità di informazioni più o meno ampie a seconda della posizione della scheda nella sequenza ordinata in cui tutte le schede sono inserite. Le schede iniziali dell’intero programma contengono quindi basse quantità di informazioni, le schede finali del programma contengono elevate quantità di informazioni, in quanto i loro contenuti semantici possono essere compresi solo se si passa [p. XLVI] attraverso la sequenza continua di tutte le schede precedenti. L’ordine delle schede è quindi fondamentale ai fini del corretto apprendimento della materia. Nessuna scheda può essere tralasciata in quanto tutte sono essenziali, essendo tra loro logicamente collegate in modo strettamente deduttivo. Il fatto che le schede siano mischiate, al fine di favorire un comportamento volto alla soluzione di problemi e quindi ad attivare l’attenzione dell’allievo, non altera ovviamente il rigoroso ordine logico nel quale le schede sono collocate.

Ogni scheda, nel fornire una data quantità di informazioni all’allievo, pone a quest’ultimo un problema prospettandogli diverse ipotesi alternative di soluzione tra cui quella esatta. L’allievo è in grado di rispondere unicamente sulla base delle informazioni che ha già acquisito nel corso del programma; non gli sono necessarie altre informazioni esterne.

Se l’allievo sceglie l’ipotesi di soluzione sbagliata trova una scheda base di riferimento che gli spiega l’errore e lo rimanda alla posizione iniziale. Solo quando la soluzione scelta dall’allievo è quella esatta la sequenza informativa può procedere e l’allievo viene posto di fronte a un nuovo problema da risolvere. In questo modo l’allievo apprende individualmente e può adattare il ritmo del processo di apprendimento alla capacità e ai tempi di soluzione dei problemi che gli sono propri.

In questo tipo di istruzione programmata l’allievo è portato a scegliere con maggior frequenza la risposta esatta rispetto alle risposte sbagliate; ciò deriva dal fatto che le singole schede sono disposte in una sequenza logica coerente e dal fatto che le informazioni necessarie per risolvere un problema sono tutte contenute nella scheda che pone il problema e nelle schede che la precedono nella sequenza logica. L’allievo inoltre viene rinforzato in modo positivo, in quanto prova soddisfazione nella soluzione del problema cui è motivato. Gli viene detto che la risposta è esatta e la formulazione della risposta viene ripetuta. Ovviamente il rinforzamento positivo in senso tecnico potrebbe consistere anche in una approvazione avente carattere sociale, quale l’approvazione diretta da parte del docente. Ma questo non può essere fatto nel caso dell’istruzione programmata somministrata mediante una macchina o mediante un libro.

Il rinforzo positivo, inoltre, viene fornito solo in corrispondenza della risposta esatta che è sempre l’ultima delle possibili risposte date [p. XLVII] dall’allievo. Le risposte sbagliate non sono mai punite, neppure verbalmente, in quanto si evita di usare anche il termine “hai sbagliato”; di solito si riprende il discorso invitando l’allievo a riflettere e gli si mostrano le incongruenze logiche implicite nella sua scelta, fornendogli ulteriori elementi che possano aiutarlo a risolvere il problema in modo corretto. In tal modo il processo di apprendimento dell’allievo non viene “disturbato” da una scelta “sbagliata”; viene solo inserito nel processo un segmento semantico che gli consente di approfondire le argomentazioni logiche che lo portano alla corretta conclusione della sequenza.

Nel processo di apprendimento che utilizza la tecnologia dell’istruzione programmata lo status-ruolo del docente viene modificato. Le funzioni di trasmissione delle informazioni culturali e di controllo dell’avvenuta memorizzazione non sono più necessarie, mentre diventa rilevante la funzione di programmazione dell’apprendimento. La redazione del programma implica elevati livelli di professionalizzazione non solo nella materia oggetto, ma anche nella logica e nella psicologia dell’apprendimento.

Il testo che si è realizzato utilizza il metodo della programmazione ramificata, che è stato ritenuto più idoneo – rispetto al metodo della programmazione lineare – a presentare l’argomento non nella sua specificità analitica, ma in una larga sintesi implicante la esplicazione di alcuni predicati-base del discorso (equilibrio; disequilibrio: stabile, instabile, temporaneo; principio di retroazione), essenziali ai fini dell’apprendimento del concetto di “equilibrio ecologico”, quale concetto attivatore di un atteggiamento positivo nei confronti della realtà naturale.

Data la difficoltà dei concetti affrontati in alcune schede, con riferimento all’età degli studenti, può essere necessario un intervento del docente,volto a chiarire il significato di qualche termine la cui conoscenza è stata presupposta, considerando il livello medio di istruzione compatibile con la scuola dell’obbligo.

Gli interventi dei docenti dovranno però attenersi strettamente alla logica del rinforzamento positivo nei confronti dello studente, evitando il sorgere di qualsiasi elemento di ansietà e di frustrazione, che potrebbe pregiudicare l’apprendimento del testo programmato e la conseguente “attivazione” di atteggiamenti positivi verso l’ambiente naturale.  [p. XLVIII]

Indice della pubblicazione

Problemi concernenti una campagna di promozione sociale contro gli incendi

G. Bolacchi


  1. Premesse metodologiche all’intervento online
  2. Lo sviluppo degli atteggiamenti sociali online
  3. L’apprendimento degli atteggiamenti sociali da parte del fanciullo online
  4. Le cause degli incendi e l’ambiente naturale della società pastorale
  5. Atteggiamento verso gli incendi e atteggiamento di aggressione all’ambiente
  6. Tabelle, grafici e policromie sul fenomeno degli incendi
  7. Nota sull’istruzione programmata online
  8. Testo del libro programmato sulla difesa dagli incendi boschivi
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