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Istruzione e disoccupazione intellettuale in Italia
Con Giulio Bolacchi su 17 Novembre 20190LeggiLa formazione professionale soffre degli stessi mali della scuola (a tutti i livelli) e come tale non può essere considerata in modo disgiunto da quest’ultima. È un primo punto che non dovrebbe essere sottovalutato. Il secondo punto, che vorrei qui sottolineare, è che i comportamenti sociali (così come quelli individuali) devono essere non solo descritti ma anche, possibilmente, capiti individuandone le cause. Se non si conoscono le cause, come si possono eliminare gli effetti?
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A cinquant’anni dai movimenti del 1968
Con Giulio Bolacchi su 7 Novembre 2019LeggiLe proteste studentesche del ’68 costituiscono un fatto storico del quale troppo finora si è detto e del quale ancora non sono state chiarite tutte le conseguenze, anche perché i protagonisti di quei giorni e i loro epigoni hanno tutto l’interesse a mostrarsi come protagonisti della storia, a entrare come si dice nella storia, più che a restare ancorati alla cronaca di quei giorni.
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Il sequestro come fatto sociale: Premessa
Con Staff su 5 Maggio 2017LeggiIl modo in cui lo stato si occupa del deviamento, prendendolo in considerazione solo in una logica punitiva e non in una logica esplicativa, influenza il cosiddetto immaginario collettivo, cioè determina specifiche forme di percezione sociale dei comportamenti devianti e quindi anche del sequestro, rispetto al quale la connotazione in termini di reato prevale di gran lunga su altri possibili paradigmi di analisi, in particolare sulla sua connotazione in termini di fatto sociale.
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Il sequestro come fatto sociale: Conclusioni
Con Staff su 4 Maggio 2017LeggiIl sequestro di persona a scopo di estorsione (patrimoniale) sembra un fenomeno caratterizzato dalla anomala coesistenza di due posizioni: la razionalità dei sequestratori e dei gruppi sociali che, in modo primario o derivato (mediato), li sostengono (ove esistano), e le risposte spesso irrazionali dei gruppi sociali e delle istituzioni statuali che esprimono una cultura incompatibile col sequestro; la quale però non tiene conto degli equivoci insiti nel modello giuridico che correntemente usa per interpretare i fatti sociali.
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Egemonia o pluralismo?
Con Staff su 2 Gennaio 2016LeggiDa che cosa sorge l’esigenza del pluralismo? Dal fatto che, allo stato attuale, non esistono criteri che consentano di stabilire in modo intersoggettivo un ordine tra gli interessi delle varie classi che competono per gestire il potere politico. L’unico criterio d’ordine finora accettato e istituzionalizzato è quello codificato nel metodo pluralistico.
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Un’autonomia in regime di dipendenza (estratto 1)
Con Staff su 22 Giugno 2015Leggi«Tutte le ideologie, insomma, essendo di natura esogena rispetto alla cultura sarda e rispetto a qualsiasi cultura locale o regionale dell’intera nazione, presentavano una caratterizzazione in termini di universalità che si storicizzava all’interno di tutto il territorio nazionale e che pertanto doveva necessariamente presupporre quella impostazione unitaria dello Stato che era sostanzialmente l’unico elemento della tradizione risorgimentale. Da questo punto
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Un’autonomia in regime di dipendenza (estratto 2)
Con Staff su 22 Giugno 2015Leggi«Il sardismo nasce non come ideologia fondata su una ipotesi di negazione del dominio di uno stato esterno, non come portatore di valori di “sardità” diversi e contrapposti ai valori dell’unità, in quanto questi valori se vi fossero stati sarebbero certamente emersi ben prima della fine della guerra mondiale del 1915-1918; esso nasce come movimento dei combattenti sostanzialmente fondato, anche
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Un’autonomia in regime di dipendenza (estratto 3)
