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Scuola, scienza e società in Italia
Con Giulio Bolacchi su 17 Novembre 20190LeggiÈ utile una scuola concepita secondo i canoni idealistici della riforma Gentile? Si discute ancora molto su questo punto, anche perché oggi si sta generalizzando una duplice tendenza, volta da un lato a depotenziare la conoscenza classica, in senso lato umanistica, e dall’altro lato a far prevalere la dimensione operativa e tecnologica.
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Le esternalità derivanti dalla attività formativa e il rendimento sociale della spesa pubblica
Con Staff su 2 Settembre 2017LeggiAl pari degli investimenti in attività di ricerca e sviluppo, anche l’investimento in formazione determina esternalità positive, che esprimono un tasso di rendimento sociale dell’attività formativa maggiore rispetto al suo tasso di rendimento privato (benefici goduti dai fruitori diretti della formazione, siano essi utenti privati o imprese, che ne sostengono i relativi costi).
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Il sequestro come fatto sociale: Premessa
Con Staff su 5 Maggio 2017LeggiIl modo in cui lo stato si occupa del deviamento, prendendolo in considerazione solo in una logica punitiva e non in una logica esplicativa, influenza il cosiddetto immaginario collettivo, cioè determina specifiche forme di percezione sociale dei comportamenti devianti e quindi anche del sequestro, rispetto al quale la connotazione in termini di reato prevale di gran lunga su altri possibili paradigmi di analisi, in particolare sulla sua connotazione in termini di fatto sociale.
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Il sequestro come fatto sociale: Conclusioni
Con Staff su 4 Maggio 2017LeggiIl sequestro di persona a scopo di estorsione (patrimoniale) sembra un fenomeno caratterizzato dalla anomala coesistenza di due posizioni: la razionalità dei sequestratori e dei gruppi sociali che, in modo primario o derivato (mediato), li sostengono (ove esistano), e le risposte spesso irrazionali dei gruppi sociali e delle istituzioni statuali che esprimono una cultura incompatibile col sequestro; la quale però non tiene conto degli equivoci insiti nel modello giuridico che correntemente usa per interpretare i fatti sociali.
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Nota sul coinvolgimento positivo e negativo degli interessi
Con Staff su 3 Maggio 2017LeggiLa teoria degli interessi si fonda sui seguenti predicati primitivi: interesse (direttamente traducibile sul piano sperimentale nel concetto di comportamento operante, che costituisce il punto di riferimento fondamentale dell’analisi comportamentistica); campo degli interessi; interesse strumentale; interesse finale intermedio; interesse finale ultimo; grado di strumentalità dell’interesse; livello di intensità dell’interesse; coinvolgimento positivo e coinvolgimento negativo degli interessi; interrelazione congiunta e interrelazione disgiunta degli interessi.
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Il mutamento sociale nel pluralismo e nel collettivismo
Con Staff su 8 Maggio 2015LeggiFatte queste precisazioni possiamo analizzare il modo in cui opera il cambiamento sociale nel due tipi di sistemi. Dal punto di vista del cambiamento le società pluralistiche presentano un alto grado di dinamismo, cioè una elevata possibilità di modificazione dei fini sociali istituzionalizzati.
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La contestazione delle strutture scolastiche
Con Staff su 7 Maggio 2015LeggiSe si ammette che le strutture scolastiche sono caratterizzate, da un lato dall’interesse a insegnare, e quindi a porre in essere un certo tipo di discorso culturale, e dall’altro lato dall’interesse a imparare, e quindi a porre in essere un certo tipo di comportamento acquisitivo di una data cultura, non ha senso una partecipazione degli studenti all’esercizio delle funzioni didattiche. Né tale partecipazione può essere ottenuta mediante l’azione contestativa da parte degli studenti nei confronti dei docenti, in quanto tale contestazione presuppone sempre l’esistenza dello status-ruolo di docente verso il quale appunto la contestazione dovrebbe esser diretta.
