Posts tagged con ‘mutamento (dinamica) sociale’

  • A cinquant’anni dai movimenti del 1968

    Con Giulio Bolacchi su 7 Novembre 2019
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    Le proteste studentesche del ’68 costituiscono un fatto storico del quale troppo finora si è detto e del quale ancora non sono state chiarite tutte le conseguenze, anche perché i protagonisti di quei giorni e i loro epigoni hanno tutto l’interesse a mostrarsi come protagonisti della storia, a entrare come si dice nella storia, più che a restare ancorati alla cronaca di quei giorni.

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  • Il sequestro come fatto sociale: Premessa

    Con Staff su 5 Maggio 2017
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    Il modo in cui lo stato si occupa del deviamento, prendendolo in considerazione solo in una logica punitiva e non in una logica esplicativa, influenza il cosiddetto immaginario collettivo, cioè determina specifiche forme di percezione sociale dei comportamenti devianti e quindi anche del sequestro, rispetto al quale la connotazione in termini di reato prevale di gran lunga su altri possibili paradigmi di analisi, in particolare sulla sua connotazione in termini di fatto sociale.

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  • Definiamo il pluralismo

    Con Staff su 3 Gennaio 2016
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    Il pluralismo è un tipo di sistema sociale mediante il quale il conflitto tra gruppi non viene eliminato, ma viene solo istituzionalizzato, cioè viene reso compatibile con la presenza di una società più vasta entro cui i gruppi in conflitto operano. Il pluralismo serve a rendere compatibile la coesistenza di gruppi in conflitto. Esso quindi non elimina il conflitto ma lo regola.

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  • Pluralismo e innovazione

    Con Staff su 1 Gennaio 2016
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    Il concetto di pluralismo pone l’accento non già sul garantismo come libertà negativa, né sulla partecipazione come libertà positiva; sono queste, dimensioni ormai acquisite alla prassi e al pensiero politico delle moderne società occidentali. Esso pone piuttosto l’accento sul fatto che la società moderna si articola e si ristruttura in un insieme di gruppi e sub-gruppi, ciascuno dei quali tenta di diversificarsi perché porta avanti, in un settore più o meno specifico, un proprio autonomo discorso culturale.

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  • Un’autonomia in regime di dipendenza (estratto 12)

    Con Staff su 22 Giugno 2015
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    «Quantunque fosse emersa dal contesto sociale, la leadership di rivoluzionari coraggiosi operò senza classe; la storia della Sardegna in fondo si può sintetizzare in queste caratterizzazioni di base: una leadership culturale senza classe che tenta disperatamente e ripetutamente di operare come se una classe esistesse; una miriade di gruppi sociali totalmente privi di coscienza di classe, legati solo dalla esigenza

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  • Sistemi pluralistici e sistemi collettivistici

    Con Staff su 9 Maggio 2015
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    Occorre innanzi tutto distinguere tra gruppi di soggetti i cui interessi siano tutti interrelati in modo congiunto e gruppi di soggetti i cui interessi siano tutti interrelati in modo disgiunto. Il primo caso corrisponde alla società collettivistica, mentre il secondo corrisponde alla società atomistica fondata sul conflitto (società pluralistica).

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  • Il mutamento sociale nel pluralismo e nel collettivismo

    Con Staff su 8 Maggio 2015
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    Fatte queste precisazioni possiamo analizzare il modo in cui opera il cambiamento sociale nel due tipi di sistemi. Dal punto di vista del cambiamento le società pluralistiche presentano un alto grado di dinamismo, cioè una elevata possibilità di modificazione dei fini sociali istituzionalizzati.

