Posts tagged con ‘fatti sociali’

  • Il sequestro come fatto sociale (estratto 27)

    Con Staff su 22 Maggio 2014
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    «Purtroppo non si riesce ancora a capire che ogni fenomeno sociale non nasce dal nulla, quasi fosse una manifestazione estemporanea di personalità isolate, ma è l’effetto di cause che bisogna ricercare nei processi interattivi; in breve, ogni comportamento umano è l’effetto diretto o indiretto di variabili sociali che lo determinano, cioè di altri comportamenti coi quali coesiste e interagisce. L’idea

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  • Il sequestro come fatto sociale (estratto 23)

    Con Staff su 22 Maggio 2014
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    «Determinare cambiamenti nelle culture intervenendo sulle stesse mediante variabili esogene che non siano di tipo normativo-punitivo non è facile, soprattutto quando l’ordinamento politico è pluralistico e democratico; la classe politica tende infatti ad adeguarsi agli interessi della base del consenso, escludendo dal repertorio degli interessi pubblici qualsiasi atto che possa modificare le situazioni sociali esistenti.» (G. Bolacchi, Il sequestro come

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  • Il sequestro come fatto sociale (estratto 22)

    Con Staff su 22 Maggio 2014
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    «La norma penale serve limitatamente (data la incerta rilevanza della punizione in presenza di interessi devianti aventi alti livelli di intensità) entro una cultura in cui non esiste deviamento sociale, ma solo deviamento singolo; non serve se si tenta di imporla a una cultura ad essa eterogenea, in cui la norma venga usata contro il deviamento sociale.» (G. Bolacchi, Il

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  • Il sequestro come fatto sociale (estratto 18)

    Con Staff su 22 Maggio 2014
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    «I conflitti fra diverse culture non si risolvono e non si possono risolvere usando solo gli strumenti del potere (in particolare del potere penale). Al massimo col potere penale si può risolvere (male) un conflitto tra stato e deviamento singolo; ma quando il deviamento è radicato profondamente in un contesto sociale, sarebbe opportuno chiedersi perché mai il deviamento sia tale solo

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  • Il sequestro come fatto sociale (estratto 15)

    Con Staff su 22 Maggio 2014
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    «Se il coinvolgimento positivo si realizza con riferimento a interessi devianti che hanno alto livello di intensità (come, ad esempio, nel caso in cui un gruppo sociale sia particolarmente sensibile a criteri di equità o giustizia distributiva definiti ovviamente secondo i paradigmi culturali tipici del gruppo), se gli interessi istituzionalizzati definiti dall’élite del potere non si modificano conformemente alle istanze

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  • Il sequestro come fatto sociale (estratto 11)

    Con Staff su 22 Maggio 2014
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    «I fatti sociali coinvolgono tutti, perché ciascun soggetto è un loro prodotto; coinvolgono perché nella personalità di ciascuno possono permanere atteggiamenti e propensioni difficilmente percepibili, che costituiscono aspetti residuali di una cultura endogena marginalizzata dalle stratificazioni di successive culture, ma pur sempre presente in qualche misura nell’ambiente sociale.» (G. Bolacchi, Il sequestro come fatto sociale, pp. 39-40)

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  • Il sequestro come fatto sociale (estratto 10)

    Con Staff su 22 Maggio 2014
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    «Lo schema normativo (per definizione statico) unifica e uniforma tutte le tipologie di deviamento, differenziandole solo con riferimento alle quantità di pena da erogare. In realtà i deviamenti sono tutti fra loro profondamente diversi (anche quelli che appartengono alla stessa tipologia, come nel caso del sequestro) in quanto causati da contesti sociali e psicologici non comparabili. Capire le variabili sociali

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  • Il sequestro come fatto sociale (estratto 9)

