Osservazioni critiche alla teoria di Reichenbach

Lo schema di Reichenbach poggia sul concetto fondamentale di «ordine seriale». Questo concetto non è utilizzato da Reichenbach quale presupposto suscettibile di ulteriori specificazioni mediante predicati di livello meno elevato; al contrario esso costituisce una esplicazione diretta del tempo come ordine e quindi delle strutture causali (in quanto l’ordine del tempo è definito in termini causali). Da ciò consegue che la relazione causale viene identificata con la relazione d’ordine intesa in senso logico. I concetti di «tempo come ordine» e di «ordine seriale» posseggono, quindi, per Reichenbach, il medesimo ambito di significatività.

Una tale esplicazione risulta inadeguata in quanto formulata al livello di astrazione che caratterizza il linguaggio logico. La formalizzazione di concetti quali «tempo come ordine» e «tempo come direzione», pur dovendo necessariamente partire dal concetto logico di «relazione asimmetrica, connessa e transitiva» postula infatti l’introduzione di predicati aventi un livello di astrazione meno elevato di quello che caratterizza i termini logici. [pag. 121]

L’unica specificazione che Reichenbach opera sulla base del concetto di «ordine seriale» si riferisce alla distinzione tra ordine e direzione. Quando si dice, egli afferma, che una linea retta sebbene serialmente ordinata non ha una direzione, ciò significa che non esiste alcun mezzo per distinguere strutturalmente tra sinistra e destra, tra la relazione originaria e la sua inversa. Diversamente accade nel caso di un continuo lineare di numeri negativi e positivi. I numeri sono ordinati sulla base della relazione più piccolo di, la quale è strutturalmente differente dalla sua inversa, la relazione più grande di; perciò la relazione più piccolo di possiede una direzione.

La direzione di cui parla Reichenbach non deve essere confusa con il verso tipico delle relazioni asimmetriche, definito in funzione della differenza tra una relazione asimmetrica e la sua inversa.[81] E neppure si riferisce alla differenza di segno, intesa come differenza di verso ristretta all’ambito del linguaggio matematico.[82] Si tratta invece di una caratterizzazione strutturale che dovrebbe servire a distinguere sul piano logico i concetti di «tempo come ordine» e «tempo come direzione» definiti quindi anche essi in termini meramente logici. Questa caratterizzazione però non è significante, per il fatto che, sotto un profilo logico, non può porsi alcuna distinzione strutturale, del tipo considerato da Reichenbach, tra una relazione asimmetrica, transitiva e connessa e la sua inversa.[83]

La distinzione tra tempo come ordine e tempo come direzione è formulata da Reichenbach utilizzando anche i concetti di «reversibilità» e di «irreversibilità». Egli afferma che ogni processo rappresentante una serie di stati ordinati può essere descritto anche nel tempo negativo; cioè che per ogni processo è possibile una descrizione inversa. Non sempre però la descrizione inversa è strutturalmente eguale alla descrizione del processo originario, cioè alla descrizione nel tempo positivo; nel [pag. 122] caso in cui sussista tale eguaglianza si può parlare di processo reversibile. Il caso in cui la descrizione inversa non può porsi in termini di reversibilità è caratterizzato da Reichenbach come differenza strutturale d’ordine logico tra la serie di stati ordinati e la serie inversa.

Ma, come si è già fatto osservare, su un piano logico, la relazione originaria e la relazione inversa posseggono le medesime proprietà strutturali; non può cioè darsi una distinzione tra le stesse che non sia una mera distinzione di verso logico. Pertanto, non può porsi alcuna differenziazione strutturale tra i concetti di «reversibilità» e di «irreversibilità».

A parte le difficoltà logiche connesse alle definizioni di «reversibilità» e «irreversibilità» può dirsi che Reichenbach non distingue in modo sufficientemente chiaro tra i concetti di «serie ordinata», «causalità», «tempo come ordine», «reversibilità» e tra questi e il concetto di «irreversibilità».

Inoltre, egli parla di tempo come ordine considerando tale concetto come explicatum anziché come explicandum e identificandolo a volte con la reversibilità, a volte con l’ordine logico e a volte con la causalità.

In particolare, per quanto riguarda la causalità, Reichenbach definisce sostanzialmente quest’ultima in termini di ordine,[84] non distinguendola, in tal modo, né dal concetto di «serie ordinata» né da quello di «reversibilità». In relazione alle catene causali egli parla infatti di apertura e di chiusura delle stesse, affermando che la esistenza di un ordine del tempo lineare per il nostro mondo fisico è fondato sull’apertura delle catene causali.[85] Anche in questa formulazione ricompaiono le imprecisioni connesse alla mancata formalizzazione dei concetti in esame. Reichenbach è portato ad associare i concetti di «apertura» e di «chiusura» a quello di «catena causale». Ma si può parlare di apertura e di chiusura solo con riferimento [pag. 123] al concetto di «ordine seriale». Infatti la causalità pur presupponendo una serie ordinata non si identifica con l’ordine seriale; solo il concetto di «serie ordinata aperta» costituisce una formalizzazione compatibile con il significato pre-sistematico della causalità. Una tale formalizzazione riflette anche in modo adeguato il concetto prescientifico di «tempo come ordine». Sotto questa prospettiva, causalità e tempo come ordine sono suscettibili della medesima esplicazione.