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Gli effetti disfunzionali della punizione sul processo di apprendimento
Con Staff su 5 Maggio 2015LeggiGli effetti disfunzionali della punizione sul rapporto apprendere-insegnare possono essere chiariti distinguendo due tipi di processo punitivo: (a) il primo consiste nel punire un comportamento del discente che chiamiamo “non studiare”; (b) il secondo nel punire questo comportamento specificando però una alternativa di comportamento e una ricompensa nel caso in cui il discente scelga questa alternativa.
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Il processo di apprendimento nelle strutture sociali di tipo ideologico
Con Staff su 4 Maggio 2015LeggiIl processo di apprendimento scolastico implica tre fattori fondamentali: (a) un interesse alla conoscenza (interesse alla soluzione dei problemi) acquisito durante il processo di socializzazione; (b) un insieme di comportamenti strumentali volti al soddisfacimento dell’interesse alla conoscenza, collegati a un insieme di informazioni da apprendere le quali operano come rinforzatori secondari; (c) un insieme di rinforzatori primari positivi collegati all’interesse alla conoscenza, che operano mediante la programmazione dell’insegnamento (consistente in una successione di rinforzamenti primari).
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La attività del docente nelle strutture didattiche di tipo ideologico
Con Staff su 3 Maggio 2015LeggiPoiché il processo di apprendimento dei contenuti culturali non si svolge normalmente entro le strutture scolastiche istituzionalizzate, gli status-ruoli la cui acquisizione è subordinata alla partecipazione del soggetto a un rapporto didattico, vengono attribuiti non sulla base dell’apprendimento dei contenuti culturali trasmessi dal docente, ma sulla base della memorizzazione degli stessi (comportamento strumentale volto ad acquisire i rinforzatori sociali).
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Strutture didattiche e strutture di potere
Con Staff su 2 Maggio 2015LeggiIl fenomeno del potere caratterizza le strutture sociali fondate su base ideologica (siano esse pluralistiche o collettivistiche), cioè le strutture sociali fondate sul conflitto di valori (interrelazione disgiunta tra interessi non compatibili col discorso scientifico). Il potere è infatti il mezzo attraverso il quale una ideologia prevale su un’altra, in quanto l’unico modo per risolvere il conflitto di valori è quello di confrontare la forza sociale delle ideologie in conflitto, non essendo possibile utilizzare criteri obiettivi (intersoggettivi).
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Osservazioni sul concetto di borghesia (estratto 12)
Con Staff su 13 Novembre 2014Leggi«L’individuazione e la caratterizzazione della borghesia come classe sociale comporta, quindi, la individuazione di tutti gli interessi e non soltanto degli interessi meramente economici, che ne condizionarono, sotto un profilo sociologico, la omogeneità, la coerenza e la esistenza. È da respingere, pertanto, seppur non privo di utilità in sede storica, quel concetto economico di borghesia che, trasferito dal piano della
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Osservazioni sul concetto di borghesia (estratto 13)
Con giurosa su 13 Novembre 2014Leggi«Questo comune interesse alla razionalità come tale è, pertanto, la fondamentale componente della sfera di valori che caratterizzano la borghesia, e può dirsi che consista in un atteggiamento tendente a considerare il comportamento individuale e sociale in funzione di una coerenza logica e di una prospettiva critica che trovano la propria giustificazione e il proprio fondamento nella consapevolezza individuale. In
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Teoria delle classi sociali (estratto 18)
Con Staff su 12 Agosto 2014Leggi«Una seconda precisazione è relativa a quella che può indicarsi come la struttura funzionale degli interessi del soggetto (struttura disposizionale): nel senso che tutti gli interessi del soggetto (i quali concorrono a costituire quest’ultima) sono tra loro interdipendenti e connessi in funzione di uno schema unitario che ha, al margine inferiore interessi iniziali a breve termine (intendendo come tali la
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Processo di apprendimento e strutture ideologiche (estratto 5)
Con giurosa su 27 Giugno 2014Leggi«Prescindendo dalla ipotesi dello scambio, risulta possibile individuare una fondamentale interrelazione tra gli interessi del docente e quelli del discente, in particolare una interrelazione congiunta. Il docente infatti nel processo di apprendimento opera trasmettendo opportuni stimoli discriminanti (verbali) al discente cha ha un interesse che possiamo chiamare “ad apprendere” (I1); corrispondentemente il docente ha un interesse che possiamo chiamare “a
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