    Con Staff su 22 Maggio 2014
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    «Se esiste una sub-cultura di sostegno (che trova nell’omertà diffusa un indicatore sociale importante) è difficile che una azione normativa istituzionalizzata orientata alla prevenzione possa realizzare effetti dissuasivi generalizzati; ed è altrettanto difficile che possano aversi effetti dissuasivi derivanti dalla pena annunciata.» (G. Bolacchi, Il sequestro come fatto sociale, pp. 36-37)

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  • Il sequestro come fatto sociale (estratto 8)

    Con Staff su 23 Maggio 2014
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    «Il deviamento è un fatto sociale non per via del numero dei devianti o della tipologia che lo caratterizza, ma perché sorgono (o esistono) nel contesto sociale gruppi di soggetti diversi dai devianti che esprimono sub-culture di sostegno nei confronti dei devianti; cioè gruppi i quali pur non realizzando deviamenti attuali (come quelli dei devianti) pongono in essere forme di

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  • Il sequestro come fatto sociale (estratto 7)

    Con Staff su 23 Maggio 2014
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    «I fatti sociali devono essere definiti con riferimento alle relazioni tra ordinamento giuridico istituzionale e ordinamento sociale; ciò posto occorre tener presente che i due ordinamenti possono essere tra loro compatibili o non esserlo. In entrambi i casi può darsi che si abbiano gradi differenti di compatibilità (o incompatibilità), i quali determinano la misura della cooperazione (coinvolgimento positivo) o del

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  • Il sequestro come fatto sociale (estratto 6)

    Con Staff su 23 Maggio 2014
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    «A parte le situazioni emotive, gli atteggiamenti di insicurezza o di sfiducia, i comportamenti di fuga  o di difesa che il deviamento determina, quest’ultimo può generare o esprimere coinvolgimenti positivi di interessi riferiti a gruppi sociali più o meno vasti. In questi caso il deviamento diventa un fatto sociale. Ogni comportamento deviante compiuto da individui o da gruppi più o

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  • Il sequestro come fatto sociale (estratto 4)

    Con Staff su 23 Maggio 2014
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    «Quando una cultura sub-statuale potenzialmente deviante varca i confini dello spazio sociale pre-istituzionale per realizzare un deviamento attuale, essa ha un livello di accettazione sociale molto elevato; in tal caso il gruppo sociale da cui è espressa non è disposto a sacrificare gli interessi positivamente coinvolti che lo caratterizzano (e che fondano il proprio sistema normativo) a favore della cultura

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  • Teoria delle classi sociali estratto (6)

    Con Staff su 12 Agosto 2014
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    «È pur vero che, nella concreta realtà sociale, i vari tipi di comportamento si presentano all’osservatore simultaneamente, quasi come elementi di una trama fittissima che è estremamente difficile districare. Ma questo fatto non deve e non può impedire una prospettiva metodologica la quale, in sede teorica, tenti la individuazione degli aspetti e degli schemi costanti che caratterizzano i diversi tipi

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  • Osservazioni sul concetto di borghesia (estratto 13)

    Con Staff su 13 Novembre 2014
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    «La questione del proletariato ci si presenta così in tutta la sua portata e viene riallacciata, come già si è avuto modo di osservare, non solo a quel fenomeno sovvertitore che fu la rivoluzione industriale, ma anche a quell’enorme aumento della popolazione verificatosi negli ultimi secoli, in circostanze del tutto sfavorevoli ed in ceti assolutamente inadatti a curare la assimilazione

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  • Osservazioni sul concetto di borghesia (estratto 10)

    Con Staff su 13 Novembre 2014
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    «Una minoranza dominante è, infatti, per Toynbee, “una classe governante che ha cessato di guidare e riesce oppressiva. A questa sfida, i proletari interni ed esterni della civiltà in declino rispondono secessionando e mettendo così le fondamenta di una nuova civiltà”. Ma questo proletariato borghese che, proprio in quanto tale e in rapporto alla classe dominante, costituiva un blocco sociale

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