Posts tagged con ‘linguaggio teorico e livelli di astrazione’

  • Il problema del metodo nella sociologia (estratto 20)

    Con Staff su 26 Giugno 2014
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    «La tipologia dei moti della fisica pre-galileiana, cui abbiamo in precedenza accennato, richiama la tipologia di Parsons; ma la scienza fisica, come pure si è osservato, non si sviluppò finché si continuò a porre in relazione le categorie metafisiche della fisica aristotelica, proprio perché non era stata ancora individuata la relazione funzionale che segna il passaggio dal problema del perché

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  • Il problema del metodo nella sociologia (estratto 17)

    Con Staff su 26 Giugno 2014
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    «La ricerca di predicati astratti che unificano differenti predicati sperimentali ci costringe ad abbandonare i significati empirici del linguaggio comune e a ricercare concetti che spesso possono sembrare molto poco compatibili con i concetti tratti dall’esperienza comune. Come avviene questo passaggio? Soffermiamoci ancora sull’esempio della meccanica, che ha un grande significato metodologico, analizzando il primo passo (compiuto da Galileo) per

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  • La rilevanza della teoria astratta nella scienza

    Con Staff su 4 Luglio 2014
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    I concetti fondamentali utilizzabili ai fini di una esplicazione dei fenomeni sociali sono tra loro strettamente interrelati e non può darsi alcuna caratterizzazione strutturale, e quindi scientifica, di questi ultimi prescindendo da un inquadramento entro schemi logici fondati su postulati ad alto livello di astrazione.

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  • L’analisi scientifica del comportamento di scelta (estratto 13)

    Con Staff su 8 Luglio 2014
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    «L’asserzione secondo cui le leggi sperimentali avrebbero una vita propria deriva dal presupposto della osservatività delle leggi sperimentali. Se queste ultime con riferimento alla osservatività sono diverse dalle leggi teoriche, allora il fatto che una legge sperimentale possa essere incorporata in una o in un’altra teoria può apparire come una conferma della diversità dei due tipi di leggi. Eliminato però

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  • L’analisi scientifica del comportamento di scelta (estratto 12)

    Con Staff su 8 Luglio 2014
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    «In psicologia l’utilità esplicativa delle variabili intermedie è negata da Skinner il quale afferma che le condizioni interne (inner conditions) sono inutili per il controllo del comportamento a meno che non le si possa manipolare. Se le variabili intermedie non hanno alcuna funzione esplicativa resta da chiedersi se ciò possa dirsi di tutti i concetti teorici in generale, anche

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  • L’analisi scientifica del comportamento di scelta (estratto 11)

    Con Staff su 8 Luglio 2014
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    «Il problema metafisico del passaggio dai dati sensoriali ai termini teorici, tipico delle posizioni di Hempel, deve pertanto essere sostituito dal problema metodologico dell’individuazione di diversi livelli di generalizzazione (implicanti, sotto il profilo sintattico, l’introduzione di predicati limitativi), nonché di diversi livelli di astrazione dei predicati appartenenti al linguaggio della scienza. Questo discorso può ripetersi a proposito delle regole di

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  • Struttura, ambito di significatività dei predicati, livelli di astrazione

    Con Staff su 17 Luglio 2014
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    Il concetto di «struttura» su un piano logico, è normalmente associato a quello di «isomorfismo» inteso come corrispondenza uno-uno fra gli elementi (individui e relazioni) di una struttura M e quelli di una struttura M’ tale che «le relazioni di un dato ordine sono corrispondenti l’una con l’altra e ogni qualvolta una relazione è valida tra certi individui di M, la corrispondente relazione è valida tra i corrispondenti individui di M’ e viceversa».

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  • Verificabilità empirica delle strutture astratte; la significatività dei postulati teorici e la introduzione di postulati limitativi

    Con Staff su 18 Luglio 2014
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    In relazione alle strutture linguistiche astratte si pongono due problemi fondamentali: quello relativo ai rapporti tra strutture con differenti livelli di astrazione e l’altro concernente la verificabilità empirica o osservativa delle strutture.

