Posts tagged con ‘fatti sociali’

  • Osservazioni sul concetto di borghesia (estratto 11)

    Con giurosa su 13 Novembre 2014
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    «È solo con la scomparsa di questa piccola borghesia artigiana e il sorgere della grande industria, che il proletariato cessa di costituire la clientela economica e ideologica della classe rivoluzionaria, si stacca nettamente e definitivamente da quest’ultima e viene a mano a mano assumendo la tipica caratterizzazione politica e sociale che attualmente gli è propria . All’interesse a una società

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  • Osservazioni sul concetto di borghesia (estratto 10)

    Con Staff su 13 Novembre 2014
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    «Certo, a tal punto, ci si potrebbe domandare perché mai quel fenomeno di mancata assimilazione della cultura borghese cui si è accennato e che si è in prevalenza manifestato nell’ambito degli strati proletari, essendo in via diretta connesso all’aumento demografico di cui si discorre non abbia, in effetti, avuto rilevanza concreta nel periodo antecedente la Rivoluzione dell’89. Ma, in realtà,

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  • Osservazioni sul concetto di borghesia (estratto 7)

    Con Staff su 13 Novembre 2014
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    «Ma questo proletariato borghese che, proprio in quanto tale e in rapporto alla classe dominante, costituiva un blocco sociale piuttosto compatto e omogeneo, a giudicare dalla polemica dell’abate Sieyes, possedeva esso stesso una propria forza sociale che gli veniva da una minoranza creatrice che ne stava al vertice e che ne aveva provocato il poderoso risveglio, agitando valori e idee

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  • Osservazioni sul concetto di borghesia (estratto 3)

    Con Staff su 13 Novembre 2014
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    «Solitamente si afferma che, in una prima fase, il movimento rivoluzionario è stato nelle mani della borghesia, per poi passare in quelle del popolo e, quindi, ritornare di nuovo in quelle della borghesia. Ora, è indubbio ed ovvio che, nella Francia dell’epoca, esistessero dei ceti sociali inferiori, ma tali strati più bassi della collettività non potrebbero certo dirsi popolari o

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  • Osservazioni sul concetto di borghesia (estratto 2)

    Con Staff su 13 Novembre 2014
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    «La esigenza a carattere rivoluzionario cui si è sopra accennato non deve però far credere che alla base della visione politico-sociale di Sieyes siano da ritrovarsi moventi di natura meramente economica: niente sarebbe più lontano dalla storica realtà dei fatti, di tale interpretazione. Molto probabilmente, i francesi del XVII e XVIII secolo non riuscivano neanche a immaginare, in via ipotetica,

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  • Osservazioni sul concetto di borghesia (estratto 1)

    Con Staff su 13 Novembre 2014
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    «Il significato della Rivoluzione appare così in tutta la sua profonda e decisiva portata: non si tratta, con la dichiarazione di sovranità del Terzo Stato, di colpire i privilegi nel loro aspetto meramente economico (che tali potevano anche essere quelli della borghesia), ma soprattutto di eliminare le ragioni giuridico-politiche su cui quelli si fondavano, cosa profondamente diversa, come balza chiaro

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  • Un’autonomia in regime di dipendenza (estratto 17)

    Con Staff su 22 Giugno 2015
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    «Nella autonomia in regime di dipendenza, l’insularità diventa l’unico elemento culturale capace di rendere specifico un modello autonomistico che è completamente integrato nelle strutture sociali ed economiche dello stato nazionale. Come si vede è un’autonomia culturalmente molto povera e molto diversa rispetto all’idea storica maturata nel XVIII secolo; un’autonomia così concepita non può non riconoscere lo stato nazionale e non

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  • Un’autonomia in regime di dipendenza (estratto 16)

    Con Staff su 22 Giugno 2015
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    «Una élite senza classe fu anche quella che gestì il potere in modo subalterno rispetto alle varie potenze egemoni che nel corso della storia si impadronirono della Sardegna. Questa élite locale subalterna non poteva avere alcuna base di accettazione popolare per lo stesso motivo per cui non l’aveva l’élite rivoluzionaria; la cultura sarda era contraria o indifferente rispetto a qualsiasi