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  • Metodologia delle scienze sociali (estratto 59)

    Con giurosa su 3 Dicembre 2014
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    «Gli schemi teorici evoluzionistici, qualificati dal predicato determinatezza dell’ordine seriale rispetto al mutamento del contenuto degli stati, sono relativi, nell’ambito delle scienze sociali, ai mutamenti del sistema sociale, non ai mutamenti entro il sistema; riguardano cioè la modificazione delle strutture e, in conseguenza, la evoluzione del sistema. Questa evoluzione si traduce in un mutamento nel contenuto degli interessi interrelati che

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  • Osservazioni sul concetto di borghesia (estratto 1)

    Con Staff su 13 Novembre 2014
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    «Il significato della Rivoluzione appare così in tutta la sua profonda e decisiva portata: non si tratta, con la dichiarazione di sovranità del Terzo Stato, di colpire i privilegi nel loro aspetto meramente economico (che tali potevano anche essere quelli della borghesia), ma soprattutto di eliminare le ragioni giuridico-politiche su cui quelli si fondavano, cosa profondamente diversa, come balza chiaro

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  • Osservazioni sul concetto di borghesia (estratto 2)

    Con Staff su 13 Novembre 2014
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    «La esigenza a carattere rivoluzionario cui si è sopra accennato non deve però far credere che alla base della visione politico-sociale di Sieyes siano da ritrovarsi moventi di natura meramente economica: niente sarebbe più lontano dalla storica realtà dei fatti, di tale interpretazione. Molto probabilmente, i francesi del XVII e XVIII secolo non riuscivano neanche a immaginare, in via ipotetica,

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  • Osservazioni sul concetto di borghesia (estratto 3)

    Con Staff su 13 Novembre 2014
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    «Solitamente si afferma che, in una prima fase, il movimento rivoluzionario è stato nelle mani della borghesia, per poi passare in quelle del popolo e, quindi, ritornare di nuovo in quelle della borghesia. Ora, è indubbio ed ovvio che, nella Francia dell’epoca, esistessero dei ceti sociali inferiori, ma tali strati più bassi della collettività non potrebbero certo dirsi popolari o

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  • Osservazioni sul concetto di borghesia (estratto 6)

    Con Staff su 13 Novembre 2014
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    «Certo, se consideriamo in modo più unitario e sintetico la Rivoluzione dell’89, inquadrandola entro una prospettiva più vasta e completa, appare chiaro come quei fenomeni storici riassumano in sé il crollo e la conseguente disgregazione di tutta una civiltà. Il Toynbee fa consistere in tre punti la natura di un crollo: mancamento di potenza creatrice nella minoranza (cioè nella classe

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  • Osservazioni sul concetto di borghesia (estratto 7)

    Con Staff su 13 Novembre 2014
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    «Ma questo proletariato borghese che, proprio in quanto tale e in rapporto alla classe dominante, costituiva un blocco sociale piuttosto compatto e omogeneo, a giudicare dalla polemica dell’abate Sieyes, possedeva esso stesso una propria forza sociale che gli veniva da una minoranza creatrice che ne stava al vertice e che ne aveva provocato il poderoso risveglio, agitando valori e idee

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  • Osservazioni sul concetto di borghesia (estratto 14)

    Con Staff su 13 Novembre 2014
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    «Posto che la appartenenza di un individuo a un gruppo sociale è determinata dalla effettiva adesione del medesimo ai valori e alle istanze su cui il gruppo stesso si fonda, è chiaro come i borghesi di ieri siano anche i borghesi di oggi, come la civiltà moderna sia civiltà borghese, le strutture di governo moderne siano strutture borghesi. Semmai, potrebbe

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  • Potere e strutture sociali (estratto 7)

    Con Staff su 5 Novembre 2014
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    «In conseguenza, tanto il fenomeno della dinamica cumulativa quanto quello della dinamica pendolare, se correttamente intesi, risultano del tutto estranei alla prospettiva teorizzata da Dahrendorf, la quale, se proprio la si vuole configurare in termini in qualche modo dinamici (usando il concetto di “dinamica” in modo traslato e al di fuori delle formalizzazioni date), non può non ridursi alla considerazione

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Giulio Bolacchi
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