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  • Il concetto di «linguaggio teorico» in Carnap; il carattere aperto del linguaggio scientifico

    Con Staff su 20 Luglio 2014
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    È opportuno a tal punto, onde inquadrare meglio il complesso problema, riepilogare criticamente il pensiero di Carnap. Anzitutto bisogna osservare che in “The Methodological Character of Theoretical Concepts” egli si discosta alquanto dalle opinioni espresse nella sua opera precedente “Testability and Meaning”, soprattutto in relazione alla portata del linguaggio teorico, la cui introduzione consente una più grande libertà nella scelta di forme concettuali e sembra accordarsi meglio con l’uso che gli scienziati fanno dei loro concetti.

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  • Linguaggio osservativo, linguaggio teorico, assiomatizzazione

    Con Staff su 21 Luglio 2014
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    La posizione di Carnap poggia fondamentalmente, come si è visto, sulla esplicazione di un sistema linguistico duale, costituito dal linguaggio osservativo e dal linguaggio teorico. Una prima considerazione da farsi a tale proposito è che questi due tipi di linguaggio differiscono tanto dal linguaggio comune, quanto dal linguaggio scientifico considerato come explicandum, proprio perché linguaggio osservativo e linguaggio teorico sono formalizzati, nel senso che ne sono poste espressamente ed esplicitamente le regole.

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  • Il linguaggio totale della scienza: linguaggio osservativo e linguaggio teorico

    Con Staff su 23 Luglio 2014
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    Quello che Carnap chiama il linguaggio totale della scienza viene da lui visto in funzione delle due parti fondamentali che lo costituiscono: il linguaggio osservativo e il linguaggio teorico. Distinzione che riflette, in modo più rigoroso, quella fra i due livelli di sistematizzazione scientifica cui si riferisce Hempel, il livello della generalizzazione empirica e quello della formazione delle teorie.

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  • Il problema dei concetti teorici; la significatività empirica dei termini teorici

    Con Staff su 24 Luglio 2014
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    Il problema dei concetti teorici viene esaurientemente ripreso da Carnap in un saggio nel quale l’analisi è svolta non più in termini meramente semantici, relativamente alla introduzione di strutture linguistiche astratte e alla loro caratterizzazione, bensì con riferimento alla relazione del linguaggio teorico col linguaggio osservativo. Il primo contenente termini riferentisi a eventi o ad aspetti o caratteristiche di eventi non osservabili; il secondo formato da termini designanti proprietà e relazioni osservabili in vista della descrizione di cose o eventi osservabili.

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  • Costruzione e introduzione di nuove strutture semantiche

    Con Staff su 25 Luglio 2014
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    In relazione ai problemi connessi ai sistemi teorici e alle strutture linguistiche astratte, è rilevante non già la presunta questione ontologica circa la esistenza di entità astratte in esse riscontrabili, bensì quella attinente all’uso di segni astratti, nel senso che la accettazione o meno di tali forme linguistiche (come del resto, di qualsiasi altro linguaggio), è determinata unicamente dalla loro convenienza e opportunità, soprattutto ai fini della costruzione di appropriati linguaggi scientifici.

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  • Significato operativo dei segni, termini astratti, verificazione e conferma

    Con Staff su 26 Luglio 2014
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    L’operativismo metodologico, nel limitare la propria analisi a un particolare tipo di significatum dei segni, dato da una operazione o da una serie di operazioni, esclude dall’ambito del linguaggio scientifico i termini astratti, privi di significatum, che ne costituiscono invece parte integrante. È indubbio, infatti, come un tale linguaggio debba necessariamente utilizzare espressioni ad alto livello di astrazione, non esprimenti un significato operativo, nel senso che le regole semantiche di designazione relative ai simboli che simbolizzano quelle espressioni non stabiliscono alcuna correlazione tra i simboli e un qualche significato operativo corrispondente a operazioni concrete.

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  • Operativismo metodologico e significato delle espressioni linguistiche

    Con Staff su 27 Luglio 2014
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    La affermazione secondo la quale il significato di un termine è determinato dalle regole che ne stabiliscono l’uso entro un dato sistema linguistico, si riferisce alle regole di formazione, di designazione, di verità e alle regole degli ambiti di significatività, nonché, nei sistemi assiomatici (sistemi sintattici o calcoli), alle regole di deduzione o trasformazione; tale punto di vista non deve pertanto essere confuso con l’operativismo in senso proprio, per cui il significato di un termine è dato da un gruppo di operazioni, nel senso che il termine significa e denota un insieme di operazioni.

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