Deve inoltre osservarsi che una esplicazione del concetto di «causalità» in termini di serie chiusa non è compatibile col significato che normalmente viene attribuito al concetto di «causalità» come explicandum. Si avrebbe, infatti, in questo caso, una definizione della causalità la quale implicherebbe una considerazione dell’effetto come causa della propria causa.

Concludendo può dirsi che il concetto di «ordine logico» deve essere caratterizzato in modo autonomo; sullo stesso si fondano, mediante la inserzione di predicati che ne restringono il significato, i concetti di «reversibilità» e «irreversibilità», «serie aperta» e «serie chiusa». [pag. 124]

Note

[81] B. Russell, I principi della matematica, p. 412 sgg.; B. Russell, Introduzione alla filosofia matematica, p. 63.

[82] B. Russell, I principi della matematica, p. 411 sgg.

[83] In questo senso cfr. H. Mehlberg, Physical Laws and Time’s Arrow, pp. 110-112, il quale afferma che le relazioni più piccolo di e più grande di sono isomorfiche, hanno cioè la medesima struttura, e A. Grümbaum, Carnap’s Views on the Foundations of Geometry, pp. 624-625, il quale distingue tra carattere estrinseco dell’ordine seriale, tipico della relazione a sinistra di (estrinseca nel senso che richiede un osservatore esterno), e carattere intrinseco dell’ordine seriale, tipico della serie ordinata dei numeri reali e quindi della relazione più piccolo di (intrinseca nel senso che l’ordine secondo la grandezza non richiede alcun riferimento ad entità che stanno al di fuori del dominio dei numeri reali, non implica cioè alcun riferimento essenziale a un osservatore esterno). Ciò posto, Grümbaum dopo aver osservato che un ordine seriale stabilisce sempre una differenza di verso (egli parla, come anche Reichenbach, di «direzione»), afferma che Reichenbach confonde il carattere estrinseco di [pag. 146] una relazione seriale con la non-direzionalità, per cui la relazione a sinistra di, che per Grümbaum ha un carattere estrinseco, per Reichenbach sarebbe non-direzionale; mentre la relazione più piccolo di, che per Grümbaum ha un carattere intrinseco, sarebbe per Reichenbach seriale e unidirezionale.
Pertanto, Grümbaum pur riconoscendo che ogni relazione seriale possiede necessariamente un verso, ripropone con diversa terminologia la distinzione di Reichenbach tra ordine e direzione. Poiché, infatti, entrambi definiscono la direzionalità utilizzando la relazione più piccolo di (A. Grümbaum, id., pp. 627-628), l’unica differenza che si può riscontrare tra lo schema di Reichenbach e quello di Grümbaum concerne la definizione di «ordine temporale» che dal primo viene esplicato tramite la relazione a destra di e dal secondo tramite una relazione causale simmetrica assunta come primitiva (A. Grümbaum, id., pp. 607-608, 610-611, 625).

[84] H. Reichenbach, The Philosophy of Space and Time, p. 138 sgg.; H. Reichenbach, The Direction of Time, pp. 32 sgg., 36 sgg.; H. Reichenbach, The Principle of Causality and the Possibility of its Empirical Confirmation, pp. 113-114.

[85] H. Reichenbach, The Direction of Time, pp. 36-37, 39.[pag. 147]

Indice della pubblicazione

Metodologia delle scienze sociali

Giulio Bolacchi


Capitolo I: La prospettiva metodologica delle scienze sociali

1. Scienza del comportamento e scienza psicologica

2. Prospettiva psicologica, prospettiva prasseologica, prospettiva semantica

3. Le teorie causali del significato; la corrispondenza biunivoca tra serie causali e serie disposizionali

4. Lo schema mezzo-fine; interessi iniziali, interessi interposti, interessi finali

5. La struttura del campo disposizionale

6. Schemi fattuali e schemi operativi; la traducibilità operativa dei comportamenti

7. Intermediazione, comunione, interrelazione degli interessi

8. Il concetto di «disposizione a rispondere»; stimoli diretti e stimoli preparatori

9. Disposizione a rispondere, sostitutività, sequenza delle risposte

10. L’interazione sociale; comunione di interessi, antagonismo di interessi

11. Dinamica pendolare, dinamica cumulativa, dinamica strutturale-funzionale

12. Dinamica pendolare e dinamica cumulativa in relazione alle tre prospettive del significato

Note del capitolo I

 

