Posts tagged con ‘classi sociali’

  • A cinquant’anni dai movimenti del 1968

    Con Giulio Bolacchi su 7 Novembre 2019
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    Le proteste studentesche del ’68 costituiscono un fatto storico del quale troppo finora si è detto e del quale ancora non sono state chiarite tutte le conseguenze, anche perché i protagonisti di quei giorni e i loro epigoni hanno tutto l’interesse a mostrarsi come protagonisti della storia, a entrare come si dice nella storia, più che a restare ancorati alla cronaca di quei giorni.

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  • Egemonia o pluralismo?

    Con Staff su 2 Gennaio 2016
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    Da che cosa sorge l’esigenza del pluralismo? Dal fatto che, allo stato attuale, non esistono criteri che consentano di stabilire in modo intersoggettivo un ordine tra gli interessi delle varie classi che competono per gestire il potere politico. L’unico criterio d’ordine finora accettato e istituzionalizzato è quello codificato nel metodo pluralistico.

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  • Pluralismo e innovazione

    Con Staff su 1 Gennaio 2016
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    Il concetto di pluralismo pone l’accento non già sul garantismo come libertà negativa, né sulla partecipazione come libertà positiva; sono queste, dimensioni ormai acquisite alla prassi e al pensiero politico delle moderne società occidentali. Esso pone piuttosto l’accento sul fatto che la società moderna si articola e si ristruttura in un insieme di gruppi e sub-gruppi, ciascuno dei quali tenta di diversificarsi perché porta avanti, in un settore più o meno specifico, un proprio autonomo discorso culturale.

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  • Un’autonomia in regime di dipendenza (estratto 10)

    Con Staff su 22 Giugno 2015
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    «Inesistente in Sardegna la classe borghese, intesa come gruppo sociale caratterizzato da un interesse allo sviluppo e quindi dalla attitudine all’imprenditorialità e all’innovazione. Il mercante-imprenditore non avrebbe potuto trovare spazio in un’economia di sussistenza non ancora orientata al mercato, nella quale la combinazione dei fattori produttivi non emergeva come interesse legato alla divisione del lavoro sociale, ma era realizzata nell’ambito

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  • Un’autonomia in regime di dipendenza (estratto 11)

    Con Staff su 22 Giugno 2015
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    «Se si ripercorre la storia della Sardegna dalla fine del 1700 all’abolizione del feudalesimo, appare evidente come le rare occasioni di ribellione non abbiano mai coinvolto una classe sociale borghese; dai moti angioiani del 1796, all’eroico sacrificio del notaio Francesco Cilocco e del teologo Francesco Sanna Corda che nel 1802 sbarcarono sulla costa di Aggius per liberare la Sardegna dal

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  • Un’autonomia in regime di dipendenza (estratto 12)

    Con Staff su 22 Giugno 2015
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    «Quantunque fosse emersa dal contesto sociale, la leadership di rivoluzionari coraggiosi operò senza classe; la storia della Sardegna in fondo si può sintetizzare in queste caratterizzazioni di base: una leadership culturale senza classe che tenta disperatamente e ripetutamente di operare come se una classe esistesse; una miriade di gruppi sociali totalmente privi di coscienza di classe, legati solo dalla esigenza

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  • Un’autonomia in regime di dipendenza (estratto 15)

    Con Staff su 22 Giugno 2015
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    «L’autonomia senza dipendenza non ha mai varcato i confini dell’utopia in quanto non era sorretta da una classe sociale che la ponesse a fondamento della propria interrelazione congiunta. Una società fondata sullo scambio che non esprimeva alcun interesse comune istituzionalizzato non poteva infatti generare alcuna classe sociale, intendendo per classe un gruppo più o meno vasto di soggetti che interiorizzino

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  • Un’autonomia in regime di dipendenza (estratto 16)

