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Scuola, scienza e società in Italia
Con Giulio Bolacchi su 17 Novembre 20190LeggiÈ utile una scuola concepita secondo i canoni idealistici della riforma Gentile? Si discute ancora molto su questo punto, anche perché oggi si sta generalizzando una duplice tendenza, volta da un lato a depotenziare la conoscenza classica, in senso lato umanistica, e dall’altro lato a far prevalere la dimensione operativa e tecnologica.
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Il sequestro come fatto sociale: Premessa
Con Staff su 5 Maggio 2017LeggiIl modo in cui lo stato si occupa del deviamento, prendendolo in considerazione solo in una logica punitiva e non in una logica esplicativa, influenza il cosiddetto immaginario collettivo, cioè determina specifiche forme di percezione sociale dei comportamenti devianti e quindi anche del sequestro, rispetto al quale la connotazione in termini di reato prevale di gran lunga su altri possibili paradigmi di analisi, in particolare sulla sua connotazione in termini di fatto sociale.
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Il sequestro come fatto sociale: Conclusioni
Con Staff su 4 Maggio 2017LeggiIl sequestro di persona a scopo di estorsione (patrimoniale) sembra un fenomeno caratterizzato dalla anomala coesistenza di due posizioni: la razionalità dei sequestratori e dei gruppi sociali che, in modo primario o derivato (mediato), li sostengono (ove esistano), e le risposte spesso irrazionali dei gruppi sociali e delle istituzioni statuali che esprimono una cultura incompatibile col sequestro; la quale però non tiene conto degli equivoci insiti nel modello giuridico che correntemente usa per interpretare i fatti sociali.
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Il passaggio dal sottosviluppo allo sviluppo tra analisi economica e analisi sociologica
Con Staff su 6 Marzo 2017LeggiIl problema del Mezzogiorno si inserisce nell’ambito più generale del problema dello sviluppo di quelle aree un tempo denominate “sottosviluppate” e che ora vengono chiamate “aree in via di sviluppo”. Gli economisti riconoscono che i modelli di crescita propri delle aree già sviluppate hanno una sufficiente capacità esplicativa; non altrettanto può dirsi con riferimento alla determinazione dei modelli di crescita relativi ad aree e a sistemi economici non sviluppati.
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L’apporto delle scienze economiche e sociali alle politiche di sviluppo delle aree meridionali
Con Staff su 1 Gennaio 2017LeggiIntendo riallacciarmi al discorso della scarsa domanda di scienza del meridione, che certamente è centrale, ma che deve essere capito in modo, vorrei dire, più neutrale di quanto non avvenga normalmente. Chiarisco cosa intendo dire quando mi riferisco alla neutralità. A me sembra che ci sia un equivoco abbastanza grave, che sta alla base di molte incomprensioni e della incapacità di capire il senso del problema del Mezzogiorno; un equivoco fondato, sostanzialmente, sull’uso contiguo della prospettiva storica e della prospettiva scientifica nell’analisi dei problemi del meridione.
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Introduzione a “La natura delle scienze sociali”
Con Staff su 1 Marzo 2016LeggiLa analisi di Homans sul problema metodologico delle scienze sociali si basa sul fatto che il comportamento umano è considerato come un fenomeno da analizzare ed esplicare utilizzando il metodo di ricerca delle scienze naturali, cioè il metodo galileiano dell’esperimento controllato.
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Prefazione a “La scienza del comportamento ovvero il behaviorismo”
Con Staff su 1 Settembre 2015LeggiLa definizione dell’oggetto e del metodo delle scienze del comportamento è caratterizzata da numerosi fraintendimenti derivanti dal fatto che la problematica di queste scienze è ancora in parte legata a prospettive filosofico-metafisiche.
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Schemi teorici funzionali e schemi teorici cumulativi
Con Staff su 3 Luglio 2015LeggiDiventa a questo punto necessaria la distinzione metodologica schemi teorici funzionali e schemi teorici cumulativi; prospettiva scientifica da un lato, ed evoluzione e stazionarietà dall’altro.
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Il mutamento sociale nel pluralismo e nel collettivismo
Con Staff su 8 Maggio 2015LeggiFatte queste precisazioni possiamo analizzare il modo in cui opera il cambiamento sociale nel due tipi di sistemi. Dal punto di vista del cambiamento le società pluralistiche presentano un alto grado di dinamismo, cioè una elevata possibilità di modificazione dei fini sociali istituzionalizzati.
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È possibile la società non ideologica fondata sulla scienza sociale?
Con Staff su 1 Maggio 2015LeggiL’eliminazione dei rapporti di tipo corporativo consente di ottenere il maximum di funzionalità delle strutture didattiche con riferimento alla possibilità dei soggetti socializzati in modi diversi di soddisfare i propri interessi nell’ambito di un sistema ideologico pluralistico. Tuttavia rimane il limite fondamentale della pluralità delle ideologie; tale limite implica l’esistenza di società fondate sul conflitto e sulla competizione e quindi la rinuncia a utilizzare la scienza sociale per la soluzione dei problemi dell’uomo.
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Le scatole vuote della sociologia (estratto 2)
Con Staff su 23 Aprile 2015Leggi«Le argomentazioni del primo tipo presumono – su basi intuitive – che ogni metodo di ricerca implichi necessariamente una presa di posizione valutativa; conseguentemente negano al discorso scientifico, qualificato dalla relazione funzionale tra variabili (indipendente e dipendente) e dalla verifica sperimentale, il carattere dell’intersoggettività. In questo modo il problema dell’applicazione del metodo galileiano alle scienze sociali, considerate valutative per definizione,
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La analisi scientifica del comportamento
Con Staff su 8 Marzo 2015LeggiL’analisi scientifica del comportamento umano si è sviluppata attraverso studi sperimentali effettuati sugli animali. E’ ormai un risultato acquisito dalla moderna psicologia che l’analisi dei processi psicologici deve essere condotta su base sperimentale e che un metodo adatto è quello di utilizzare animali in condizioni esattamente controllate, dato che la sperimentazione su animali offre delle possibilità che non possono ovviamente ottenersi quando si utilizzano esseri umani.
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Scelta, utilità, massimizzazione, come concetti pseudo-esplicativi
Con Staff su 4 Marzo 2015LeggiIl problema della scelta viene anche affrontato partendo dall’analisi del cosiddetto comportamento selettivo del soggetto.
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La struttura del discorso scientifico: la relazione funzionale
Con Staff su 3 Marzo 2015LeggiIl discorso scientifico ha un senso nella misura in cui esso può essere costruito come discorso intersoggettivo, cioè come discorso la cui significatività non possa in linea di principio essere contestata, in quanto fondata su predicati sperimentali caratterizzati dal predicato metodologico della ripetibilità e tra loro connessi mediante la relazione funzionale R(Vi, Vd, Vv).
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La spiegazione causale
Con Staff su 8 Gennaio 2015LeggiUn altro punto che occorre qui sottolineare è dato dal fatto che l’interpretazione tradizionale della scienza accettata da Weber ha un carattere filosofico. Questa concezione metafisica della scienza implica una considerazione della spiegazione causale con riferimento a un dato fenomeno come individuazione della totalità dei fattori determinanti l’accadere di questo fenomeno. In tal modo la causalità come rapporto necessario tra i fenomeni viene intesa come possibilità di risalire alla totalità dei fattori che hanno contribuito a produrre un dato fenomeno. Ora concepire la spiegazione causale come individuazione della totalità delle cause che determinano un dato fenomeno significa appunto considerare la causalità in termini metafisici.
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