Capitolo II: Rapporto semantico e strutture linguistiche

1. Rapporto semantico e linguaggio online

2. Linguaggio-oggetto e metalinguaggio online

3. Le regole semantiche; l’intensione e l’estensione delle espressioni linguistiche online

4. Convenzionalità delle strutture linguistiche e significazione costante dei segni; la considerazione interna e la considerazione esterna del rapporto semantico online

5. Sistemi semantici e sistemi assiomatici; termini logici e termini descrittivi online

6. Le regole di verità e il concetto semantico di verità online

7. Operativismo metodologico e significato delle espressioni linguistiche online

8. Significato operativo dei segni, termini astratti, verificazione e conferma online

Note del capitolo II

 

Capitolo III: Le strutture linguistiche astratte

1. Costruzione e introduzione di nuove strutture semantiche online

2. Il problema dei concetti teorici; la significatività empirica dei termini teorici online

3. Il linguaggio totale della scienza: linguaggio osservativo e linguaggio teorico online

4. Empirismo, criteri di significatività e termini disposizionali; il linguaggio osservativo ampliato online

5. Linguaggio osservativo, linguaggio teorico, assiomatizzazione online

6. Il concetto di «linguaggio teorico» in Carnap; il carattere aperto del linguaggio scientifico online

7. La astrazione come presupposto metodologico del linguaggio teorico; generalizzazione e astrazione; il continuum dei livelli linguistici

8. Verificabilità empirica delle strutture astratte; la significatività dei postulati teorici e la introduzione di postulati limitativi online

Note del capitolo III

 

Capitolo IV: Il concetto di “struttura”

1. Struttura, ambito di significatività dei predicati, livelli di astrazione online

2. Il concetto di «sistema» online

3. Le regole di verità del sistema online

4. Le regole degli ambiti di significatività e delle descrizioni di stato online

5. Valori di verità e condizioni di verità; la significatività delle frasi entro il sistema online

6. Gli elementi basilari della struttura: i predicati e le costanti individuali online

7. L’ordine spazio-temporale

8. Le definizioni coordinative dell’unità di tempo e della congruenza di successivi intervalli di tempo

9. La comparazione di intervalli di tempo paralleli in punti diversi dello spazio: il problema della simultaneità

10. I concetti di «ordine del tempo» e «direzione del tempo» in Reichenbach online

11. Ordine del tempo e ordine causale in Reichenbach

12. Le proprietà topologiche dell’ordine spaziale e dell’ordine temporale

13. I postulati fondamentali della teoria del tempo di Reichenbach online

14. Osservazioni critiche alla teoria di Reichenbach online

15. I predicati primitivi che qualificano il concetto di «struttura dinamica» online

16. La distinzione tra serie chiusa e serie aperta

17. Le esplicazioni del concetto di «causalità» in termini di serie aperta e di irreversibilità

18. Reversibilità e irreversibilità come inderteminatezza e determinatezza dell’ordine rispetto alla modificazione nel contenuto degli stati di un sistema online

19. Stato stazionario, irreversibilità e reversibilità online

20. I predicati fondamentali che qualificano il concetto di «struttura dinamica» online

Note del capitolo IV

 

Capitolo V: Scienze del comportamento e scienze naturali

1. Scienza e metodologia della scienza

2. La rilevanza della teoria astratta nella scienza online

3. La distinzione tra scienze naturali e scienze sociali

4. I postulati della teoria generale della azione di Parsons e la distinzione tra teoria dell’azione e scienze naturali online

5. Il fisicalismo e la negazione della caratterizzazione autonoma delle scienze del comportamento rispetto alle scienze della natura

6. Il problema metodologico della distinzione tra scienze comportamentistiche e scienze naturalistiche

7. Indeterminismo e determinismo nella scienza fisica

8. I tentativi di superamento dell’indeterminismo nella teoria fisica

9. Il problema della distinzione tra determinismo fisico e determinismo metodologico online

10. La considerazione deterministica nelle scienze sociali e la traducibilità operativa dei comportamenti

11. Le condizioni di adeguatezza dei predicati fondamentali delle scienze del comportamento

Note del capitolo V

 

Capitolo VI: I predicati fondamentali delle scienze sociali

1. Statica, evoluzione, stato stazionario nella teoria economica

2. Il problema della dinamica nelle scienze sociali online

3. I problemi dinamici connessi alla considerazione della società come integrazione e della società come conflitto

4. Considerazioni critiche sulla teoria conflittuale della società

5. Dinamica del conflitto di classe e integrazione sociale

6. I predicati fondamentali della sociologia: interesse o disposizione a rispondere, campo disposizionale, interrelazione degli interessi. L’azione di accettazione

7. L’azione di scambio e l’azione di condizionamento (potere)

8. La forza sociale del potere; potere istituzionale e potere deviante

9. Considerazioni conclusive sui problemi metodologici delle scienze sociali

Note del capitolo VI

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