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  • Un’autonomia in regime di dipendenza (estratto 14)

    Con Staff su 22 Giugno 2015
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    «L’idea storica di una autonomia senza dipendenza è stata affermata in Sardegna da una ristretta élite rivoluzionaria che non ha mai avuto una base di legittimazione popolare. Le cause di questa mancanza di legittimazione, di tipo socio-culturale, consistono nel fatto che la cultura pastorale non esprime alcun tipo di organizzazione sociale; essa è fondata unicamente sullo scambio tra singoli soggetti

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  • Un’autonomia in regime di dipendenza (estratto 12)

    Con Staff su 22 Giugno 2015
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    «Quantunque fosse emersa dal contesto sociale, la leadership di rivoluzionari coraggiosi operò senza classe; la storia della Sardegna in fondo si può sintetizzare in queste caratterizzazioni di base: una leadership culturale senza classe che tenta disperatamente e ripetutamente di operare come se una classe esistesse; una miriade di gruppi sociali totalmente privi di coscienza di classe, legati solo dalla esigenza

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  • Un’autonomia in regime di dipendenza (estratto 11)

    Con Staff su 22 Giugno 2015
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    «Se si ripercorre la storia della Sardegna dalla fine del 1700 all’abolizione del feudalesimo, appare evidente come le rare occasioni di ribellione non abbiano mai coinvolto una classe sociale borghese; dai moti angioiani del 1796, all’eroico sacrificio del notaio Francesco Cilocco e del teologo Francesco Sanna Corda che nel 1802 sbarcarono sulla costa di Aggius per liberare la Sardegna dal

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  • Un’autonomia in regime di dipendenza (estratto 10)

    Con Staff su 22 Giugno 2015
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    «Inesistente in Sardegna la classe borghese, intesa come gruppo sociale caratterizzato da un interesse allo sviluppo e quindi dalla attitudine all’imprenditorialità e all’innovazione. Il mercante-imprenditore non avrebbe potuto trovare spazio in un’economia di sussistenza non ancora orientata al mercato, nella quale la combinazione dei fattori produttivi non emergeva come interesse legato alla divisione del lavoro sociale, ma era realizzata nell’ambito

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  • Un’autonomia in regime di dipendenza (estratto 9)

    Con Staff su 22 Giugno 2015
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    «Il destino tragico e certamente anomalo della Sardegna fu quello di aver maturato nei secoli una cultura e una società che sostanzialmente si autogovernavano in quanto prive di autocoscienza nazionale. Una miriade di culture locali tra loro perfettamente bilanciate, perché tutte troppo anguste in quanto stereotipate e ripetitive, escludevano ovviamente il formarsi dell’idea di nazione, che avrebbe implicato la leadership

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  • Un’autonomia in regime di dipendenza (estratto 8)

    Con Staff su 22 Giugno 2015
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    «Le difficoltà incontrate dall’attività di programmazione in Sardegna debbono essere ricondotte alla presenza di questi fattori disfunzionali; una volontà politica frantumata e concentrata esclusivamente sull’uso del potere deviante non poteva non accentuare il momento del consumo come momento base di utilizzazione dei trasferimenti monetari che la regione era riuscita ad ottenere dallo stato. Questo fatto favorì, dal punto di vista

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  • Un’autonomia in regime di dipendenza (estratto 7)

    Con Staff su 22 Giugno 2015
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    «Sulla base di queste premesse non ci si deve stupire se la politica della regione sarda si è sempre sviluppata attraverso fasi successive e ripetitive di sterile rivendicazionismo e di accattonaggio politico nei confronti dello stato e ha determinato in sede locale una esasperata frantumazione dell’azione politica resa evidente dalle giunte regionali che si sono avvicendate sino ad oggi; è

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