    Con Staff su 22 Giugno 2015
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    «Una élite senza classe fu anche quella che gestì il potere in modo subalterno rispetto alle varie potenze egemoni che nel corso della storia si impadronirono della Sardegna. Questa élite locale subalterna non poteva avere alcuna base di accettazione popolare per lo stesso motivo per cui non l’aveva l’élite rivoluzionaria; la cultura sarda era contraria o indifferente rispetto a qualsiasi

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  • Osservazioni sul concetto di borghesia (estratto 2)

    Con Staff su 13 Novembre 2014
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    «La esigenza a carattere rivoluzionario cui si è sopra accennato non deve però far credere che alla base della visione politico-sociale di Sieyes siano da ritrovarsi moventi di natura meramente economica: niente sarebbe più lontano dalla storica realtà dei fatti, di tale interpretazione. Molto probabilmente, i francesi del XVII e XVIII secolo non riuscivano neanche a immaginare, in via ipotetica,

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  • Osservazioni sul concetto di borghesia (estratto 3)

    Con Staff su 13 Novembre 2014
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    «Solitamente si afferma che, in una prima fase, il movimento rivoluzionario è stato nelle mani della borghesia, per poi passare in quelle del popolo e, quindi, ritornare di nuovo in quelle della borghesia. Ora, è indubbio ed ovvio che, nella Francia dell’epoca, esistessero dei ceti sociali inferiori, ma tali strati più bassi della collettività non potrebbero certo dirsi popolari o

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  • Osservazioni sul concetto di borghesia (estratto 4)

    Con Staff su 13 Novembre 2014
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    «In tutta la analisi, peraltro, e durante tutto il corso del lavoro, la attenzione del prof. Capurso sembra si soffermi particolarmente su due punti fondamentali: la mancanza di partecipazione, da parte degli scrittori legittimisti, alle esigenze razionali della età moderna e, quindi, il completo disconoscimento, da parte loro, di quei principi e valori che caratterizzano la nostra cultura; e, di

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  • Osservazioni sul concetto di borghesia (estratto 5)

    Con Staff su 13 Novembre 2014
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    «I confini giuridici della borghesia prima dell’89, non erano indubbiamente idonei a caratterizzare quest’ultima come classe sociale, proprio perché tra il piano giuridico e quello politico si era venuta a creare una evidente e grave mancanza di corrispondenza che aveva nel privilegio da una parte e nella sua assenza dall’altra il tratto più caratteristico. Donde l’affermazione del prof. Capurso per

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  • Osservazioni sul concetto di borghesia (estratto 7)

    Con Staff su 13 Novembre 2014
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    «Ma questo proletariato borghese che, proprio in quanto tale e in rapporto alla classe dominante, costituiva un blocco sociale piuttosto compatto e omogeneo, a giudicare dalla polemica dell’abate Sieyes, possedeva esso stesso una propria forza sociale che gli veniva da una minoranza creatrice che ne stava al vertice e che ne aveva provocato il poderoso risveglio, agitando valori e idee

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  • Osservazioni sul concetto di borghesia (estratto 9)

    Con Staff su 13 Novembre 2014
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    «È possibile che non pochi equivoci sul concetto di borghesia siano stati originati anche dalla identificazione, che spesso se ne è fatto, con il c.d. ceto medio. E, forse, la polemica dei legittimisti contro i borghesi, in uno dei suoi aspetti meno fondati e più discutibili, quello della apparente mediocrità di quei tempi e di quella società borghese, che tendeva

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  • Osservazioni sul concetto di borghesia (estratto 10)

    Con Staff su 13 Novembre 2014
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    «Certo, a tal punto, ci si potrebbe domandare perché mai quel fenomeno di mancata assimilazione della cultura borghese cui si è accennato e che si è in prevalenza manifestato nell’ambito degli strati proletari, essendo in via diretta connesso all’aumento demografico di cui si discorre non abbia, in effetti, avuto rilevanza concreta nel periodo antecedente la Rivoluzione dell’89. Ma, in realtà,

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Giulio Bolacchi
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