Con Staff su 22 Giugno 2015Leggi«Questi limiti culturali e politici del sardismo pesarono sempre negativamente su questo movimento anche quando esso assunse al suo interno istanze di partecipazione e istanze riformistiche, sia sul piano economico che su quello statuale. In realtà, tanto il riformismo quanto la partecipazione non potevano essere considerati come istanze tipiche del sardismo perché erano accettati da quasi tutti i movimenti politici
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Un’autonomia in regime di dipendenza (estratto 4)
Con Staff su 22 Giugno 2015Leggi«Il problema della dipendenza si presenta quindi anzitutto come problema della dipendenza politica. Questa dipendenza configura un fenomeno complesso in quanto mostra aspetti ideologici e culturali e aspetti più direttamente operativi legati alla specifica funzionalità del sistema. Ma esiste anche un altro tipo di dipendenza, ovviamente interconnesso con la dipendenza politica, e che presenta aspetti e problematiche suscettibili di approfondimenti
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Un’autonomia in regime di dipendenza (estratto 5)
Con giurosa su 22 Giugno 2015Leggi«La dipendenza politica presenta un aspetto ideologico-culturale e un aspetto operativo. L’aspetto ideologico-culturale viene usato in funzione dell’acquisizione del consenso; esso risulta quindi strumentale rispetto al momento operativo della dipendenza politica che concerne l’espressione specifica della volontà politica, ovvero i limiti e le compatibilità delle scelte politiche. Nella realizzazione di queste scelte operative, i grandi partiti nazionali si sono sempre
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Un’autonomia in regime di dipendenza (estratto 6)
Con Staff su 22 Giugno 2015Leggi«La politica in Sardegna, quindi, non si realizzava come momento dialettico di partecipazione e di confronto con le grandi scelte nazionali, che avrebbero sempre dovuto interessare positivamente la regione, ma si realizzava come momento di emarginazione e di convergenza su problematiche locali prive di dimensioni nazionali, cioè totalmente ancorate ai confini geografici e culturali dell’isola. In questo modo, anziché attuare
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Un’autonomia in regime di dipendenza (estratto 7)
Con Staff su 22 Giugno 2015Leggi«Sulla base di queste premesse non ci si deve stupire se la politica della regione sarda si è sempre sviluppata attraverso fasi successive e ripetitive di sterile rivendicazionismo e di accattonaggio politico nei confronti dello stato e ha determinato in sede locale una esasperata frantumazione dell’azione politica resa evidente dalle giunte regionali che si sono avvicendate sino ad oggi; è
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Un’autonomia in regime di dipendenza (estratto 8)
Con Staff su 22 Giugno 2015Leggi«Le difficoltà incontrate dall’attività di programmazione in Sardegna debbono essere ricondotte alla presenza di questi fattori disfunzionali; una volontà politica frantumata e concentrata esclusivamente sull’uso del potere deviante non poteva non accentuare il momento del consumo come momento base di utilizzazione dei trasferimenti monetari che la regione era riuscita ad ottenere dallo stato. Questo fatto favorì, dal punto di vista
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Un’autonomia in regime di dipendenza (estratto 9)
Con Staff su 22 Giugno 2015Leggi«Il destino tragico e certamente anomalo della Sardegna fu quello di aver maturato nei secoli una cultura e una società che sostanzialmente si autogovernavano in quanto prive di autocoscienza nazionale. Una miriade di culture locali tra loro perfettamente bilanciate, perché tutte troppo anguste in quanto stereotipate e ripetitive, escludevano ovviamente il formarsi dell’idea di nazione, che avrebbe implicato la leadership
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Un’autonomia in regime di dipendenza (estratto 10)
Con Staff su 22 Giugno 2015Leggi«Inesistente in Sardegna la classe borghese, intesa come gruppo sociale caratterizzato da un interesse allo sviluppo e quindi dalla attitudine all’imprenditorialità e all’innovazione. Il mercante-imprenditore non avrebbe potuto trovare spazio in un’economia di sussistenza non ancora orientata al mercato, nella quale la combinazione dei fattori produttivi non emergeva come interesse legato alla divisione del lavoro sociale, ma era realizzata nell’ambito
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